Parte la lotta alle zanzare tigre e alle zecche

Parte la lotta alle zanzare tigre e alle zecche

LUCCA, 23 giugno – Il controllo delle zanzare (in particolare la temibile “zanzara tigre”) e delle zecche, responsabili della trasmissione di molte malattie è l’obiettivo principale dell’Osservatorio per Patologie trasmesse da vettori, presente già da alcuni anni nell’ambito della Veterinaria dell’Azienda USL 2 di Lucca, che sta partecipando ad un progetto europeo che riguarda varie regioni di Italia e Francia.

L’Azienda sanitaria lucchese è stata coinvolta nel 2009 in questa iniziativa, finalizzata al controllo di alcuni insetti fastidiosi o pericolosi.

Il progetto, denominato R.E.D.L.A.V., è stato recentemente finanziato dalla Comunità Economica Europea per un importo complessivo di 1.300.000 euro per il triennio 2010-2012 ed è inserito in un programma di cooperazione transfrontaliera tra Italia e Francia. Interessa in particolare la Corsica, la Sardegna, la Liguria e, per la Toscana, le province di Massa, Lucca, Pisa, Livorno e Grosseto.

L’obiettivo principale è la costituzione di una rete internazionale per lo sviluppo di strategie di prevenzione e controllo di insetti, nel contemporaneo rispetto degli ambienti naturali.

Ogni partner ha la leadership di alcuni sotto-obiettivi del progetto con ricaduta su tutto il bacino di utenza dell’ambito di cooperazione. Nello specifico l’Azienda USL 2 è impegnata in alcune interessanti azioni sanitarie, come la prevenzione del rischio per la popolazione nei confronti di patologie trasmesse da zanzare e da zecche. Per l’Azienda sanitaria lucchese il progetto è seguito da Marco Selmi, veterinario responsabile dell’Osservatorio per Patologie trasmesse da vettori dell’Azienda sanitaria, che spiega l’importanza del controllo nei confronti di questi insetti:

“L’interesse per il controllo delle zanzare è riconducibile essenzialmente a due fattori: l’impatto socio-economico, sostenuto dalle molestie che questi insetti arrecano all’uomo e l’impatto sanitario che, soprattutto nelle regioni tropicali del mondo, assume proporzioni devastanti. Tuttavia nelle ultime due decadi, alcune patologie trasmesse da zanzare, endemiche in Asia ed in Africa, si sono presentate come infezioni emergenti in diversi focolai europei, con tendenza a localizzarsi in zone ad elevata densità abitativa. La consapevolezza che alcune specie di zanzara agiscono come vettori di malattie per l’uomo anche alle nostre latitudini, coinvolgendo quindi aspetti di sanità pubblica, rende il tema del controllo di questi infestanti di grande attualità.

L’interesse per le zecche è invece sostenuto dal fatto che sono gli artropodi ematofagi maggiormente coinvolti nella trasmissione di malattie infettive in Europa. Inoltre, è nel nostro continente che sono state recentemente segnalate il maggior numero di nuove malattie trasmesse da zecche, dimostrando così l’attitudine climatica ed ambientale della nostra area geografica a supportare i cicli ecologici che permettono la stabilizzazione di queste patologie sul territorio”.

Nel’ambito del progetto R.E.D.L.A.V. sono previsti scambi di esperienze e professionalità, costituzione di banche dati a comune ed anche prove in campo per la valutazione di efficacia di alcuni prodotti  da utilizzare per il controllo e, ovviamente, un’accurata costruzione documentale di tutte le attività che saranno svolte.

Un “osservato speciale” del progetto è un infestante particolarmente fastidioso quale la Aedes albopictus, la famigerata “zanzara tigre”, ormai molto presente sul nostro territorio, tanto da sostituire progressivamente le altre specie negli ambienti maggiormente antropizzati.

“Per lo studio dei fattori di presenza e densità della zanzara tigre – prosegue il dottor Selmi – nel progetto è prevista la collaborazione con il Lamma della Regione Toscana e con IBIMET-CNR di Firenze. In effetti, vista la vastità del territorio oggetto di studio, non era ipotizzabile realizzare una analisi ambientale dettagliata degli innumerevoli ecosistemi presenti ed è più vantaggioso lavorare per modelli climatici. Da qui la necessità di collaborare con gli esperti di questo settore. Ovviamente i modelli saranno anche testati con prelievi in campo, somministrazione di questionari, analisi del dato su consumo di prodotti repellenti ed altro”.

Esistono interessi comuni per le regioni comprese nell’ambito amministrativo del progetto di cooperazione tra Italia e Francia, quali la tutela della popolazione residente, lo sviluppo del turismo, la tutela ambientale e la conservazione di aree di pregio. Di fatto la disponibilità di ambienti naturali che si associa alla presenza di specie selvatiche è una risorsa in termini di turismo, visto l’aumento di questi ultimi anni sia dei visitatori di parchi ed aree naturali che dell’agriturismo. Tuttavia alcune specie selvatiche, in modo particolare gli ungulati, sostengono alcune specie di artropodi vettori e sono responsabili della loro distribuzione ed abbondanza. Questo è vero soprattutto per le zecche ed è noto che il rischio di essere morsicati da una zecca aumenta proporzionalmente con la frequentazione di ambienti naturali, in particolare boschi di latifoglie, o lo svolgimento di attività quali passeggiate in montagna, raccolta funghi, camping.

“Per la valutazione del rischio relativo a patologie trasmesse da zecche – aggiunge ancora Selmi – l’idea è quella di riprodurre l’esperienza del Sistema di Sorveglianza sviluppato a Lucca, che ha dato ottimi risultati, che anche di recente sono stati oggetto di contributo al congresso internazionale di Montpellier. In pratica chiederemo la collaborazione, nelle varie regioni, di almeno un Pronto Soccorso in grado di raccogliere ed inviare casistica di morsicature da zecca e relativi reperti, che saranno da noi classificati ed esaminati con tecniche di biologia molecolare per ricerca di patogeni. Abbiamo pertanto deciso di attivare un laboratorio interno che permetta l’esecuzione di questa metodica, che sarà realizzato con i fondi del progetto. Alle attività di ricerca parteciperà sia personale dell’Osservatorio che del Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Azienda USL 2, struttura che opera a livello di Area Vasta”.

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1 Commento

  • Admin
    24 giugno 2010, 14:06

    non solo zanzare: anche i cinghiali hanno cominciato a infestare le perifierie agricole del territorio.A quando un piano di abbattimenti? o si deve aspettare che sbranino qualcuno per intervenire?

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