#vistodasinistra – “Necessario costruire una forte alleanza tra uomini e donne”

#vistodasinistra – “Necessario costruire una forte alleanza tra uomini e donne”

VISTO DA SINISTRA – Sono passati pochi giorni dall’otto la giornata della donna e credo possa essere interessante riflettere non tanto sull’occasione e sul suo significato, ma su quella che è oggi la vita delle donne in Italia. Se prendiamo i dati dell’ultima indagine pubblicata dall’ISTAT è possibile averne una panoramica ampia e dettagliata.
In un paese dove la speranza di vita è crescente e le donne raggiungono l’età anziana in una situazione di minore difficoltà rispetto al passato  se ne riscontano, invece, maggiori per le donne più giovani.
Gli ultimi decenni sono stati caratterizzati da un continuo aumento del livello di istruzione della popolazione italiana, dovuta principalmente alla componente femminile. Le donne riescono a completare gli studi più velocemente e in numero maggiore rispetto agli uomini. Inoltre, si iscrivono di più ai percorsi formativi successivi e accedono a tutti gli ambiti disciplinari, anche a quelli tradizionalmente più frequentati dagli uomini. Nonostante, però, i brillanti successi registrati nello studio, al momento dell’ingresso nel mercato del lavoro le donne trovano più difficoltà degli uomini e questo avviene per qualunque percorso di studi seguito.
Secondo l’Istat, nonostante la maggiore tenuta dell’occupazione femminile negli anni della crisi, la quota di donne occupate in Italia rimane, comunque, di gran lunga inferiore a quella dell’UE: nel 2014 il tasso di occupazione femminile si attesta al 46,8 per cento contro il 59,5 per cento della media UE.  Il divario diviene più elevato, superando i 20 punti, con la Germania e l’Olanda che nel 2014 presentano tassi di occupazione femminili pari rispettivamente a 69,5 per cento e 68,1 per cento. L’andamento dell’occupazione femminile negli ultimi dieci anni ha, poi, risentito della crisi che ha fermato il trend positivo di aumento degli anni precedenti.
L’Italia è sempre stato un paese dove l’asimmetria nel lavoro familiare e di cura e assistenza alle persone è molto elevata. La conciliazione del lavoro con i tempi di vita è sempre risultata molto difficoltosa rispetto ad altre realtà e la possibilità delle donne di accedere e mantenere un’occupazione è strettamente collegata alla fase del ciclo di vita e dei ruoli familiari che ricoprono molto di più di rispetto agli uomini. Uno dei punti critici nel nostro Paese è costituito proprio dalla nascita dei figli. Le donne diventano madri più tardi e hanno meno figli. Questo si può collegare al fatto che la maternità è un momento che rappresenta una fase molto delicata rispetto alla collocazione sul mercato del lavoro per le donne arrivando, addirittura, a creare le condizioni per la perdita dell’occupazione. Per cui negli anni collegati a questa fase della vita l’occupazione femminile si riduce con una perdita costante che si accentua con il passare del tempo.
Comprendere il cambiamento nei ruoli tra le coppie più in generale ed analizzare la distribuzione all’interno delle mura domestiche del lavoro familiare è fondamentale per capire quanto la presenza sul mercato del lavoro sia sostenibile per le donne nelle varie fasi della vita. Le esperienze riportate dalle donne in termini di rinunce, svantaggi o addirittura discriminazioni subite in ambito lavorativo mettono in evidenza la fragilità della situazione che è confermata anche dalla persistenza di stereotipi sui ruoli di genere a cui deve essere frapposta la necessità di una maggiore  divisione dei compiti all’interno della famiglia e, più in generale, della società.
E’ rilevato anche un cambiamento nella vita di coppia dove è sempre più diffuso il fenomeno dell’unione libera  e l’esperienza di convivenza che va diffondendosi ai più ampi strati della società e che si colloca in varie fasi della vita con un aumento di persone che vivono l’esperienza di separazione. Fenomeni, questi, che possono ancora essere collegati alla persistente asimmetria di genere nella divisione dei ruoli nelle coppie e che è trasversale nei vari strati della società. Per una donna avere un lavoro e dei figli si traduce in un elevato sovraccarico di lavoro di cura, che permane per tutto il corso della vita; per gli uomini, invece, l’ingresso nel mondo del lavoro familiare continua ad essere lento. È opinione diffusa, infatti, che le difficoltà di conciliazione tra lavoro e famiglia potrebbero migliorare con una maggiore condivisione del carico di lavoro familiare all’interno della coppia, partendo dalle faccende domestiche per arrivare all’educazione dei figli. Nel complesso anche il tempo libero delle donne occupate risulta inferiore rispetto a quello dei partner. Alcuni segnali di cambiamento si avvertono però tra le coppie giovani in cui il padre ha un elevato livello di istruzione e in presenza di figli di 3-5 anni.
E, quindi, evidente come il percorso per raggiungere una reale parità di condizioni sia ancora lungo e preveda un cambiamento sul piano educativo e culturale dell’intera società e, in particolar modo, degli uomini.
Per questo, anche il linguaggio può svolgere un ruolo importante. L’introduzione di termini al femminile per parole solitamente usate al maschile sta entrando nell’uso comune come si può vedere, ad esempio in politica, con l’uso sempre più frequente del termine Sindaca o Ministra. Non è facile abituarsi e inizialmente potrebbe sembrare altrettanto funzionale dire la Sindaco o la Ministro ma giustamente qualcuno fa osservare che, oggi, nessuno penserebbe di dire la Maestro. Anche l’Accademia della Crusca consiglia di aggiornarsi ricordando che ormai termini come cassiera, parrucchiera, sarta, portiera e bidella sono entrati nell’uso comune e quindi invita a utilizzare anche architetta, ingegnera, deputata, assessora e chirurga.
Quindi anche la lingua ha tempi lunghi, ma credo che il cambiamento ormai avviato non si possa più fermare. Si deve, comunque, continuare a vigilare e sorvegliare il percorso cambiando ottica, prospettiva ed obiettivi in base anche alle diverse esigenze.
E oggi, una vera emergenza, è la violenza che miete vittime ad ogni livello sociale e che rende evidente la necessità di intervenire con la costruzione, a mio avviso, di una forte alleanza proprio tra donne e uomini.

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