Visto da Sinistra – Il G7: occasione di confronto

Visto da Sinistra – Il G7: occasione di confronto

VISTO DA SINISTRA – Che tipo di ricaduta avrà il G7 tenutosi a Lucca, sia per la città sia per le decisioni adottate dai Ministri degli Esteri dei 7 paesi presenti, non è cosa che si possa dire dopo così pochi giorni dall’evento.
Per quanto riguarda la nostra realtà al netto degli attacchi politici e delle polemiche, mi sembra che tutto sia passato in fretta e senza conseguenze. Disagi per il traffico e per la mobilità, soprattutto per i residenti e per quanti lavorano nel Centro Storico, ma nessun danno a cose o persone, e non è poco per eventi di questa portata. Quindi, in questo senso, il bilancio non può che essere positivo.
Quello che vorrei sottolineare, però, è il fatto che sia stata data una grande rilevanza ad una vicenda che, per chi l’ha vissuta in diretta come è successo a me, è sembrato che quanto riportato non corrispondesse ai fatti accaduti. Mi riferisco agli scontri che hanno avuto una grande risonanza rispetto a tutti gli altri avvenimenti dei due giorni.
Farò un po’ di cronaca perché mi sembra utile. Mi trovavo nelle vicinanze di Porta San Jacopo proprio intorno alle 18.00. Volevo raggiungere Piazza San Frediano per partecipare ad un’iniziativa a cui l’informazione ha dato, purtroppo, pochissimo risalto, ma che ha visto la presenza di persone che, pacificamente e senza tanto clamore, hanno voluto rappresentare la loro idea di pace. Avevo sentito dire che il corteo si trovava nei pressi dello stadio e quindi sono arrivata al semaforo tra via Jacopo della Quercia e la circonvallazione, per cercare di capire in che direzione potevo andare. Mi sono trovata in mezzo al corteo che sfilava su viale Agostino Marti: persone più o meno giovani che cantavano e mostravano striscioni di protesta. Allo stesso tempo, un altro gruppo, aveva deviato verso la Porta: ho sentito un paio di scoppi, tipo petardi, e ho capito che non era il caso di attraversare la circonvallazione verso la Porta perché si stava prospettando uno scontro. Ho preso, quindi, la strada verso Porta Elisa, precedendo il corteo. Ho incontrato una schiera di poliziotti che attendeva i manifestanti prima della curva ed ho proseguito per la strada, pressoché deserta.
Posso dire di avere avuto molta più paura in un’altra occasione, quando mi sono trovata di fronte a dei tifosi ultras che venivano scortati dalla polizia nel tratto che va dalla stazione allo stadio.
Lo dico non per minimizzare l’episodio accaduto, che è stato fronteggiato in maniera encomiabile dalle forze dell’ordine e non ha avuto pesanti conseguenze, salvo alcuni contusi tra le forze dell’ordine, ma per sottolineare che viviamo un’ epoca di violenza e di rabbia che si manifestano in molte occasioni e sotto diverse forme. Questo accade non solo nel nostro paese, ma in tutto il mondo. Siamo testimoni diretti, infatti, di quanto oggi sta accadendo e che Papa Bergoglio ha ben definito: una guerra mondiale “a pezzi”.
L’attualità ha fatto in modo che l’incontro di Lucca, dove erano presenti i Ministri degli Esteri, con le delegazioni previste potesse essere una occasione importante . Non erano solo 7 persone, come qualcuno aveva immaginato, ma un confronto che ha rivestito particolare rilievo dal momento che si è collocato all’indomani dei noti fatti in Siria. Certamente avrebbe avuto un valore maggiore se ancora fosse stato un G8 con la presenza al tavolo anche della Russia. Il bilancio, su questo piano, del G7 tenutosi a Lucca, è stato diffuso sottoforma di un comunicato congiunto che prende in considerazione le situazioni più critiche in politica estera e, in modo particolare, il terrorismo.
Fatto sta che queste persone, come sottolineato da molte testate, si sono trovate in una città pressoché deserta e con i negozi chiusi, alcuni dei quali esponevano cartelli di protesta non contro la guerra o a favore della pace, ma contro “i promotori ed organizzatori” che hanno creato le condizioni per la perdita di due giorni di lavoro.
Si è trattato, quindi, di un appuntamento che ha consentito agli esponenti politici di conoscere Lucca in una veste assolutamente insolita e non la città che tutti noi viviamo e conosciamo, ma una sorta di cartolina che le giornate di sole hanno certamente valorizzato, dandone un’immagine bella e quasi surreale. E questo mi ha fatto riflettere sulla conoscenza del mondo e della realtà che i ministri e i loro staff possono avere: vivono una vita blindata e chiusa, lontana dalla realtà e dai problemi della gente.
Ecco perché in occasione di questi incontri si fanno manifestazioni di protesta che, non a caso, ci sono state a Lucca e non a Firenze, dove pochi giorni prima si era tenuto l’incontro dei Ministri della Cultura. Si è trattato di un evento con altro contenuto e con possibilità di aprire occasioni di confronto diretto anche con la città che dava accoglienza. Firenze che è un’indiscutibile protagonista della proposta culturale a livello mondiale.
Quindi a Lucca un G7 si è tenuto con importanti ripercussioni a livello mondiale e con grandi disagi a livello locale. Se la domanda è: ne valeva la pena? La risposta sul piano dei rapporti internazionali, purtroppo, ce la sta dando la tensione tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord dove si parla di “possibile guerra”. In questi giorni in cui si celebra la Pasqua che per i Cristiani è occasione per diffondere messaggi di pace e fraternità, il presidente Trump sembra, invece, preferire un altro modo di festeggiare e ci propone, come cosa di gran pregio, la più grande bomba mai utilizzata. Non è certo un caso se tra “l’uomo dei ponti” e “l’uomo dei muri” non si apre un dialogo.

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2 Commenti

  • NOTTOLINO
    17 aprile 2017, 11:55

    Abbiamo un Sindaco che non perde occasione per fare del trionfalismo. Mai come in questa occasione il trionfalimo è stato inopportuno. e per certi versi anche offensivo.

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  • Francesco Petrini
    17 aprile 2017, 09:58

    Mi permetto dii aggiungere un’altra domanda a quella ben più importante che, in chiusura del suo articolo, si pone la mia amica Francesca: "Ne valeva la pena per Lucca?"
    La mia risposta è: NO! E se interessa la motivazione me la cavo rimandando il lettore all’ultimo articolo di Marco Innocenti su Lo Schermo.
    Aggiungo solo che Lucca, più che di "eventi" di questo tipo, ha bisogno di accogliere visitatori illustri o meno illustri che siano e da qualsiasi parte del mondo provengano mostrandosi la città vitale e vissuta quale ancora è e quale rischia di non esser più se continueremo a perdere funzioni e attività tradizionali e non ci difenderemo dall’assalto dei nuovi "barbari" pieni di quattrini e del tutto indifferenti al bene comune a al decoro urbano.
    E per concludere dichiaro, quale presidente dell’Associazione dei "Custodi della Città per gli Stati Generali sulla Cultura", di essere onorato di avere nella mia Associazione persone come Francesca Pacini e il sopra citato Marco Innocenti.

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