Una gita a Pisa e una Torre pendente troppo bianca

Una gita a Pisa e una Torre pendente troppo bianca

PISA, 19 gennaio – Era da tanto che mancavo di Pisa. No, anzi, non era tanto che mancavo da Pisa. Era tanto che mancavo da piazza dei Miracoli. In effetti, vado a Pisa non di frequente come vorrei, ma ogni tanto ci capito, solo che, per mia indole, evito una delle piazze più famose al mondo, perché ho una certa idiosincrasia nei confronti dei giapponesi che si fanno fotografare mentre ‘reggono’ la Torre Pendente.

Insomma, oggi, venendo meno a questo dogma, sono andato a trovare degli amici che stanno in piazza dei Miracoli. Arrivo giù da via Santa Maria e mi trovo davanti la Torre.

Bianca.

Molto bianca.

Talmente bianca che abbaglia.

Per carità, io non mi intendo davvero di restauri e di ripulitura di monumenti. Anzi, al massimo so qualcosa su come si imbrattano i succitati, ma – complice anche un sole oramai al tramonto – brillava perfino.

Non l’avevo ancora vista così pulita e non ho potuto far altro che grattarmi il capino con l’ala, mentre mi voltavo alla mia sinistra, verso i banchetti di orribili souvenir – pensati e fatti apposta per i giapponesi di cui sopra – e, francamente, non si vedeva una grande differenza tra quella bianchissima grande Torre e quelle miriadi di piccole e altrettanto bianchissime torri. Ecco, le dimensioni facevano la differenza. Quelle sì.

Ovviamente non posso addentrarmi in una materia così delicata come la ripulitura di un monumento così importante. Posso solo guardarlo con gli occhi di un piccione stupito e osservare quella patina translucida che sicuramente salvaguarderà dai miei bisognini la Torre, ma non può non donarle un aspetto tremendamente ‘plasticoso’, se mi perdonate il neologismo.

Impietoso, poi, guardando la piazza, il paragone con il Duomo, che, sebbene pulito, ha un aspetto realisticamente ‘vissuto’.

E’ stato così che ho scoperto che, alla fine, preferisco un ‘bianco avorio’ al ‘bianco cangiante’. A questo punto non resta che attendere che il tempo stenda una patina di ‘vita’ su un monumento che, seppur bellissimo, così appare tremendamente ‘fasullo’.

Giò Piccione
(*) Opinionista Volatile de LoSchermo.it
Campanile San Michele
Lucca

2 commenti

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2 Commenti

  • Admin
    20 gennaio 2010, 14:04

    mah… se “patina di vita” significa inquinamento da smog allora hai ragione…:-)
    sai, il marmo in natura quando viene estratto dalle cave è bianco, quindi semmai è il duomo che ha un aspetto innaturale…forse un monumento segnato dallo smog ti dà il senso dello scorrere del tempo ma ti assicuro che le particelle inquinanti che si accumulano sui marmi e sui resti di pittura possono avere alla lunga un effetto corrosivo e quindi vanno eliminate. si chiama “RESTAURO” 🙂

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  • Admin
    20 gennaio 2010, 17:23

    Penso si riferisca a un bianco innaturale, non al bianco-pulito… Non so… io l’ho presa così.

    RISPONDI

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