Lucchese nervosa: solo un pareggio a San Giovanni

Lucchese nervosa: solo un pareggio a San Giovanni

SAN GIOVANNI VALDARNO (Arezzo) – Con 800 tifosi al seguito, una
Lucchese sottotono raggiunge nel finale il pareggio contro la
Sangiovannese grazie a un goal di Zanetti. Una partita in cui il protagonista assoluto è stato l’arbitro. Espulsi Cipolla e Dei,
Zizzari fallisce un calcio di rigore. Soddisfatto Braglia nel
dopopartita:
“Non mi piacciono i giocatori ‘amorfi‘”.


RISULTATI E CLASSIFICHE SERIE C1 E C2 DOPO LA 5° GIORNATA

Sempre basso il livello degli arbitraggi in serie C

Sangiovannese: Barberis, Di Bari,
Ferrando (82′ Vannini), Scugugia, Caleri, Salvatori, Rulli, Camillucci (74′
Brizzi), Marchi (85′ Menichini), La Fortezza, Cesaretti; A Disp. Cascella, Furlanetto, Colurcio, Scarnato. All. Caccia

Lucchese: Gazzoli; Guidi (32′ Masini),
Zanetti, Nocentini; Dei, De Simone (65′ Bono), Briano, Bolzan;
Bertolini (65′ Bonfanti), Zizzari, Cipolla. A disp. Castelli, Azizou, Morello, Renzetti. All. Braglia

Arbitro: Andolfatto di Bassano del
Grappa

Reti: 14′ Scugugia, 88′ Zanetti

Note: Espulsi: 25′ Cipolla, 83′ Dei.
Ammoniti: Scugugia, Zanetti, Nocentini, Di Bari, Cesaretti.

Sono 800 i tifosi rossoneri giunti al
‘Virgilio Fedini’ di San Giovanni Valdarno per incitare gli uomini di
Braglia, ma la squadra stavolta non è all’altezza della
situazione ed offre un prova ben al di sotto delle sue potenzialità.

E’ bene puntualizzare subito che la
partita è stata pesantemente condizionata dall’arbitraggio del
Sig. Andolfatto di Bassano del Grappa, un giovane emergente che si
prenota quale erede del ritirato Racalbuto per la sua capacità
di innervosire le squadre in campo, fatta di continua bizzarra
applicazione del regolamento frutto di scelte dettate dalla smania di
essere protagonista. Fin dai primi minuti Andolfatto interpreta in
modo personalizzato le regole del gioco del calcio ed i primi a farne
le spese, piuttosto che i giovani inesperti della Sangiovannese, sono
gli esperti rossoneri.

La svolta al 25′: già sotto di
un goal la Lucchese può usufruire di un calcio di punizione da
posizione favorevole. L’arbitro sistema la barriera a non più
di 5 metri dal punto di calcio, nella confusione Cipolla ha un venale
(e terribilmente ingenuo) gesto di stizza nei confronti di La Fortezza, che accentua gettandosi
a terra e dando all’arbitro la possibilità di estrarre il
rosso in faccia al fantasista rossonero.

Sino ad allora in campo, in termini di
gioco, non era successo praticamente niente e il torpore delle
squadre era stato rotto solo dagli interventi dell’arbitro e dal
goal, completamente casuale, di Scugugia al 14′ con un innocuo tiro
dal limite finito in rete dopo una deviazione, con Gazzoli
colpevolmente distratto. La reazione della Lucchese è solo un
tiro di Bertolini parato, a dire il vero con poca difficoltà,
dall’attento Barberis.

Poi l’episodio descritto sopra, che
segna la partita dei rossoneri e che costringe Braglia a togliere
Guidi per inserire Masini e retrocedere Dei e Bolzan sulla linea dei
difensori, passando così la difesa a quattro con Briano e De
Simone
centrali e Masini e Bertolini a fare la spola tra centrocampo
e attacco a supporto di Zizzari.

Il nervosismo comunque è l’unico
incostrato protagonista in campo e le occasioni nascono solo in
seguito a grossolani errori dei giocatori, come al 35′,
quando Dei, quest’oggi decisamente in difficoltà, perde
ingenuamente palla al limite permettendo a Marchi di presentarsi a tu
per tu con Gazzoli senza però riuscire a trafiggerlo.

Al 39′ altra grottesca invenzione di
Andolfatto che ammonisce Ferrando, reo di aver messo in fallo laterale
il pallone per permettere ai sanitari di soccorrere Dei rimasto a
terra. Ultimo sussulto del tempo al 46′, con un tiro di La Fortezza
che, deviato da Nocentini, mette in leggera apprensione Gazzoli che
si rifugia in angolo.

Il tempo si chiude così, con la
Lucchese che avrebbe dovuto imporsi sul piano della personalità sulla
giovane Sangiovannese e che invece si ritrova sotto di un goal, in 10
uomini e apparentemente incapace di costruire qualcosa di pericoloso
in attacco.

La ripresa nei minuti iniziali non
propone niente di nuovo, se non un Andolfatto che sembra più
tranquillo, fino al 59′, quando Nocentini si addormenta sulla
trequarti e permette a Camillucci di involarsi verso la porta e
di servire Cesaretti che però è fermato da Gazzoli, la palla arriva a La Fortezza che conclude con Gazzoli che salva sulla linea.
L’attaccante biancoazzurro poi si ripresenta al tiro al 65′ con
Gazzoli che para in due tempi. Quindi Braglia si decide a togliere
un impalpabile Bertolini per Bonfanti e un De Simone decisamente
ancora lontano da una forma decente per Bono.

Trascinata da Masini, con i due nuovi
innesti la Lucchese cambia subito faccia e inizia ad affondare sulle
fasce. Al 68′ cross di Bolzan con Zizzari che prende il tempo al suo
marcatore diretto ma spedisce sopra la traversa un goal che sembrava
fatto. In realtà è sembrato che il centravanti
rossonero fosse stato oggetto anche di una trattenuta, ma per Andolfatto è tutto regolare. Al 70′ al cross arriva Dei ma Masini, in ottima
posizione, viene anticipato in calcio d’angolo. Quindi, al 71′,
l’arbitro torna a far parlare di se: il lucchese Cesaretti recupera
palla e parte in contropiede con Bono che lo ferma con una plateale
trattenuta. Per il direttore di gara è tutto regolare. Poi, al
74′, Marchi entra in area e sviene dopo per una carezza di Nocentini.
Ovviamente non è rigore e nemmeno simulazione, chissà
cos’era.

La grande occasione per il pareggio
rossonero arriva al 81′, quando Andolfatto concede alla Lucchese un
rigore per un tocco di mano in area, ai più apparso
involontario, di Scugugia. Nel precampionato Zizzari si era distinto
per lo scarso feeling con la realizzazione delle massime punizioni,
quindi il rigore lo calcia lui. Debolmente però, così
Barberis riesce a deviare.

La mazzata finale per gli uomini di
Braglia sembrerebbe arrivare all’83’, con Cesaretti che (a dire il
vero in posizione defilata) si invola verso la porta e Dei che lo
stende. commettendo fallo da ultimo uomo. Chiaramente per Andolfatto è l’occasione per estrarre
un nuovo cartellino rosso e non se la lascia sfuggire. Però
stavolta ci sta.

In 9 contro 11, con un rigore sbagliato
sul morale, per la Lucchese sembra proprio essere giornata nerissima,
ed invece all’88’ c’è la forza per trovare un altro calcio
d’angolo. I giocatori sanno bene che in queste condizioni
un’occasione del genere potrebbe essere l’unica possibilità di
trovare il goal, e la sfruttano: calcia Bolzan, Zizzari spizzica di
testa e Zanetti da sotto misura spedisce in rete di piatto.

Ora non resta che resistere per i
restanti 5 minuti di recupero, e magari sperare che in questo
frangente Andolfatto non si inventi qualcosa per divertirsi un pò.
In realtà qualcosina se la inventerebbe perché
Cesaretti in area riesce a prodursi in una maldestra simulazione,
ovviamente non punita col cartellino. Al 91′ Di Bari conclude fuori
di testa, poi non succede altro e finalmente la partita finisce.

Per lunghi tratti comunque è
sembrato di rivedere la Lucchese formato trasferta degli ultimi due
anni, con scarsa personalità e propensa a commettere ingenuità
incomprensibili vista l’esperienza sul campo. Al di là
dell’operato di Andolfatto non è da considerarsi certo
positiva l’odierna prova dei rossoneri; vuoi per la caratura della
Sangiovannese, squadra per il momento non certo incontenibile, vuoi
perchè in certe condizioni ambientali è quantomeno
curioso che ad avere la meglio sul piano nervoso e della
determinazione siano le squadre imbottite di giovani piuttosto che De
Simone e compagni. A giustificazione di tutto questo c’è una
condizione fisica che appare ancora deficitaria rispetto a quella
degli avversari, la nota positiva poi è che negli ultimi
minuti la squadra una reazione d’orgoglio l’ha certamente mostrata. Domenica arriva la Salernitatana, e la Lucchese
dovrà fare a meno del talento di Cipolla.

Soddisfatto Piero Braglia nel dopo
partita: “Non abbiamo giocato bene, ma finalmente ho visto spirito
di gruppo. Abbiamo dimostrato di avere carattere, di saper soffrire.
Le espulsioni non mi preoccupano, non mi piacciono i giocatori
‘amorfi”. A chi gli fa notare la prova gagliarda di Simone Masini
risponde: “Masini si deve continuare ad allenare, è un
giocatore fisico, mi piace. Può tornare quello in grado di
calcare palcoscenici più importanti della serie C
”. Poi si
sofferma sulla partita: “Diciamocelo, la squadra ha sempre gestito
la partita. Nonostante l’inferiorità numerica la Sangiovannese
non si è resa mai pericolosa se non su disattenzioni nostre.
Questo è un punto importante perché da continuità
alla vittoria di domenica scorsa. Quello che mi preoccupa è
che tutte le volte soffriamo i primi 20 minuti, ed abbiamo bisogno di
prendere un ‘
ceffone‘ per svegliarci. Dobbiamo essere noi a dar
ceffoni‘ agli altri. Mi auguro domenica di vedere una squadra
incavolata quando al Porta Elisa arriverà una delle grandi del
campionato
”.

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