Uno studioso di Harvard rivela: “Leonardo da Vinci fu cresciuto da ‘due padri'”

Uno studioso di Harvard rivela: “Leonardo da Vinci fu cresciuto da ‘due padri'”

FIRENZE – Leonardo da Vinci (1452-1519) fu cresciuto da due ”padri”, il padre naturale e lo zio. Un inventario inedito dell’abitazione fiorentina del padre biologico, ser Piero, redatto nel 1504, getta una nuova importante luce sulla relazione dell’artista rinascimentale. A scoprire il documento è stato lo studioso statunitense Louis A. Waldman, professore di storia dell’arte presso l’Università del Texas e vice direttore di Villa ”I Tatti” a Firenze, sede dell’Harvard Center for Italian Renaissance Studies. Waldman illustrerà la sua scoperta nel corso della ”XLIX Lettura Vinciana” in programma domani (sabato 18 aprile) alle 10,30 presso Biblioteca Leonardiana di Vinci.

La Gioconda

Gli scritti di Leonardo rivelano infatti il suo affetto per il fratello del padre biologico, Francesco da Vinci, morto nel 1507.

“Fu Francesco che lo crebbe da giovinetto a Vinci, mentre ser Piero viveva a Firenze, e fu Francesco – e non il padre naturale – che provvide per lui ad un lascito nel suo testamento”, spiega Waldman.

L’errore di Vasari nella prima edizione delle ”Vite”, in cui chiamò Ser Piero l’affezionato zio da cui fu cresciuto, ”suggerisce come per Leonardo  ser Francesco svolgesse una funzione significativa in loco parentis”.

Il celebre leonardista americano delle Università del Texas e Harvard ipotizza, sulla scorta dell’inventario inedito, anche una nuova identificazione per il celeberrimo ”Autoritratto” di Leonardo conservato nella Biblioteca Reale di Torino. Secondo il professor Waldman, in quel ritratto sarebbe raffigurato il “secondo padre” di Leonardo, cioé lo zio Francesco, e non l’autore della ”Gioconda” come finora si è sempre sostenuto.

Nell’inventario della casa del padre naturale ser Piero da Vinci si cita una ”testa”, cioé il ritratto dello zio Francesco realizzato nell’ultimo decennio del Quattrocento, che sarebbe poi andato perduto. Waldman sostiene che l’uomo raffigurato in quello che viene definito l’”Autoritratto” appare troppo vecchio per poter essere Leonardo all’epoca in cui lo dipinse.

Da qui l’ipotesi che il dipinto a matita rossa sanguigna vada identificato con il ritratto perduto dello zio di cui parla l’inventario dei beni di ser Piero da Vinci.

Inserisci il tuo commento

La tua e-mail non verrà pubblicata. compila tutti i campi obbligatori*

Se pubblichi stai dando il consenso alle regole di base , ai termini del servizio e alla normativa sulla privacy
Annulla

.

Newsletter


WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com