Un viaggio “Tra le nuvole” con George Clooney

Un viaggio “Tra le nuvole” con George Clooney

Lui, Ryan Bingham, vive tra le nuvole, sugli aerei. Il suo lavoro è “tagliatore di teste”, diabolico esecutore incaricato dalle aziende di licenziare, per conto loro, i lavoratori («risorse umane in esubero»). Vive leggero, libero come l’aria. Ha una casa, in cui vive non più di 40 giorni all’anno.

Ha donne, ma nessun desiderio di accasarsi, di avere figli. E’ spietato, ma con eleganza. E’ veloce, il suo tempo scorre calcolato senza sprechi. E’ padrone della sua vita, delle persone, del suo tempo…

Poi incontra una donna, una bionda dal grande fascino, molto simile a lui.

Fino a quel punto il film fila. Fila perché lui è George Clooney, che ha il fascino della carogna: padronanza della parola, morbidezza di sorriso, allusione negli occhi, sicurezza di movimenti, rapidità e ironia nelle battute.

A ciò si aggiunge una regia (ed un montaggio) ispirata, che dona alla vita quotidiana del protagonista essenzialità e velocità, eleganza e meccanicità: la preparazione dell’unico, essenziale bagaglio a mano, un trolley con ruote scorrevoli, il salto della fila, la scelta dei passaggi giusti al metal detector ecc,ecc.

Straordinario è poi l’incontro con la donna bionda (la seducente bravissima Vera Farmiga), perché è lo scontro di due personalità simili: belli e liberi, in cui la parola diventa duetto. Un duetto scintillante, dove non c’è sottomissione di uno verso l’altro, ma allusioni e stupore, attrazione. Si pensa per un attimo a “Le relazioni pericolose”.

Poi queste scintille si dissolvono. Entra in scena una ragazza 23enne poco credibile, che da cinica donna in carriera si trasforma quasi immeditamente in un’adolescente smarrita, a cui lui, per un certo periodo, fa da paterno maestro. La storia con la bionda sembra virare verso l’epilogo romantico con la visita (banale) alla sorella di lui in procinto di sposarsi; poi sfiora il dramma: l’uomo autosufficiente e dissoluto, allergico a qualsiasi legame sembra innamorarsi. Ci sarà una sorpresa e poi tutto ritornerà come prima… tra le nuvole.

Jason Reitman è efficace nella commedia quando il racconto è veloce, libero, non deve raccontare, ma accennare. Ci sono battute esilaranti e penetranti.

Una. Lei dice, al cellulare, a lui: “Pensa a me come se fossi te, però con una vagina”.Mostra, invece, la corda quando il film tende a farsi storia, ed i personaggi diventano psicologia.

Il dramma viene appena sfiorato, giustamente risolto con leggerezza, ma poco ci riguarda. La crisi del protagonista, infatti, nasce dal desiderio da ciò che non aveva neppure considerato: avere un legame; non investe il suo ruolo sociale di “tagliatore di teste”.

Diversi critici sottolineano l’aumentata veridicità del film nell’“aver fatto interpretare i licenziati non da attori ma da persone comuni che davvero hanno perduto il lavoro” come se questo fosse sufficiente a restituire, di per sé, verità alla storia, quando questo tema rimane esterno, non ci tocca.

(Articolo tratto da La linea dell’occhio).

TRA LE NUVOLE (Up in the Air)

Regia Jason Reitman

Sceneggiatura Jason Reitman, Sheldon Turner

Interpreti:

Ryan Bingham George Clooney

Alex Vera Farmiga

Natalie Anna Kendrick

Craig Gregory Jason Bateman

Jim Danny Mcbride

Julie Bingham Melanie Lynskey

Samuels Steve Eastin

Montaggio Dana e. Glauberman

Musiche Rolfe Kent

Fotografia Eric Steelberg

Costumi Danny Glicker

Scenografia Steve Saklad

USA 2009.

Durata: 108 minuti.

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