Braglia: le prime parole in rossonero

Braglia: le prime parole in rossonero

PESCIA – Presentazione ufficiale per Piero Braglia nuovo tecnico della Lucchese. Ecco allora un primo assaggio del Braglia-pensiero che i tifosi lucchesi ben presto impareranno a conoscere.

Esordisce con una battuta alla vista dei palloni che i tifosi gli regalano all’inizio della conferenza stampa con cui viene presentato ufficialmente come nuovo allenatore rossonero: “eh sì, questi sono i palloni che vi ho fregato a San Giovanni, oggi ve li ho riportati” dice Piero Braglia, ricordando uno dei contestati episodi che lo hanno visto protagonista. Poi si torna subito al calcio, quello serio.

Le dispiace di non giocarsi le sue chance in serie B?

Se avessi voluto allenare in serie B probabilmente avrei giocato le mie carte diversamente. E ci sarei stato. Credo che nella vita si debbano prendere delle decisioni, io l’ho fatto e sono felice di avere accettato la proposta che mi ha fatto il presidente. Sono a casa, sono in una società importante e vogliamo fare bene, perché devo stare a pensare a cosa forse poteva essere? Se avessi voluto la serie B sarei rimasto un anno a Pisa e mi sarei comportato diversamente, almeno a parole“.

Due forti personalità la sua e quella del presidente. C’è il pericolo di contrasti? Andare d’accordo con Piero Braglia non è facilissimo…

Invece è semplicissimo. Lui è il presidente, io sono l’allenatore. Quando ha bisogno di parlarmi, mi chiama ed io vado. Io sono sempre a disposizione. Non mi piace invece che mi vangano mandati messaggi tramite le televisioni o che li debba leggere sui giornali. Se ho un problema con lui vado o gli telefono e glielo dico direttamente. Non mi piace che i problemi fra allenatore e presidente vengano messi in piazza. Una società vera è quella unita che fa sapere solo quello che vuole che si sappia e non tutto”.

Al suo fianco avrà due ex giocatori, Bellucci e Giusti…

Non conosco personalemente Bellucci, conosco Giusti e so che è un ragazzo in gamba. Credo che farà bene il suo lavoro e penso anche che sia nato per questo tipo di lavoro. Ci credo molto che possa far bene, tiene alla società e non ha nessun secondo fine”.

Lei ha detto “proviamo ad entare nei playoff”…

Io dico che abbiamo un obiettivo ed è questo. Non facciamo promesse. L’anno passato la Lucchese era prima con dieci punti di vantaggio, poi, alla prima sconfitta, il giocattolo si è rotto. Io non voglio che succeda questo, il campionato è fatto di 34 partite, chi va bene all’inizio va male dopo e viceversa. Ci vuole equilibrio. Io se vedo che la squadra va bene, le mie responsabilità le prendo come ho sempre fatto”.

Per i giocatori?

Non mi compete parlare di questo, c’è una operatore di mercato che se ne occupa. Se vengono fuori dei nomi sapete bene che non sono stato e non sarò mai io a farli”.

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