VISTO DA SINISTRA: “Più investimenti nella sicurezza”

VISTO DA SINISTRA: “Più investimenti nella sicurezza”

VISTO DA SINISTRA – La Santa Croce, quest’anno, è stata all’insegna del ricordo di quanto avvenuto il primo di Settembre, quando sono morte due persone mentre lavoravano per addobbare la nostra città in omaggio al Volto Santo.
Se ci sono responsabilità devono essere accertate, se non sono state rispettate norme e non sono stati effettuati i necessari adempimenti previsti a garantire la sicurezza delle persone che stavano svolgendo il loro lavoro dovranno essere presi i provvedimenti adeguati. Ma anche in questo caso, comunque, si sono avviate le consuete polemiche strumentali che non solo non sono utili a fare chiarezza ma, anzi, sono volutamente provocatorie e strumento di diffusione di notizie fuorvianti e di informazioni inesatte.

 

Per riuscire ad avere un’idea di questo problema nel nostro paese, si può leggere che nel primo trimestre del 2017, secondo l’ INAIL, le denunce d’infortunio sono aumentate dell’1,3% rispetto allo stesso periodo del 2016 mentre le denunce d’infortunio mortale presentate  nei primi sette mesi di quest’anno sono state 591 cioè 29 in più rispetto ai 562 decessi dell’analogo periodo del 2016 (+5,2%).
Questo numero di morti in più rappresenta la sintesi di quanto rilevato nelle singole gestioni. Quella dell’Industria e servizi, infatti, è la sola che ha avuto un incremento pari al +10,4%, mentre Agricoltura e Conto Stato presentano, entrambe, una diminuzione rispettivamente -5% e -43,8%.

 
Negli ultimi decenni il fenomeno infortunistico aveva mostrato una tendenza alla diminuzione, che si è particolarmente accentuata a partire dal 2008 e si è protratta fino al 2014. Sono gli anni in cui il Paese ha attraversato una profonda crisi economica e, quindi, si può pensare che al favorevole trend già in atto si sia sommato il calo della produzione e dell’occupazione (sia in termini di occupati che di ore lavorate) che ha comportato in corrispondenza anche una diminuzione dell’esposizione al rischio e quindi degli infortuni stessi.
“Ma negli anni 2015 e 2016 l’andamento infortunistico ha cominciato a mostrare ritmi altalenanti a volte per gli infortuni in generale a volte per quelli con esito mortale. Questo inizio 2017 si presenta, invece, con segnali diffusi, univoci e, purtroppo, inequivocabili”, ha commentato Franco D’Amico, responsabile dei servizi statistici di Anmil (Associazione nazionale mutilati e invalidi sul lavoro), nel corso della presentazione del primo rapporto sulla salute e sicurezza sul lavoro. Lo stesso D’Amico spiega anche che “Negli anni della crisi economica le percentuali di morti e infortuni si erano contratte significativamente, fino a 8-9 punti percentuali in meno. L’inversione di questa tendenza è da ricercare in una timida ripresa, che ha decretato il riavvio degli impianti e spesso l’assunzione di manodopera non pienamente qualificata. Anche se non si tratta di numeri molto grandi, queste percentuali hanno un profondo significato. La crisi ha portato a un disinvestimento generale nella prevenzione lavorativa: dotarsi di attrezzature e aggiornare i macchinari è ritenuto da molti un fattore su cui si può risparmiare”.

 

 
Maria Giovannone avvocato e coordinatore scientifico del Rapporto Anmil aggiunge che “ci sono diversi aspetti da tenere in considerazione per comprendere questi dati: il primo è l’attuazione della normativa” e aggiunge “In tempi di crisi, le micro, piccole e medie imprese hanno talvolta scelto di sacrificare i costi legati alla prevenzione. Ma, al di là di chi sceglie di disattendere le regole, esistono realtà virtuose – quindi tendenzialmente attente all’attuazione della normativa – che purtroppo non riescono sempre a “stare al passo” con la mole di regole vigenti e alle loro complesse interpretazioni. Si tratta spesso di realtà che non possiedono gli adeguati strumenti conoscitivi per individuare, filtrare e decodificare le complesse informazioni tecniche. E questo può portare ad inconsapevoli carenze delle scelte organizzative e prevenzionistiche”.

 

 
Abbiamo una normativa imponente ed evoluta, nel contesto europeo concretizzatasi nel Testo Unico (d.lgs. n. 81 del 2008) a cui si aggiunge anche il Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n. 50. Giuseppe Paradies, ingegnere esperto in sicurezza sul lavoro, nel corso del convegno “Formazione, Giurisprudenza, Appalti Pubblici e Antincendio. Novità e aggiornamento tecnico-normativo” sostiene che il D.Lgvo50/2016 “ha ridisegnato in modo profondo l’intera materia dei ‘Contratti’ Pubblici, non è stata modificata, né poteva esserlo, la struttura o le previsioni del D.Lgvo 81/2008 – TUSL, ma sono state introdotte norme di coordinamento fra le previsioni del TUSL e quelle del ‘Codice’ tenuto conto: delle specificità delle diverse figure previste nelle due normative” ad esempio con riferimento alla figura del committente, del responsabile dei lavori e del responsabile unico del procedimento; degli obblighi di trasparenza, economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, proporzionalità, pubblicità ecc. previste dalla contrattualistica pubblica; delle variegate modalità di scelta del contraente e di affidamento e gestione del contratto”.
Quindi, come in molti altri settori, non è facile muoversi nell’insieme di norme e regole che hanno difficoltà di interpretazione e di concretizzazione in particolar modo per le piccole imprese, spesso a conduzione familiare. Il tema della semplificazione è e rimane uno dei punti più critici per il nostro paese.

 

 
In ultimo vorrei sottolineare l’importanza dell’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale di martedì scorso. Si tratta di un documento al quale hanno portato il loro contributo tutte le forze politiche e per questo il Sindaco Tambellini ha ringraziato l’assemblea sottolineando “l’impegno e la responsabilità dimostrata su questo tema” per il quale è necessaria un’unità di intenti da parte di tutte le forze politiche. L’Amministrazione, maggioranza ed opposizione, ha dimostrato di voler attivare percorsi di verifica e controllo e intende svolgere un ruolo attivo come previsto nell’ordine del giorno stesso.

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