Montecarlo: riapre la Pieve di San Piero in Campo dopo un restauro costato 750mila euro

Montecarlo: riapre la Pieve di San Piero in Campo dopo un restauro costato 750mila euro

MONTECARLO (Lucca) – Dopo anni di restauro, riapre finalmente domani pomeriggio (domenica 28 giugno) alle 17, la millenaria Pieve di San Piero in Campo, a Montecarlo. Sarà presente il Vescovo di Pescia, monsignor Giovanni De Vivo, che parteciperà anche all’incontro in programma sulla “Catechesi Battesimale alle origini del Cristianesimo”. Lunedì (28 giugno), alle 21, in occasione della festività dei Santi Pietro e Paolo, Messa Solenne presieduta dal Vescovo, con l’esecuzione di canti gregoriani. Presterà servizio il coro della Collegiata di Montecarlo.

L'affresco

Iniziati nel 2003, i lavori alla chiesa – costati circa 750 mila euro – sono stati realizzati grazie al finanziamento dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Regione Toscana, nell’ambito del Programma pluriennale degli interventi strategici nel settore dei Beni culturali. Un progetto improntato al criterio del restauro conservativo per il recupero e la corretta conservazione del monumento.

Le opere hanno infatti riguardato il rifacimento completo del pavimento, il trattamento e il consolidamento dei paramenti in pietra, sia esterni che interni, delle colonne, del pilastro e dei capitelli, la pulizia e la stuccatura della torre campanaria, nonché il consolidamento in muratura della cella campanaria.

I lavori di restauro sono il frutto di una collaborazione esemplare tra la committente Parrocchia di Montecarlo e la Curia, da un lato, e gli Enti preposti alla tutela del monumento dall’altro, nelle persone delle dottoressa Maria Teresa Filieri per quanto riguarda la parte artistica, del dottor Giulio Ciampoltrini per quanto riguarda la parte archeologica e degli architetti Mario Ferretti e Glauco Borella per la parte architettonica.

Eretta nella seconda metà del XII secolo, la pieve è passata definitivamente alla parrocchia di San Piero in Campo solo nel 1978, dopo secolari dispute sulla proprietà. Anni fa, durante un primo scavo, emersero le fondamenta di una chiesa altomedievale (VIII secolo). Più recentemente, nel corso dei lavori attuali, nell’area antistante il presbiterio, sono state messe in luce due absidi: una maggiore larga 8 metri, coincide con la navata nord e con oltre la metà di quella centrale; l’altra, larga 6 metri, occupa lo spazio residuo della navata centrale e quello della navata sud.

I lavori hanno riservato non poche sorprese, con il rinvenimento ed il recupero di un affresco sulla parete dell’abside, databile alla fine del XV secolo, rappresentante la Madonna in trono col Bambin Gesù ed ai lati i Santi Rocco e Sebastiano. All’edificio originario appartengono probabilmente anche i due capitelli in calcare bianco oggi riutilizzati nella facciata della chiesa.

Adesso, l’obiettivo è di far progressivamente diventare la Pieve di San Piero in Campo un centro per la diffusione della cultura e dell’arte che possa rappresentare una porta d’ingresso per l’esperienza religiosa, l’inizio di un cammino nel quale fare incontrare, attraverso i luoghi della fede e dell’arte, l’esperienza originaria del cristianesimo.

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