Tonino Guerra compie novantanni

Tonino Guerra compie novantanni

RIMINI, 14 marzoTonino Guerra li festeggerà il 16 marzo a Pennabilli, il paese nel Montefeltro dove vive da oltre venti anni, mentre Bompiani sta per mandare in libreria un suo nuovo libro, “La valle del Kamasutra”. Sarà lui il protagonista principe della Giornata Mondiale della Poesia Unesco il 18 e 19 marzo. Inoltre riceverà il David Speciale per la carriera.

Un premio doveroso per uno che ha scritto più di novanta sceneggiature per registi come Francesco Rosi, Michelangelo Antonioni, Wim Wenders, Theo Angelopulos e, sopratutto, il suo amico-coetaneo Federico Fellini.

Dieci anni fa dichiarò: “Ottanta anni sono brutti per tutti, bisogna dimenticarsene al più presto”, aggiungendo subito però che “l’anno prossimo, quando ne avrò 81, avrò nostalgia di questo momento”.

Nato a Santarcangelo di Romagna, suo padre contadino, madre analfabeta (le insegnerà lui a scrivere), durante la seconda guerra mondiale verrà deportato in Germania e internato in un campo di concentramento a Troisdorf. “Mi ritrovai con alcuni romagnoli che ogni sera mi chiedevano di recitare qualcosa nel nostro dialetto. Allora scrissi per loro tutta una serie di poesie. Poi, la sera di Natale, il camion che ci portava la solita broda si rovesciò e allora, per vincere la fame, tutti cominciarono a dirmi: facci le tagliatelle, facci le tagliatelle! E io comincia a immaginare con loro la cucina, la farina, le uova, la sfoglia e quello diventò la nostra festa”.

Dopo la Liberazione si laureò in pedagogia presso l’Università di Urbino con una tesi orale sulla poesia dialettale. Fece leggere i suoi componimenti a Carlo Bo che lo incoraggiò. Pubblicò a sue spese due raccolte di versi in dialetto “I scarabòc” e “I bu”.

Meglio che tu continui a vivere con la gente semplice come hai sempre fatto. Con chi insomma ha a che fare con le cose e non con chi ha a che fare con le idee” gli disse Elio Vittorini.

Seguì il suo consiglio.

Già perché solo in quei luoghi dell’anima, luoghi di gente semplice Guerra da novantanni sente la vita. E nel sentirla l’ha immaginata oltre ogni umana comprensione. “Non è vero che uno più uno fa sempre due; una goccia più una goccia fa una goccia più grande” afferma con la sua voce lieve e la sua consueta semplicità che arriva dritto al cuore di chi sa ascoltare.

Qualche anno fa Guerra dovette essere operato al cervello, si affidò a un grande chirurgo russo che lo salvò. Quando si risvegliò lo stupore del ritorno alla vita fu immenso.

Io ho patito malattie, sventure- dice Guerra– ma la vita ritrovata ogni volta è meravigliosa, non bisogna dimenticarselo anche quando tutti stiamo attraversando momenti drammatici”.

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