X-Factor: Matteo Becucci, voce dei Mr. Pitiful, supera la prima prova del ‘talent’ televisivo. Ma che paura…

X-Factor: Matteo Becucci, voce dei Mr. Pitiful, supera la prima prova del ‘talent’ televisivo. Ma che paura…

MILANO – Matteo Becucci c’è l’ha fatta. Il cantante dei Mr. Pitiful, nonostante il brano scelto da Morgan (‘La Notte’) gli abbia fatto correre dei rischi, ha superato con successo la prima grande prova a X-Factor. Tira un sospiro di sollievo, Matteo. Ma non può – né deve – darsi pace. Perché lunedì prossimo c’è un’altra diretta televisiva e un’altra eliminazione dal talent-show portato avanti da Simona Ventura, Morgan, Mara Maionchi e Dj Francesco. Un format che si conferma di successo. Della prima prova di Matteo e di altro ancora abbiamo parlato con l’amico lucchese, e compagno di band, Fabio ‘Fab’ Pierotti, che ha aperto anche un fans club su Facebook.

  • ALL’INTERNO IL VIDEO DELL’ESIBIZIONE
Lo studio di X-Factor

C’è ben poco di ‘pop’ nel brano ‘La Notte’. Ma ben più popolare è la sua voce. Così come lo strip accennato durante la sua prima esibizione in diritta tivù a X-Factor. Ha perfino sfiorato l’eliminazone, Matteo Becucci. Perché Morgan, con lui, ha voluto rischiare. Eppure ce l’ha fatta. E così il cantante dei Mr. Pitiful è ‘salvo’ e passa di diritto alla seconda puntata del talent-show, in onda nella prima serata di lunedì prossimo su Raidue.

Morgan, nella presentazione iniziale, lo definisce ‘anti-divo’ e ‘tecnicamente ineccepibile’. E per metterlo alla prova gli ha affidato, in vista di questa prima esibizione, ‘La Notte’, un brano del 1965 scritto da Salvatore Adamo, cantautore italo-belga. Ebbene, nella serata in cui, tra gli ospiti, non potevano mancare anche Giusy Ferreri e gli Aram Quartet (vincitori della passata edizione), per Matteo e tutti i Mr. Pitiful al completo c’è stato poco da scherzare. Tutti quanti avevano un cuore piccolo così che batteva forte, anzi fortissimo. Di questa prima esperienza di Matteo in X-Factor ne abbiamo parlato il giorno dopo, a freddo, con l’amico e compagno di band Fabio ‘Fab’ Pierotti.

Allora, Fabio, sei soddisfatto del debutto di Matteo a X-Factor?
«Certamente. Quella di Matteo è stata una grande esibizione, davvero ineccepibile. Una prova che assume ancora più valore se si considera la difficoltà del pezzo che ha dovuto interpretare. Nonostante il brano ‘La Notte’ – un po’ datato e poco conosciuto dal grande pubblico – non offrisse particolari spunti vocali, dal punto di vista canoro Matteo è stato davvero bravissimo».

X-Factor, comunque, è e resta un talent-show in cui il pubblico esprime da casa la propria preferenza. Il fatto che Matteo abbia cantato una canzone poco ‘popolare’ pensi abbia influito anche sul televoto?
«Sicuramente. Però è necessaria un’ulteriore riflessione: la categoria ‘over 25’ è capitanata da Morgan. Che al di là delle preferenze soggettive, beh, è un artista capace. Quindi, trovandosi a contatto con cantanti già piuttosto maturi, ha voluto sperimentare nuove soluzioni. E va bene così».

Tutti d’accordo nel giudicare quella di Matteo come una buona interpretazione. Ma un altro brano avrebbe potuto concedergli di più?

«Forse. Ne ‘La Notte’ sono mancate le ‘salite’. Mi sarei aspettato da Morgan una scelta diversa. Magari un brano che potesse portare la voce di Matteo ancora più in alto. Al bootcam, ad esempio, con ‘Take on Me’ ha preso una re sopra il do di petto. Ritengo comunque che Matteo, con ‘La Notte’, fosse molto comodo in quella tonalità. E’ anche per questo che ha reso bene. Si è sentita la profondità».

Insomma, ritieni che Morgan, facendo cantare a Matteo ‘La Notte’, abbia osato con consapevolezza?
«Sì. E si riscontra anche nelle altre esibizioni del suo ‘quartetto’: Elisa Rossi ha cantato ‘Sì, viaggiare’ di Lucio Battisti (un classico) in cui si è espressa bene senza particolari ansie; Noemi, con ‘Un anno d’amore’ di Mina, ha invece rappresentato il ‘rischio al femminile’ di Morgan; Enrico Nordio ha cantato un brano degli Anni Ottanta, cui Morgan è molto affezionarto, in chiave ‘swing’ (‘Take on Me’ degli A-ha, già presentato durante il bootcam proprio insieme a Matteo)…».

E infine arriva proprio Matteo, vestito come un tenore, a interpretare un brano di oltre quarant’anni fa.
«Beh, Morgan ha rishiato e ha avuto ragione. L’ho scritto anche nello spazio riservato al fans club. Del resto, a Matteo, può aver fatto gioco anche l’orario dell’esibizione. Le 23, un’ora ideale. E alla fine, lo ammetto, so che Matteo era contento perfino della scelta del brano che gli è stato assegnato. D’accordo, ora tutti i concorrenti sono ‘blindati’ e irraggiungibili. Ma l’assegnazione di questa prima canzone è avvenuta subito dopo l’ultima selezione. Da parte sua, quindi, non ci sono state perplessità. Anche se noi siamo abituati a sentirlo cantare brani in inglese. E forse la sua voce, la sua tonalità vocale, renderebbe di più nell’interpretazione di canzoni che appartengono al repertozio internazionale. Ma siamo in Italia, a X-Factor… E’ naturale che la scelta ricada su brani come ‘La Notte’».

Riguardo al look, qual è il vostro giudizio?
«Ci ha fatto un po’ sorridere. Soprattutto quando ha accennato lo strip. Ma va bene così».

Forse senza lo strip sarebbe stata un’interpretazione fin troppo classica.
«Sono d’accordo».

Torniamo invece al fans club. Di cosa si tratta?
«L’ho aperto due giorni fa su Facebook. E abbiamo già raggiunto i 180 iscritti. E’ un modo come un altro per scambiarci commenti, opinioni e critiche. E, ovviamente, per coinvolgere la community virtuale. Anche in funzione del televoto».

Lo scorso anno, nella prima edizione, Morgan seguiva i gruppi vocali. Ed è stato proprio un gruppo a vincere il ‘talent’. Quest’anno tocca a Mara Maionchi. E già alla prima puntata, nel ballottaggio che avrebbe definito la prima eliminazione, si sono scontrati proprio due gruppi. Merito di Morgan o demerito della Maionchi?
«Il messaggio che Morgan ha rivolto alla Maionchi nel finale di trasmissione è chiaro. I gruppi sono la categoria più difficile da gestire e, poi, da collocare. Magari c’è da dire che Morgan, che proviene dall’esperienza del gruppo musicale coi Bluvertigo, è più calato in quel contesto e ne conosce i limiti e le potenzialità».

Pensi che avere un coatch come Morgan sia un vantaggio per Matteo?
«E’ ancora presto per dirlo. Noi che conosciamo bene Matteo, siamo consapevoli delle sua capacità a prescindere da quello che propone nell’esibizione televisiva. Chi lo vede per la prima volta si basa ovviamente sui dati oggettivi di quel contesto, quello del ‘talent’ televisivo. E questo, forse, per lui può essere un po’ rischioso».

La vostra band, i Mr. Pitiful, ha ricevuto messaggi da parte di fan o amici in questi giorni?
«Abbiamo ricevuto molti contatti. Soprattutto di sostegno nei confronti di Matteo. Tutto questo non può che farci piacere. Siamo sempre stati molto uniti, ora come in passato. Detto questo vorremmo ringraziare, tra i tanti, due persone che, nonostante si siano ritirati, hanno contributito alla formazione del gruppo e cui spetta il merito di aver scoperto Matteo e avergli proposto l’ingresso nei Mr. Pitiful. Si tratta di Michela Cecchini, che ci ha fatto da manager all’inizio, e Massimo Di Riccio».

In questo senso sono stati per voi dei talent-scout.
«Esatto. Poi noi abbiamo messo del nostro nella costruzione del rapporto personale e professionale».

Stavolta avete visto Matteo in televisione. Lunedì prossimo?
«Se tutto va bene dovremo andare a Milano e partecipare al live».

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