Lucchese: il modello Roma per risolvere la crisi del goal?

Lucchese: il modello Roma per risolvere la crisi del goal?

LUCCA – Torna alla vittoria la
Lucchese e lo fa con una formazione diversa nel modulo da quelle
finora schierate da Piero Braglia: la rinuncia al centravanti
classico per favorire una meno scontata finalizzazione del gioco
d’attacco, con l’imprevedibile Cipolla nella posizione ritagliata da
Spalletti per Totti nella Roma
.

Di diverso in Lucchese-Gallipoli non
c’è solo il risultato finale, finalmente favorevole alla
Lucchese, ma anche il modo con cui Braglia ha schierato la squadra
per raggiungerlo.

Forse in pochi si aspettavano
che l’allenatore maremmano avrebbe rinunciato a proporre un calcio
privo di un centravanti di peso al servizio di punte agili; come lo
era Biancone nel Pisa e come finora lo erano stati Zizzari e Giglio
nella Lucchese. Un modulo che aveva in diverse
circostanze ben impressionato in fase di possesso, ma che non aveva
dato i frutti sperati in fase di finalizzazione, oltre ovviamente a
determinare alcune difficoltà in fase di contenimento dovute
alla contemporanea presenza sul campo di molti giocatori con
caratteristiche spiccatamente offensive.

Fino a ieri infatti unico terminale
delle numerose situazioni proposte dalle fasce dalle varie accoppiate
di attacco, era Zizzari, che in quanto unico era anche facilmente
controllabile dalle difese avversarie. Non ci sono infatti centrocampisti in grado di avere i
tempi giusti di inserimento e dunque i tanti cross dal fondo
risultavano spesso inutili.

Contro il Gallipoli Braglia ha adottato
uno schema molto simile a quello della Roma di Spalletti che, si
dice, gioca un calcio tra i più spettacolari del momento.
Cipolla infatti è stato schierato come centravanti atipico, alla Totti, cioè
uomo più avanzato di tutta la squadra in grado sia di
proteggere il pallone, con la tecnica piuttosto che col fisico come
accade per i centravanti classici, che di svariare ovunque per
inventare giocate a favore degli inserimenti dei compagni di
centrocampo, vale a dire Masini-Taddei, che
dalla sinistra convergeva verso il centro, e Bonfanti-Mancini, che
partiva da destra. La linea dei tre giocatori dietro Cipolla si
completava con Briano-Perrotta, il quale non ha certo i tempi di
inserimento del romanista, ma che con Masini e Bonfanti andava a
pressare molto alto le ripartenze della difesa avversaria; tanto che
lo splendido goal del mediano rossonero è nato proprio da una
pressione sulla trequarti avversaria su Correa.

Dietro questa linea agiva Bono-De
Rossi
, nel classico ruolo davanti alla difesa. Quando poi il
Gallipoli varcava la metà campo Briano retrocedeva ad
affiancarlo ed ecco che si creava una linea di centrocampo composta
da destra a sinistra da Bonfanti, Briano, Bono e Masini.

Ad assistere le giocate d’attacco
laterali, salivano Dei-Cassetti e Bolzan-Tonetto, sempre pronti a
spalleggiare gli spostamenti verso le fasce di Cipolla, con l’esterno
di turno che convergeva verso il centro. In pratica Cipolla partiva
dal centro: se si spostava verso destra Bonfanti si accentrava, se si
spostava verso sinistra ad accentrarsi era Masini.

Unica differenza tattica rispetto ai
giallorossi romanisti era la fase difensiva, dove Spalletti adotta un
modulo con quattro difensori in linea, mentre la Lucchese di ieri si
schierava decisamente a cinque, da destra a sinistra: Dei, Nocentini,
Zanetti, Morello e Bolzan.

I goal, due, a differenza delle altre
partite sono arrivati; occasioni limpide non ce ne sono state tantissime, ma in effetti ogni volta che Cipolla e compagni agivano ai limiti dell’area pugliese, era chiaro che poteva nascere qualcosa di pericoloso da un momento all’altro.

Le amnesie difensive invece non sono ancora
state risolte. E’ singolare che una squadra che schiera tre torri del
calibro di Nocentini, Zanetti e Morello debba soffrire a questo modo
sui calci piazzati, e prenderci goal regolarmente: ieri, specie nel
finale, sono state troppe le occasioni in cui Di Gennaro e compagni
sono arrivati alla conclusione su palle calciate in area dalla
trequearti.

Insomma, ci siamo divertiti,
consapevoli delle inevitabili differenza tecniche, a descrivere
questa analogia tra la formazione schierata ieri da Braglia e la Roma
di Spalletti; anche per cercare di dare un’idea ai tanti lucchesi che
non frequentano lo stadio di cosa stia cercando di fare il tecnico dei
rossoneri. Ed anche per ribadire su queste pagine che un giocatore
come Cipolla, per quanto di serie C, merita di essere visto all’opera perchè veramente in possesso di doti tecniche sconosciute al pubblico
lucchese nel suo ruolo, dal momento che per varie contingenze sono anni che
la squadra si esprime senza schierare un fantasista.

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