Actias Luna, un omaggio alle donne malefiche

Actias Luna, un omaggio alle donne malefiche

LUCCA – Sono proprio loro, le donne di ogni tempo e temperamento a ispirare gli Actias Luna, talentuosa band lucchese, nello spettacolo tra musica e recitazione Malefiche.Lo abbiamo visto per voi e abbiamo fatto il punto sui progetti della band.

I componenti della band

Strana compagnie quella degli Actias Luna, talentuosa band lucchese sulle scene dal 1999.Difficile definire il loro genere, un misto di musica celtica, etnica e melodia italiana, che li ha portati nel 2005 a vincere il Summer Giovani. L’ultima fatica non solo musicale della band, Malefiche, è una suite di elevata qualità artistica, ma anche intrigante per il tema trattato, quello della femminilità considerata da un punto di vista originale e fuori dagli schemi.

Dopo le diciotto tracce del secondo cd La città rosa, ecco quindi una scaletta di brani, voce, musica, con un’introduzione teatrale, la cantante nerovestita che arriva sul palco con una misteriosa valigia.
Sono dieci le donne cantate e suonate dagli Actias con i testi curati da Riccardo Massagli (arpa, flauto e piano), donne misteriose e intriganti, a tratti oscure come la farfalla notturna simbolo della band.
Alla voce e all’interpretazione troviamo l’ottima Elisa Mennichelli, affiancata da: Michela Galli (violino), Barbara Andreini (viola), Francesco Massagli (chitarra e voce), Daniele Tolomei (bassi, chitarra,voce ed effetti), Giulio Franceschi (ritmo e batteria). E dietro le quinte, al suono, Silvia Gianni e Marco Soriani, alle luci Elisa Guarasco.
“Volevamo rappresentare e portare in scena un mondo femminile estremo eppure attuale: dieci donne ci hanno cercato chiedendo di raccontare le loro storie di oscurità, di violenza, di bellezza e di seduzione” afferma lo stesso Massagli. Un modo tutt’altro che scontato di raccontare la femminilità, che si discosta dal più diffuso punto di vista e dal femminismo odierno alla ricerca di un segreto degli animi più intimo e profondo.

Tra le malefiche, donne forti, non necessariamente cattive e certamente in cerca dell’affermazione del sé, “la più cattiva è certamente la madre, a cui è dedicata Mater, che rivendica gelosamente tutta per sé l’affettività del figlio maschio” prosegue Massagli, “mentre la donna più temuta dai giovani maschi è quella descritta in Alternativo, che scopre gli inghippi e le mosse seduttive dell’intellettuale in vena di conquiste”.

Fatta di sonorità prese in prestito dal XVII secolo, è invece Artemisia, che fa cantare la celebre pittrice Gentileschi, un animo inquieto in perenne fuga.

Prima di concludere lo spettacolo con Madama Alghe (la poetessa scomparsa) che ci culla con sonorità orientali per ben diciassette minuti, è una Maria Maddalena estremamente seduttiva e feticista (ovviamente dei piedi di uomo padrone) a stupirci in Calzaturificio Magdalena.

E i progetti futuri? “Portare in giro a far conoscere il più possibile le Malefiche, ma non è facile trovare luoghi lontani dalla musica più commerciale dove proporre il nostro genere, così come non esistono molti spazi dove una band così numerosa può suonare” sottolinea con una punta d’amarezza Riccardo Massagli.

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