“Pensaci, Giacomino!”, Uno splendido Pirandello conclude la stagione di prosa del Giglio

“Pensaci, Giacomino!”, Uno splendido Pirandello conclude la stagione di prosa del Giglio

LUCCA, 11 aprile – Italo Calvino dice che un classico è un testo “che non ha mai finito di dire quello che ha da dire”“Pensaci, Giacomino!” (andato recentemente in scena al Teatro del Giglio) è un classico e, come tale, non ha ancora finito di dire quello che ha da dirci. A dargli voce, oggi, sono Enzo Vetrano e Stefano Randisi e lo fanno parlare con la sua voce migliore. Il loro lavoro di teatro di ricerca porta alla luce i significati più veritieri e necessari di questa commedia pirandelliana, rendendola viva ed efficace per il tempo di oggi.

Sicilia, primi del Novecento. Il vecchio professore Agostino Toti (Enzo Vetrano) uomo sereno e libero, ha deciso di sposarsi. Sceglierà una giovane povera, per la quale non vuole essere tanto un marito, quanto piuttosto un padre e un protettore. Il suo obiettivo con il matrimonio è di fare un’opera di bene e gabbare il governo:  dopo che lui sarà morto, infatti, la giovane vedova potrà condurre una lunga vita senza preoccupazioni economiche godendo della pensione del marito, che lo stato sarà costretto a continuare a versarle. La giovane prescelta è Lillina (Eleonora Giua), figlia del bidello Cinquemani (Giovanni Moschella). Imprevisto: la giovane è incinta. Giacomino Delisi (Giuliano Brunazzi), ex allievo del professore, bravo giovane, ma orfano e senza lavoro, si è innamorato di lei. Giacomino sarebbe pronto a sposarla, ma Cinquemani e sua moglie (Margherita Smedile) rifiutano di dargliela, dopo che è stata disonorata da una gravidanza fuori dal matrimonio. Il professor Toti, però, sposa ugualmente Lillina: le sue intenzioni sono nobili e ferme, e non gli importa di quello che dirà la gente dell’insolito nucleo familiare si andrà a costituire. Il professore, solo formalmente marito di Lillina, le farà da padre, ora che  Cinquemani l’ha rifiutata per la vergogna che ha causato alla famiglia, sarà un nonno per il bambino. Antonio Toti vuole il bene di Lillina, di Giacomino e del loro figlio: concede a Giacomino di frequentare la sua casa, sa del sincero amore dei giovani e riesce anche a dare a Giacomino un buon posto di lavoro. Ma il paese comincia a stringere attorno a questo strano gruppo familiare una rete di mormorii e maldicenze: cosa va a farci Giacomino ogni giorno in casa del professore… Dalla scuola, in cui il professore ancora lavora, dalla casa della sorella di Giacomino (Ester Cucinotti), dai genitori di Lillina, da padre Landolina (Stefano Randisi), si leva un coro di malignità, di grida di scandalo…

Questo allestimento di Pensaci,Giacomino! è arrivato ieri sera alla sua duecentesima recita, ma nessuna delle recite è una replica. La storia del professor Toti e di Lillina, ogni sera accade una battuta dopo l’altra, senza alcun presentimento di come possa andare a finire. Avviene in maniera nuova e vera, appassionante, senza un attimo di distrazione del pubblico, non un colpo di tosse in sala. I personaggi sono persone reali e parlano di qualcosa che ognuno in platea conosce, con cui ognuno si misura quotidianamente, ma per cui nessuno ancora ha trovato soluzione. Pensaci, Giacomino!, nella vivissima interpretazione di Vetrano e Randisi, infatti, fa riflettere sugli obblighi finti che la società impone alle relazioni umane, i quali poi si sviluppano in costrizioni vere; sui ruoli predefiniti ai quali dovrebbe essere necessario adeguarsi secondo il moralismo vigente; sulla responsabilità dei propri atti e sulla possibilità di esprimere verità di sentimenti al di là di quelli consentiti dagli schemi che la società definisce adeguati. Sullo sfondo, una Sicilia ficcanaso e cupa, opprimente e pettegola (impersonata da Rosa e Filomena (Massimiliano Buldrini), le serve di casa del prof. Toti e della sorella di Giacomino), che però perde la sua dimensione geografica e temporale e diventa simbolo anche delle presenti convenzioni sociali, le più trite eppure tenaci, che impediscono e infangano ogni potenzialità per fare del bene disinteressato.

Il Teatro del Giglio ha concluso il cartellone di prosa in ascesa, con quello che forse è stato il miglior spettacolo dell’intera stagione. Speriamo che la prossima stagione di prosa riparta da questo livello.

 —

Pensaci, Giacomino!

di Luigi Pirandello

con Enzo Vetrano, Eleonora Giua, Giuliano Brunazzi, Giovanni Moschella,
Margherita Smedile, Ester Cucinotti, Antonio Lo Presti, Stefano Randisi, Massimiliano Buldrini
regia Enzo Vetrano e Stefano Randisi
scenografia Marc’Antonio Brandolini
costumi Luciana Fornasari

Inserisci il tuo commento

La tua e-mail non verrà pubblicata. compila tutti i campi obbligatori*

Se pubblichi stai dando il consenso alle regole di base , ai termini del servizio e alla normativa sulla privacy
Annulla

.

Newsletter


WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com