Giò Piccione a Lucca Comics incontra Cattivik, finché…

Giò Piccione a Lucca Comics incontra Cattivik, finché…

LUCCA – Stavo riposandomi dalle fatiche di Lucca Comics and Games sull’ombrellone del Bar Astra, in piazza del Giglio, quando ho visto sgusciare tra la gente un tipo abbastanza particolare, che veniva dalla mia parte. Che io sia un piccione curioso è noto e, quindi, non ho resistito. Sono sceso dall’ombrellone e mi sono mischiato tra la folla per avvicinarmi e capire che stesse facendo il tipo strano.

Quando sono stato a poche zampe da lui, l’ho riconosciuto: era Cattivik, il nero Genio del Male.

Ciao Cattivik, anche tu a Lucca per i Comics?
«Scippi. Scipp’!!!… Sono arrivat’ a Lucca in tren’ per fare gli scipp’!. Con il fittone umano che c’è, fare scipp’ è un gioco da ragazz’!».

Non appena apre bocca, mi rendo conto che parla con un accento simpatico, un po’ strascicato, come alcuni parenti che stanno di là dall’Appennino. Forse in questo periodo frequenta persone che stanno da quelle parti, penso…

E come va?  Stai facendo tanti ‘affari‘?
«Verament’ mica tant’. Ho sgraffignat’ qualche piantin’ della città (in distribuzione gratis in ogni dove, ndr) e qualche fumett’, che, però, non so leggere perché me son’ un ignorant’ autodidatt’!…»

Ma la gente ti riconosce?
«No, non qui. Son’ in incognit’! A Lucca Comic’n’n mi caga nessun’…A parte te che continui a scagazzarm’ sulla scarp’, piccionazz’ della malor’! – si guarda attorno -. Comunque ved’ che in questa città di matt’ vestirs’ da personaggi dei fumetti è la cosa più normale del mond’!»

Cattivik, ma tu cosa sei?
«Cosa son’?!? Ma il più grand’ criminal’ sfigat’ di tutti i temp, che domand!».
Lo dice con un tono fiero, orgoglioso di questo importante ruolo.

Indicando i molti poliziotti che pattugliano le zone della fiera, non posso non domandargli: Avrai paura della polizia allora…
«Ma figurat’!… – dice sicuro del fatto suo – la polizia è la mia vittima preferit’!. Io mi ci divert’ con i pulott’. Soprattutto coi Solitomini-poliziott’: me li faccio fritti e in padell’!…» e sghignazza maleficamente.

Beh, però ho visto che, anche se sei un criminale, ti sei prestato per una campagna benefica…
«Verament’ a me piaceva il titolo, ‘Disturb’…. Io quando posso disturbar’ lo faccio sempre volentier’! Se poi lo posso far’ in maniera “venefica”ci godo propr’! E comunq’ è ver’ che mi sono prestat’ ma l’important è che…non mi restituisc! Yuk! Yuk!

Ma tu di amici ne hai?
«Nessun!. Un GIEGNO DEL MAL’ che si rispett’ n’n può avere amic’! Ha solo vittim’ o al limit’ complici!

Allora parlami dei tuoi complici...
«Mah, c’è il solito top’, che mi aiut’ alle volt’, ma non mi ubbidisce mai e allor’ sarebbe megl’ che n’n mi aiutasse propr’!…».

E chi sono i tuoi nemici?
«I FUMETTAR’!!. I miei primi nemici sono gli autori di fumett’! Quei bastard’!. Sono i miei peggior’ nemici, perché invece di esaltar’ le mie doti criminal’’, mi disegnano sempr’ delle storie dove mi fanno far’la figur’ dell’imbecill’!!!….».

Cattivik si zittisce di colpo e, sgranando allarmato i grandi occhi gialli, si fissa a guardare per qualche istante una persona, poi, senza nemmeno salutare, scompare verso i vicoli, lasciando dietro di sé solo l’eco di un yuk yuk yuk‘! Uahzz! Uahzz! Arf! Arf! Prrrrffft!
Non posso a quel punto non voltarmi a mia volta verso chi ha fatto dileguare nel niente il Genio del Male e noto che è un alto signore, con gli occhiali e la barba che sta camminando, parlando con un’altra persona. Il caso ha voluto che si fermassero proprio di fronte a me e così ho potuto sentire la loro conversazione. Pensando che possa interessare i nostri lettori, ho preso qualche appunto (a me le penne davvero non mancano mai) e vi racconto cosa si dicevano.

«Ma si dice Càttivik, Cattìvik o Cattivìk?», gli ha chiesto la persona che era con lui e il signore alto ha risposto: «Non si sa. Nessuno lo sa. E’ un vero mistero!».

Una delle cose che mi colpisce, ancor prima di quello che dice, è che parla con lo stesso timbro di voce di Cattivik. Riflettendo sulle coincidenze strane della vita, continuo a prendere appunti.

«Cattivik – prosegue il signore – è in fondo un bambino. E, come ai bambini, non gliene frega niente degli altri bambini. Ma è un monello e si presta bene per questa campagna. Anni fa – racconta – quando disegnavo ancora le storie di Cattivik, avrei voluto farne una sul bullismo, perché era un fenomeno che sentivo crescere. Ne avevo la percezione anche attraverso mia moglie che è maestra e, quindi, sapevo cosa accadeva in certe situazioni: secondo me, il personaggio di Cattivik sarebbe stato molto adatto per una storia di questo genere. Ma si può adattareo anche ad altre campagne, un po’ come ha fatto Silver con Lupo Alberto (e ora con Cattivik) in varie occasioni, Cattivik è uno di quei personaggi che si presta molto a rendere simpatiche idee non facili».

Iniziano a parlare della campagna ‘Perché non accada’, al centro dell’attività di un grande spazio nel padiglione di Lucca Junior, proprio a pochi metri da dove si sono fermati e il signore che ha fatto sparire Cattivik dice che gli avversari della campagna sono le multinazionali dei farmaci e quindi: «per far arrivare il messaggio devi per forza ricorrere a situazioni diverse, che permettano di raggiungere la gente in maniera diretta. E’ anche vero, però, che dobbiamo sempre più abituarci – dice – all’idea che l’informazione non viene più dai canali che sono abituali, quali la televisione o i giornali, ma può venire anche da una persona o un’associazione che trovi in una piazza e che ti informa e ti dice delle cose, forse non condivisibili, ma genuine, nel senso che perlomeno puoi accorgerti se quella persona ci crede davvero.».

Parlano anche delle tante persone che si avvicinano allo stand della campagna: «Ho notato – spiega il signore alto – che, al di là del personaggio e delle situazioni ludiche che sono state create per divertire i bambini, gli adulti sono abbastanza interessati ai concetti che il libro vuole esprimere. Questo credo avvenga perché si tratta di uno degli argomenti più sentiti: l’amore per i figli e l’istinto protettivo è molto forte in ognuno».

Finalmente spiega anche a me di cosa si tratta, così posso comprendere meglio di cosa si sta parlando: «Nella società di oggi – dice il signore alto – un bambino che rompe le palle è considerato strano e non si capisce perché venga considerato così. La saggezza popolare insegna che rompere le scatole ai genitori è il mestiere dei bambini. Ed è una fortuna, perché nel momento in cui rompi le scatole, poni degli interrogativi che infrangono le abitudini, cosa sempre salutare perché abbiamo tutti, a volte, abitudini sbagliate, che alla lunga ci possono rovinare».

«D’altronde, quando i bambini scocciano troppo – prosegue – si può sempre insegnare loro a scocciare meno: questo rientra nella normale dialettica tra bambini e adulti, mentre dare loro degli psicofarmaci non risolve proprio niente e anzi (tranne in alcuni casi ben motivati) li rende sempre più infelici e vulnerabili. In generale, gli psicofarmaci sono luna scappatoia troppo comoda nei confronti della vita. Quando ti offrono una soluzione preconfezionata, tipo pilloletta o viaggio alle Maldive perché sei stressato, non va bene: se uno è stressato è meglio che impari semplicemente a non stressarsi. La questione diviene ancora più grave nel caso dei bambini, che non possono scegliere da soli il loro bene e si affidano a noi adulti che dovremmo avere un po’ di buonsenso ed essere almeno passabilmente saggi. Ma al giorno d’oggi “saggezza” …è quasi una parolaccia.».

I due si allontanano e la folla li fa sparire. Mi guardo intorno per vedere se riappare da qualche parte Cattivik, ma poi realizzo che il Genio del Male starà facendo qualche scippo di cartina (gratuita) di Lucca in qualche angolo della città e me ne torno volando verso piazza San Michele.

Giò Piccione
(*) Opinionista Volatile
Campanile
Piazza San Michele

Si ringrazia Bonfa (Massimo Bonfattihttp://www.massimobonfatti.it/blog/) per aver accettato di grugare con un piccione…

6 commenti

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6 Commenti

  • Admin
    9 dicembre 2011, 13:21

    bellissimo.

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  • Admin
    9 dicembre 2011, 20:32

    Impagabile!

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  • Admin
    28 dicembre 2011, 17:38

    yuk yuk.

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  • Admin
    29 dicembre 2011, 07:44

    Vorrei capire che senso ha pubblicare commenti su un articolo di due anni fa.
    Ringrazio fin da ora chi vorrà darmi una spiegazione.

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  • Admin
    29 dicembre 2011, 10:21

    Vorrei capire che senso ha stasene sempre zitti e aprir bocca solo per sparare cagate

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  • Admin
    30 dicembre 2011, 14:39

    IL COMICO a chi ti riferisci?

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