Futurismo, Avanguardia-Avanguardie. Mostra alle Scuderie del Quirinale

Futurismo, Avanguardia-Avanguardie. Mostra alle Scuderie del Quirinale

ROMA – L’esposizione sul Futurismo organizzata dalle Scuderie del Quirinale, rientra in una serie di iniziative con cui la città di Roma intende celebrare i cento anni del movimento Futurista. Nell’ambito di tale mostra troviamo esposte non solo le opere pittoriche e scultoree dei suoi principali sostenitori, quali Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Carlo Carrà, Luigi Russolo e Gino Severini, ma anche una serie tele di autori europei contemporanei che a tale movimento aderirono o furono ispirati.

Torre Eiffel, 1911 Robert Dalaunay

Il 20 febbraio 1909 è la data ufficiale della pubblicazione sul “Le Figaro” del Manifesto del Futurismo ad opera dello scrittore Filippo Tommaso Marinetti. L’intento di Marinetti è quello di esaltare la modernità in tutte le sue sfaccettature, espressa quindi attraverso l’energia dell’uomo e delle macchine, ed attraverso il dinamismo e l’innovazione tecnologico-scientifica.

Altra peculiarità del movimento è una ricerca stilistica che abbraccia la scrittura, il teatro, la pittura, la scultura ed il design. Marinetti nel romanzo “Mafurka il futurista” ribalta le regole della punteggiatura ed adatta la lingua ad un rivoluzionario modo di scrivere. Depero, crea abiti e mobili estrosi e disegna moltissime locandine pubblicitarie. 

Il Varietà è il genere teatrale che meglio può rappresentare l’esaltazione della modernità sia perché non è ancorato a tradizioni passate, sia perché tratta argomenti immediati e contemporanei. Le rappresentazioni teatrali futuriste come anche i dibattiti, finiscono sempre con fischi e lanci di oggetti, perché il pubblico viene provocato appositamente, affinché non rimanga spettatore passivo ma mostri la sua energia. L’esaltazione ed il fascino della modernità, diventa anche fascino per la guerra e per la rivolta delle masse, perché la guerra, come scrive Marinetti, è un atto igienizzante del mondo e l’arte, come recita Boccioni, deve essere energica e violenta.

Umberto Boccioni è appunto l’artista che assume il compito di trasferire le suggestioni futuriste nella pittura, ed insieme a Carlo Carrà, Luigi Russolo, Giacomo Balla e Gino Severini, nel 1910, (dopo essere stato profondamente scosso da una rappresentazione teatrale di Marinetti) scrive il Manifesto dei pittori futuristi. La pittura futurista è tecnicamente debitrice degli impressionisti e dei contemporanei cubisti, le peculiari caratteristiche dei due stili spesso fusi insieme, permettono di dare vita ad un’intersecazione di piani, dove sfondo e soggetti si compenetrano con fasci di luce-colore e linee direzionali che dividono il piano in funzione del tempo e del moto ed accentuano dinamismo e simultaneità.

Parigi è la città prescelta per l’esordio degli artisti dell’epoca, una piattaforma internazionale in grado di afferrare subito il valore del nuovo movimento italiano che viene presentato per la prima volta alla galleria Bernheim-Jeune e riscuote subito un immediato interesse e da qui esportato nel resto d’europa ed in Russia.

20 febbraio – 24 maggio 2009
Scuderie del Quirinale
Via XXIV Maggio 16, Roma 

da domenica a giovedì dalle 10.00 alle 20.00
venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30 
L’ingresso è consentito fino a un’ora prima dell’orario di chiusura.

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