Elio: «In tour a maggio e giugno con ‘le storie tese’ e poi di nuovo in studio»

Elio: «In tour a maggio e giugno con ‘le storie tese’ e poi di nuovo in studio»

LUCCA – Elio è… Frankenstein”. domani (mercoledì 4 febbraio) alle 21, al Teatro del Giglio, per il cartellone “Fuori Programma”, con Elio e il Nextime Ensemble, diretto da Danilo Grassi. Lo show è ispirato all’opera neogotica “Frankenstein!!! Pan-Demonium”, per chansonnier ed ensemble, di Heinz Carl Gruber.
Stravagante, eccentrico, esilarante, imprevedibile showman Elio varca ancora una volta con abilità i confini del suo genere e stupisce il pubblico con l’opera neogotica “Frankenstein!!! Pan-demonium per chansonnier ed ensemble” di Heinz Carl Gruber.

Scritta dal compositore e direttore d’orchestra austriaco tra il 1976 e il 1977, con la metrica tipica delle poesie per bambini, è una rielaborazione del personaggio creato dalla fantasia di Mary Shelley in un mix di ironia caustica e humor nero, tra Berg e Stravinsky, i Beatles e il Kabarett di Weimar. I mostri-incubi infantili sono un doppio velato dei mostri della politica che la fanno sempre franca, tra i quali fa capolino solo brevemente lo «scienziato folle», il testo-matrice risale d’altronde ad anni di forte coinvolgimento sociale. «Da divertirsi, è garantito, ce n’è per tutti: per il pubblico e per me. Canto, recito poesie, fischio, suono un po’ di strumenti strani come il kazoo, la melodica, il fischietto a coulisse», ha dichiarato Elio aggiungendo che, nel singolare elenco, sono compresi anche pianoforte per bambini e accessori che meritano la caccia di un abile trovarobe. La seconda parte del concerto vede un divertente omaggio a Kurt Weill e Bertolt Brecht, con una scelta di Songs da L’opera da tre soldi e Happy End, oltre aduna selezione di alcuni grandi successi di Elio e le Storie Tese.

Prima di tutto, voglio dirti che il ritornello di “Cara ti amo“ è stato citato in un dialogo tra due donne, nella fiction di RaiUno “Il commissario Manara“… Un classico?
“Davvero? Bene, bene, sono contento. E’ giusto, i tempi sono cambiati, il tempo vola. Sono passati vent’anni da quando abbiamo scritto quella canzone e le donne si sono evolute…”. 

Come nasce questo lavoro, dove hai “pescato” quest’opera contemporanea?
“In realtà è l’opera che ha pescato me… Nel 2003 mi hanno chiesto di cantarla al Festival Opera Barga,  non lontano, credo, da Lucca. Ho accettato, sono andato, l’ho cantata. Poi, dopo un po’ di tempo  ho pensato di portarla in giro e ormai penso di essere l’unico a cantarla. Anzi se sapete che qualcun altro la canta, ditemelo che mi piacerebbe conoscerlo!” .

Il pubblico è composto solo dai tuoi fans o ci sono anche degli “infiltrati”?
“E’ abbastanza misto… Dipende anche dall’occasione: se è in un cartellone teatrale, per esempio, ci sono gli abbonati. Comunque, fans o curiosi, alla fine tutti sono soddisfatti, nel senso che annuncio una cosa e la faccio, Nella prima parte l’opera, nella seconda approfitto dell’orchestra per una serie di brani di Elio e le Storie Tese e in mezzo tre brani di Kurt Weill. Poi, se va particolarmente bene, ci metto anche le arie di Rossini”.

Da parte del mondo della classica ci sono state critiche negative sulle tue operazioni di rielaborazione rossiniane e  non solo?
“Se ci sono state nessuno me le ha riportate. In fondo la mia operazione non fa male a nessuno, anzi, Faccio ascoltare cose belle a chi non avrebbe occasione  né voglia di farlo. E io vedo negli occhi di chi è in platea la sorpresa di sentire queste cose. Pensiamo a  Weill: se uno dice ‘Opera da tre soldi’ associa subito la parola “noia”. Io invece riesco a farle apprezzare perché oggi, parliamoci chiaro, non siamo negli anni Settanta e quasi tutto quello che si ascolta in giro è solo musica da sottofondo. In attesa di tempi migliori, meglio riproporre le belle cose  passate”.

Siamo alla vigilia di Sanremo: un anno fa spopolavi con le Storie Tese al Dopofestival, mentre quest’anno lo spazio è stato soppresso. Dopo voi il niente?
“Fin dalla prima conferenza stampa di presentazione è stata annunciata la fine del Dopofestival. Hanno detto per risparmiare sui costi, ma la spiegazione non mi ha convinto. L’anno scorso abbiamo fatto  un programma di qualità, divertente e molto gradito dal pubblico, davvero con quattro soldi, equivalenti, credo, al compenso per il quarto d’ora d’apparizione dell’ospite di turno. Noi eravamo pronti a rifarlo con idee nuove e i soliti quattro soldi, ma siamo stati subito bocciati… Comunque ci piacerebbe fare un programma musicale e di intrattenimento, ma oggi la televisione di grande ascolto vuole solo proposte di basso livello”.

Parliamo ora di calcio, dell’Inter, di Mourinho?
“Non sono in grado di giudicare Mourinho come persona, mi basta che vinca come allenatore. Ovviamente Spero che l’Inter rivinca lo scudetto. Vorrei però sfatare la leggenda metropolitana che sostiene che l’Inter sia aiutata dagli arbitri. Io domenica scorsa ho visto nella stessa azione due falli in area di rigore. E poi finiamo sempre in dieci… ”. 

Tornando alla musica, quali sono i  progetti in cantiere?
“Come solista sto studiando un’opera contemporanea, scritta da Luca Lombardi, che debutterà a marzo. Naturalmente si tratta di una parte per cantante non lirico quale sono, ma è comunque molto impegnativa. Quanto a Elio e le Storie Tese, vogliamo celebrare giustamente e degnamente i vent’anni del primo disco, ‘Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu’, quello con ‘John Holmes’ e ‘Cara ti amo’. Andremo in tour tra maggio e giugno, mentre nei mesi più caldi probabilmente entreremo in studio. per registare un nuovo disco. Così ci godremo l’aria condizionata…”.

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