Pietrasanta ricorda Don Libero Raglianti e Don Renzo Tognetti

Pietrasanta ricorda Don Libero Raglianti e Don Renzo Tognetti

PIETRASANTA (Lucca) – Domenica 30 agosto Pietrasanta commemora Don Libero Raglianti e Don Renzo Tognetti in occasione del 65° anniversario della loro uccisione frutto della barbarie nazista, colpevoli di aver aiutato il popolo.

Domenica prossima, 30 agosto, alle ore 11,15 nella chiesa parrocchiale di  Valdicastello si svolgerà la Santa Messa celebrata in suffragio per Don Libero Raglianti e Don Renzo Tognetti in occasione del 65° anniversario della loro morte.

A seguire verrà deposta una corona di alloro al Monumento in piazza Don Raglianti.

L’appuntamento è stato promosso congiuntamente dall’Anpi, dall’Associazione Martiri di Sant’Anna e dal comune di Pietrasanta per ricordare due dei tanti eroi vittime dell’oppressione nazista. A rappresentare l’amministrazione sarà il vice sindaco Alberto Giovannetti.

Don Libero Raglianti era parroco di Valdicastello (poi riconosciuto Medaglia d’Oro al merito civile) mentre Don Renzo Tognetti era il seminarista che lo coadiuvava (Medaglia d’Argento al merito civile): furono rastrellati insieme dai soldati e divisi nella morte dato che don Raglianti fu ucciso a Filettole e don Tognetti a Massa.

Don Libero Raglianti fu il Parroco di Valdicastello per quattro anni. Nacque a Cenaia (Pisa) il 22 Novembre 1914 e fu ucciso dai tedeschi a Filettole nell’eccidio del 29 agosto1944.

Ordinato Sacerdote il 10 Luglio 1938 fu Cappellano a Pontedera fino al Luglio del 1940, il 4 Agosto dello stesso anno divenne Pievano a Valdicastello fino al 12 Agosto 1944, giorno della sua deportazione da parte delle SS.

Subito dopo la sua morte si costituì a Valdicastello un Comitato per le onoranze al Caro Estinto, il quale si occupò principalmente di ottenere dalle Autorità Governative l’autorizzazione per la dissepoltura dal Cimitero di Pietrasanta e la sua tumulazione nella Chiesa parrocchiale. Tale autorizzazione fu ottenuta il giorno 30 Dicembre 1946.

L’opera di Don Raglianti fu breve ma meritoria, per prima cosa riattivò l’Azione Cattolica ed istituì l’Asilo. Durante la guerra, quando Valdicastello fu dichiarato “zona bianca” per il fenomeno dello sfollamento la popolazione in paese salì fino a 25000 persone, Don Raglianti si trovò a fronteggiare l’emergenza, accolse la sede comunale nella Canonica, organizzò l’Ospedale a “Rezzaio” nei mulini della miniera e la farmacia nel campanile. Si prodigò affinchè ovunque ci fosse uno spazio coperto, una stalla o un qualsiasi altro locale trovassero ricovero le famiglie sfollate alle quali non fece mancare il suo conforto, anche solo morale.

Più volte fece presente di essere pronto a morire per proteggere i suoi parrocchiani quasi ciò fosse un presagio. Dopo la sua deportazione da parte delle truppe tedesche SS, colpevole di aver raccolto grano, medicinali ed aiuti di ogni genere in favore del popolo bisognoso, fu fucilato poco prima di morire di stenti, avendo sopportato umiliazioni e sevizie. Sul suo corpo martoriato fu posto un cartello con su scritto: bandito che ha attentato alle truppe tedesche.

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