Duplicity: Julia Roberts e Clive Owen si confrontano il thriller retrò

Duplicity: Julia Roberts e Clive Owen si confrontano il thriller retrò

Con l’arrivo delle ferie e il conseguente rallentamento delle uscite cinematografiche è il momento adatto per fare un passo indietro e spulciare tra le uscite in DVD ciò che di più o meno “buono” ci si è persi nel corso dell’anno. Tra le “buone” pellicole che se ci si è fatti scappare è il caso di vedere comunque, dalla comoda sala del divano di casa vi è Duplicity di Tony Gilroy, intricato intreccio spionistico con Clive Owen e Julia Roberts nei panni di una coppia di spie decisa a mettersi “in proprio” e a fare fortuna alle spalle del mercato industriale.

All’interno il trailer del film

Una scena del film

Una commedia spionistica passata sotto tono nelle sale anche perché, ad essere onesti non aggiunge nulla di nuovo al genere e non si propone neppure come arricchita di particolari effetti speciali o chissà quale attesa spasmodica data da cast stellari.

Eppure.

Eppure le star ci sono; la Roberts, algida e tremenda, dimostra una volta di più che se sono vent’anni che riesce a far svuotare i portafogli dei produttori, non è solo per la bellezza delle sue gambe, ma soprattutto per l’espressività del suo volto che si può aprire in un sensuale sorriso, o schiacciare l’interlocutore del disappunto di un sopracciglio alzato; Clive Owen, brutale, mascolino ed incredibilmente ironico, che strappa sorrisi anche nelle situazioni di massima tensione risultando credibile come spia proprio per quell’espressione costante da ultimo arrivato casinaro, su cui nessuno scommetterebbe, e che in realtà ti sfila il portafoglio sorridendo; Paul Giammatti e Tom Wilkinson, perfetti squali nel mare dell’industria della cosmesi, pronti a mettere in campo spie e software in una guerra all’ultimo shampoo che fa impallidire i conflitti governativi per la conquista delle armi atomiche.

La regia priva di effetti speciali, ma che si avvale di un serrato montaggio accostato (forse un filino troppo televisivo) e di una fotografia di altissimo livello contribuiscono alla credibilità della storia e lasciano lo spettatore cl fiato sospeso nel crescendo dell’azione.

Tutti punti a favore.

E allora perché lo abbiamo perso? Perché è uno di quei film che se non fosse in DVD, con tutti gli ammiccamenti del caso quali il commento tecnico (che nessuno guarda mai – ma che se non c’è storciamo il naso) e i sottotitoli in 18 lingue e la possibilità di averlo disponibile anche in Blue –ray (anche qui, se non è girato in HD, la differenza con un buon DVD non è che sia percepibile, qualcuno ve o dovrebbe dire), perché senza “contorno” insomma, non abbiamo degnato un film fondamentalmente senza difetti di due ore del nostro tempo in una sala cinematografica?

Perché in tempi di comodità e fruizione dell’immagine estrema non basta essere “senza infamia”, bisogna aver anche lodi specifiche.

Duplicity è un buon film, ma come tanti, vedetelo a casa, in pigiama, e godetevi il relax.

DUPLICITY

Regia: Tony Gilroy

Interpreti: Clive Owen (Ray Koval); Julia Roberts (Claire Stenwick); Tom Wilkinson (Howard Tully); Paul Giamatti (Richard Garsick);

Fotografia: Robert Elswit

Montaggio: Jil Gilroy

Sceneggiatura: Kevin Thompson

USA 2009.
Thriller
Durata: 129’

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