Sciopero degli scrutini il 14 e 15 giugno

Sciopero degli scrutini il 14 e 15 giugno

LUCCA, 13 giugno, Sciopero degli scrutini al Liceo Scientifico Vallisneri in un comunicato stampa diffuso ieri si annuncia la mobilitazion che vuole protestare contro i tagli all’istruzione pubblica:.

Gli insegnanti e tutti i lavoratori della scuola – il cui stipendio subirà pesantissime decurtazioni in base al blocco degli scatti e dei contratti – protestano per difendere il proprio ruolo di docenti, ruolo ormai ridotto, da disinteresse e incapacità, a una scialba e sbiadita controfigura di animatore turistico. 




Protestano per difendere il diritto di tutti i cittadini ad avere un sistema scolastico che sia ‘luogo di cultura e di civiltà’, termini pericolosi e destabilizzanti che producono forme allergiche agli ‘illuminati timonieri’ di questo triste paese. Nessuno può configurare, se non barando sulle parole, i tagli agli stipendi, il blocco degli scatti – unica forma di progressione concessa agli insegnanti – come un taglio alle spese e agli sprechi. 


La finanziaria ‘leggera’ da 25 miliardi non è una riforma, non prevede un progetto di taglio agli sprechi, ai costi della cosiddetta ‘politica’, al lievitare degli incarichi e delle consulenze, ai finanziamenti generosamente erogati ai partiti, alle imprese, alle banche e ai giornali. La manovra infierisce sugli stipendi di alcune categorie, in particolare degli insegnanti e non prevede invece alcun sacrificio per coloro che si sono arricchiti con le speculazioni finanziarie, né alcuno aumento della tassazione delle rendite. Ricordiamo, ad esempio, lo scudo fiscale che ha premiato l’illegalità. 


Gli insegnanti vogliono tagli veri agli sprechi e alle spese non produttive, anche quelle che vi sono nelle “pieghe” dei bilanci scolastici, vogliono sacrifici equamente ripartiti, ma soprattutto vogliono fermare il massacro della scuola e il mancato investimento delle risorse destinate al mondo della formazione e dell’istruzione in atto da anni.


La crisi finanziaria globale rende ancora più strategicamente necessari e decisivi gli investimenti in istruzione ed educazione in tutti i paesi del mondo se veramente vogliamo dare un futuro alle nuove generazioni. Per richiamare l’attenzione su queste ‘indiscriminate scelte’ di corta intelligenza sociale, aderiamo allo sciopero degli scrutini per i giorni 14 e 15 giugno”.


Il comitato del Liceo Scientifico “A.Vallisneri”


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1 Commento

  • Admin
    18 giugno 2010, 14:39

    I tagli indiscriminati nella pubblica istruzione hanno fatto cassa? Su 42.000 cattedre in meno ammortizzate dai 40.000 pensionamenti i licenziamenti sarebbero dovuti ammontare solo a 2.000, tutti coperti dal c.d. “decreto salvaprecari”. La realtà è diversa: a perdere cattedra sono stati 44.000 docenti, quasi tutti non coperti dal decreto. Ma chi sono questi docenti esclusi dal R20;salvaprecariR21;? Sono quelli di terza fascia delle graduatorie dR17;istituto, privi di abilitazione allR17;insegnamento, requisito non indispensabile per insegnare ma essenziale per la assunzione in ruolo. Questi precari sono stati nominati dai presidi da graduatorie Ministeriali di terza fascia, solo dopo esaurimento di quelle di prima fascia; hanno svolto per anni insegnamento identico ai colleghi abilitati. I motivi per cui non si sono abilitati sono per lo più dovuti allR17;alto costo dei corsi abilitanti e agli obblighi di frequenza imposti. DallR17;anno scolastico 2009/10 il DM 42/09 ha dato la possibilità ai soli docenti abilitati di fare domanda di insegnamento in tre province in coda alle graduatorie di prima fascia (degli abilitati) ma sempre davanti a quelle di terza fascia.
    I non abilitati sono quindi scavalcati da chi, pur abilitato, risulta sprovvisto di esperienza e quindi non avrebbe diritto allR17;indennità di disoccupazione. Con questo metodo, per almeno 40.000 docenti precari di terza fascia, rimasti senza supplenza, i sussidi di disoccupazione sono stati pagati per posti di lavoro in realtà esistenti. In pratica, per una supplenza nominata, si pagano due persone: il docente titolare della cattedra pagato dallo Stato e il docente perdente cattedra il cui sussidio di disoccupazione dura otto mesi, facilmente prolungato con il conferimento di qualche supplenza breve. Lo Stato ha operato forti tagli per risparmiare; invece non si è risparmiato, ma si è speso addirittura di più per dare meno risorse alla scuola!

    RISPONDI

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