Voci vogliono che Algie jr abbia seguito le orme di Algie senior e sia scappato dagli spalti: leggenda metropolitana o verità? In tutti i casi: Algie torna a casa!

Voci vogliono che Algie jr abbia seguito le orme di Algie senior e sia scappato dagli spalti: leggenda metropolitana o verità? In tutti i casi: Algie torna a casa!

LUCCA – Era il dicembre del 1976 quando i Pink Floyd, alla vigilia dell’uscita di ‘Animals’ lavoravano assieme allo studio Hipgnosis a una delle copertine più iconiche della band (e della storia del rock).
Il fotografo Aubrey Powell, infatti, doveva scattare delle foto alla centrale elettrica di Battersea – uno dei luoghi di Londra dove chi ama la musica non può non andare – dove Roger Waters, bassista e leader della band, aveva deciso di ambientare l’immagine che avrebbe rappresentato il loro decimo album. Per lo più ispirato alla ‘Fattoria degli Animali’ di George Orwell, ‘Animals’ ha infatti numerosi richiami agli animali – come nel libro – pecore, maiali e cani popolano le storie di questo disco e, quindi, per Waters, la centrale di Battersea – luogo estremamente riconoscibile – era perfetto per rendere lo spirito del libro. E a rendere ancora più perfetto lo shooting, ci sarebbe stato un maiale gonfiabile di 12 metri che avrebbe volato tra quelle ciminiere.

 

Algie – così venne chiamato il maiale volante – venne disegnato da Jeffrey Shaw e fu realizzato da un’azienda tedesca. Per non avere problemi fu perfino chiamato un cecchino che avrebbe dovuto tenerlo d’occhio.

Il primo giorno non ci fu modo di gonfiarlo. Il secondo, invece, Algie decise di vivere di vita propria e, con uno scatto molto rock, decise di staccare quella catena che lo teneva ancorato a terra e andarsene in giro per i cieli di Londra.

 

Un’iniziativa, però, che non fu apprezzata: il maiale infatti finì per bloccare il non lontano aeroporto di Heathrow, dove furono sospesi i voli. Fu perfino fatto alzare in volo un elicottero della polizia per cercarlo e il povero Powell, reo di non averlo tenuto sotto controllo, finì perfino in galera. Alla fine, la ‘fuga’ di Algie è finita nel Kent, dove – dopo numerosi appelli via tv e radio – un agricoltore chiamò la polizia e disse ‘Siete voi che cercate un maiale? E’ qua e mi spaventa le mucche’.

 

Questa è la storia. Ma si sa: la storia è destinata a ripetersi. Stando a voci più che insistenti, l’Algie lucchese avrebbe avuto un moto di indipendenza molto simile all’Algie originale. Stando a quello che si racconta in città, infatti, avrebbe rotto la fune che lo ancorava agli spalti delle Mura e se ne sarebbe andato, portato dalle correnti verso quel di Pisa, dove sarebbe poi atterrato in un campo. Niente di strano: non ha nemmeno bloccato l’aeroporto di Pisa, quindi si è comportato più che bene, il nostro Algie.

 

Forse era stanco di starsene dentro un sotterraneo delle Mura senza poter vedere quel cielo al quale era destinato e ha deciso di farsi una giratina. Una volta che è stato fuori, ha staccato la fune e via, verso la libertà. Perché è un maiale, sì, ma è un maiale che rappresenta ‘Animals’ dei Pink Floyd, quindi non proprio uno a cui si può dire cosa fare.

 

Oppure siamo di fronte a una leggenda metropolitana nata sulla scia sparizione del maiale. Cosa sempre possibile e che, in fondo, resterebbe perfettamente in tema con la storia del disco e del concerto.

 

In tutti i casi, ci sentiamo di lanciare un appello: Algie se sei scappato, torna a Lucca. Vuoi mettere come è più bello il prato delle Mura rispetto a un campo pisano? Ora hai visto un po’ di Toscana: è bella lo sappiamo, ma adesso basta. Torna qua e aspetta assieme a noi il tuo ‘babbo’ Roger Waters, perché la musica deve sempre e comunque unire e non dividere e, anche qualora tu non sia scappato (cosa che se potessi, sappiamo faresti sicuramente), dimostra di essere degno di Algie Senior e torna a farti vedere in tutta la tua maialitudine pinkfloydiana.

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