Lucchese: parla Fouzi Hadj

Lucchese: parla Fouzi Hadj

PESCIA – Le dichiarazioni del Presidente Hadj alla conferenza stampa di Villa delle Rose: “Basta con le polemiche, si guarda avanti. Pochi ma fidati e validi i componenti del mio staff”

E’ a margine della conferenza stampa di presentazione del nuovo ct della Lucchese, Piero Braglia, che Fouzi Hadj, presidente della società, parla della prossima stagione e si leva qualche sassolino rispetto alle polemiche degli ultimi mesi.

Oggi si apre una nuova era, segnata probabilmente anche dagli errori passati. Significativa a tal proposito anche la presenza di uno staff ridotto e scelto: poche persone con ruoli ben definiti.

Sì ci sono stati degli errori in passato, ma sono stati fatti in buona fede. Mi prendo la responsabilità di tutto quello che è successo. Io ho anche il compito di difendere la società. E pensando a quello che è successo da gennaio ad ora mi rendo conto quanto ciò mi sia costato in termini economici, ma anche di immagine. Si impara anche dagli errori nella vita. Ed ho deciso così di applicare alla Lucchese il metodo che abitualmente uso in azienda: mi fido solo di me stesso e di poche persone scelte che mi metto intorno. Secondo me le polemiche non sono nate su fatti concreti, ma più che altro da un passaparola, dall’esistenza di voci. Invece se uno ha un rapporto diretto con le persone, con la stampa, con i tifosi, i medesimi errori non sdi ripetaranno. Il dialogo può evitare qualsiasi scontro e può risolvere i problemi. Da parte mia comunque non c’è mai stata polemica, a prescindere da quello che ho subito, giustamente od ingiustamente che fosse. Però preferirei che non succedesse di nuovo”.

Lei dimostra di non aver perso l’entusiasmo…

Le polemiche e gli insuccessi che ci sono stati potevano effettivamente portarmi ad una perdita di entusiasmo rispetto a questa avventura della Lucchese, ma devo dire che se non da due anni, sicuramente da novembre ho cominciato a guardarmi bene intorno all’interno della società ed ho capito come ci fossero delle persone assolutamente valide e capaci. E grazie a queste ho capito che il progetto che avevo per la Lucchese doveva e poteva andare avanti. Non è mia abitudine lasciare le cose a metà, ma ci devono essere anche persone valide per realizzarle. Una volta individuate l’entusiasmo è tornato”.

Braglia lo ha voluto fermamente, anche a costo di sacrificare un collaboratore come De Poli che non era dello stesso avviso…

Fabrizio è un amico ed una persona a cui voglio bene. E dato che amicizia e lavoro sono due cose diverse e possono correre su binari separati, dato che le nostre idee divergevano, è stato meglio separarci da un punto di vista lavorativo, ma salvaguardare comunque l’amicizia. Ognuno per la sua strada, ma con rispetto l’uno per l’altro”.

Braglia ha un carattere particolare, schietto non guarda mai in faccia nessuno. Potrebbero esserci problemi nella convivenza di due personalità così forti come le vostre?

Braglia è mio coetaneo, ma soprattutto mi ricorda una persona molto importante per me e che oggi mi manca, come manca a tanti altri: Franco Scoglio, e loro si assomigliano molto. Dal primo momento che mi sono incontrato con Braglia mi sono reso conto di una vicinanza di idee. Credo di rivedermi in Braglia, come credo che lo stesso sia per lui nei miei confronti. E non credo che ci possano essere conflitti, visto che entrambi già sappiamo come l’altro la pensa”.

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