Nessuno tocchi Internet: nasce un intergruppo parlamentare a tutela del Web

Nessuno tocchi Internet: nasce un intergruppo parlamentare a tutela del Web

ROMA – Internet per ora è salvo. Il tanto discusso emendamento “imbavaglia internet” (altresì detto “ammazza FaceBook”), presentato dal senatore Giampiero D’Alia, è stato abrogato alla Camera (il 29 aprile scorso) con un emendamento presentato dall’onorevole. Roberto Cassinelli. Inoltre nasce l’intergruppo Parlamentare 2.0, che intende occuparsi delle tematiche della rete. Ma allora perché parlarne ancora a distanza di tempo? Semplice: il DDL (disegno di legge) sulla sicurezza che conteneva il famigerato emendamento D’Alia prosegue il suo iter e a breve tornerà in discussione al Senato .

Leggi anche: Vogliono oscurare FaceBook e YouTube, ma Internet non si tocca

Inutile dire che è un grande successo di tutta la rete: è forse il primo, timido segnale che può farci capire come il Parlamento stia, seppur lentamente, cambiando il proprio modo di relazionarsi con il web.
Ora il testo dovrà tornare al Senato, e c’è da augurarsi che a nessuno venga l’idea di introdurre nuovamente norme incostituzionali ed illiberali”

– Roberto Cassinelli –

Come dare torto all’onorevole Cassinelli del Pdl: Internet non si tocca e sembra che finalmente anche qualche politico lo stia capendo.

Quindi, riprendendo le parole di Cassinelli, “è un successo immenso della Rete quello celebrato il 28 aprile alla Camera dei Deputati”, nel momento del voto in Commissione riunita Giustizia-Affari Costituzionali con il quale si è abrogato su sua proposta l’art. 60 del DDL n. 2180, l’emendamento presentato da Giampiero D’Alia. La Rete, si potrebbe dire, in qualche modo ha difeso se stessa facendo pressione sulla politica.

In realtà a vederci meglio questa è la prova che Internet è divenuto uno strumento maturo di democrazia, potenzialmente capace di garantire una politica partecipata, caratterizzata da un costante dialogo tra eletti ed elettori. Dialogo impossibile  – per la loro stessa natura – in media tradizionali come radio, televisione e carta stampata, dove la comunicazione e l’informazione nascono (e, in certi casi, muoiono) generalmente in maniera mono-direzionale: “uno a molti”. Con internet è finalmente possibile una comunicazione pluridirezionale: “molti a molti”, aperta libera e partecipata.

Un primo, timido, segnale da parte della politica lo possiamo leggere nella nascita dell’Intergruppo Parlamentare 2.0, tra i fondatori troviamo ancora l’onorevole Cassinelli.

Ricapitoliamo: un intergruppo parlamentare è un organismo associativo costituito su base volontaria da parlamentari appartenenti a gruppi diversi, unendo anche deputati e senatori, per sviluppare iniziative, studi o attività su di un argomento d’interesse comune. Quello in questione raccoglie l’adesione di deputati e senatori di vari partiti politici: il tema internet è infatti trasversale e quindi, potenzialmente,  di interesse per tutti.

“Promuovere un confronto tra politica, imprese e cittadini sulle potenzialità del web 2.0 per sfruttare al meglio le opportunità che offre al sistema Italia e legiferare per combattere i fenomeni negativi che attraverso la rete possono proliferare. È l’obiettivo dell’Intergruppo parlamentare 2.0, associazione bipartisan di deputati e senatori presentata […] a Montecitorio che nasce con l’ambizione di promuovere lo sviluppo e la diffusione di internet, in particolare di tutte quelle applicazioni on-line che permettono l’interazione tra sito e utente (blog, forum, chat, social network)”.

Queste le prime dichiarazioni dell’intergruppo, che intende fare da filtro tra il Parlamento e Internet.

Infatti: Scopo dell’Intergruppo 2.0 è quello di promuovere un confronto tra politica, imprese e cittadini sul Web 2.0 ed i suoi strumenti, al fine di sfruttarne al meglio le opportunità per l’intero sistema Italia in termini di sviluppo economico, culturale e democratico: prima di legiferare bisogna capire e dialogare”.

Il concetto è emblematico quanto (paradossalmente) banale, seppur giusto: prima di legiferare e discutere su certi temi i nostri parlamentari dovrebbero almeno informarsi bene. Un emendamento come quello di D’Alia avrebbe portato a conseguenze nefaste e devastanti per la libertà della rete e quindi di tutta la comunità.

Citiamo ancora l’Intergruppo:

“L’Intergruppo 2.0 nasce quindi dalla consapevolezza che la Rete è una grandissima occasione di crescita e di libertà e che l’Italia ha tutto da guadagnare dalla diffusione dell’accesso alla rete. Tutt’ora però all’alto numero di utilizzatori non corrisponde sufficiente ascolto da parte delle istituzioni e delle imprese tradizionali”.

La Rete, insomma, va difesa e promossa poiché rappresenta (anche) un’opportunità.

I continui attacchi ad internet non possono e non devono avere successo perché è in gioco lo stesso concetto di democrazia, le opinioni dei cittadini non devono essere imbavagliate. A tal proposito, in che modo tutti possono liberamente esprimere le proprio idee e opinioni se non su Internet?

Prima di discutere su temi così delicati ci vuole conoscenza. L’augurio è che quando a giorni verrà discusso al Senato il DDL sulla sicurezza (assegnato il 14 maggio ma non ancora in discussione), a nessuno venga in mente di ripresentare assurde ed incostituzionali limitazioni alla libertà della Rete.

Segue video esplicativo e di presentazione sull’intergruppo 2.0.

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