Visto da sinistra: “calo dei furti ma si può ancora migliorare”

Visto da sinistra: “calo dei furti ma si può ancora migliorare”

LUCCA – Quasi 7 mila reati vengono commessi ogni giorno in Italia. Circa 284 ogni ora. Un dato in calo del 7,4% su base annua, che consolida le flessioni già registrate nei due anni precedenti. A dirlo sono i dati forniti al Sole 24 Ore dal dipartimento per la Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno, riferiti ai delitti denunciati nel 2016.
Il generale arretramento riguarda quasi tutte le tipologie di illeciti – scippi, borseggi, effrazioni – ad eccezione delle truffe e delle frodi informatiche (che crescono del 4,5%) e dei casi di usura (+9%).
I furti, in generale, sono in calo di oltre il 7% su scala nazionale. A calare sono soprattutto i furti nelle abitazioni, gli scippi e i borseggi, meno i furti di automobili. Anche in questo caso, le differenze territoriali sono molto marcate. Ad esempio l’incidenza maggiore degli scippi si registra a Rimini, dove incide in modo particolare il turismo che attira i fenomeni criminosi. I furti in abitazione, invece, si concentrano soprattutto nella provincia di Lucca.
Il primato non è tra quelli di cui essere orgogliosi e questi numeri andrebbero analizzati in modo più approfondito per capire la distribuzione sul territorio.
Penso che questa analisi sia stata fatta in maniera puntuale dagli organismi preposti, perché ricordo che nel comitato sulla sicurezza e l’ordine pubblico che si è tenuto nella nostra città il 2 agosto scorso, sono stati presentati i dati relativi al primo semestre 2017 e si è visto, grazie ai numeri diffusi, che Polizia e Carabinieri hanno operato 55 arresti per furto nel comune di Lucca, che i furti sono in calo rispetto al primo semestre del 2016 (-6,4%), così come sono calate le rapine (passate da 20 a 9) e i furti con strappo (da 8 a 4). L’unico dato con il segno positivo è quello relativo ai furti con destrezza, passati da 118 a 149. Azzerati invece i reati legati alla contraffazione.
La stessa analisi è stata fatta il 24 luglio, presso Villa Paolina di Viareggio, dove si è tenuta una riunione tecnica di coordinamento delle Forze dell’Ordine, presieduta dal Prefetto Maria Laura
Simonetti, e allargata al Sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro, per esaminare la situazione
della sicurezza sul territorio. Nell’occasione si è parlato di reati in calo e potenziamento delle azioni di prevenzione. Muovendo dalla necessità della collaborazione dei cittadini sul versante della sicurezza, secondo le più recenti direttive del Ministro dell’Interno, il Prefetto Maria Laura Simonetti ha evidenziato la flessione subita dai reati nel primo semestre dell’anno in corso rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. Sono diminuite sia le rapine, passando da 46 nel 2016 a 24 nel 2017, sia i furti che passano da 1646 nel 2016 a 1595 nel 2017.
Questi dati, relativi al primo semestre 2017 e, quindi, successivi al periodo preso in esame da Il Sole 24 ore, sembrano essere incoraggianti, confermando l’efficacia delle azioni intraprese anche se bisognerà attendere il nuovo anno per capire se la classifica vedrà modificata la posizione del nostro territorio provinciale.
Se poi entriamo nel dettaglio dei dati presentati dal Sole 24 ore, si può evidenziare come i furti in abitazione rappresentano il gruppo più numeroso con 214mila casi e allo stesso tempo che
registrano la diminuzione più significativa (-9%). Secondo l’Ania, l’associazione che rappresenta le compagnie assicurative negli ultimi anni, in realtà, il fenomeno aveva riportato una forte crescita e, solo di recente, si è ridimensionato. “La diffusione dei sistemi di allarme e di videosorveglianza – notano dall’associazione – può svolgere un ruolo importante a favore della diminuzione del fenomeno”. Allo stesso tempo l’Ania stima che poco più del 15% delle abitazioni italiane sia coperto da un’assicurazione contro il furto e, solo in caso di copertura assicurativa è necessario presentare subito una copia della denuncia all’autorità giudiziaria per avviare il corretto iter per il rimborso di conseguenza, si potrebbe ipotizzare una non corretta rilevazione del fenomeno.

Un’ultima riflessione da fare è legata all’influenza che la decennale crisi sociale ed economica può aver avuto sulla complessiva questione criminale. Anche su tale scenario più ampio, è necessario rivedere alcuni concetti. Sociologi e criminologi hanno sempre fatto presente che nelle fasi cicliche, quando calano redditi, consumi e occupati, aumentano le frequenze dei reati violenti e diminuiscono i delitti contro la proprietà. E invece – come mostra il dossier del Sole 24 Ore – sono in flessione entrambe le tipologie di delitti.
E’ possibile che a questo fenomeno contribuisca la presenza massiccia e capillare di reparti di
polizia e militari nelle grandi città, per svolgere una funzione antiterrorismo, ma che producono
effetti sui reati comuni che si possono vedere nella diminuzione di furti e rapine nelle vie e nelle case.
Si potrebbe quindi intravedere l’esigenza di un lavoro da svolgere su due piani: da una parte
mantenere una gestione sapiente del territorio, con modelli di amministrazione efficiente delle città, monitorando quanto avviene nel tessuto di strade, piazze e periferie; dall’altra parte, contrastare reati che crescono in collegamento con la crisi economica e che penalizzano la comunità e i singoli attraverso frodi, riciclaggio, insolvenze e fallimenti programmati, evasione fiscale, corruzione tra privati. Quest’ultimo, però, è un ambito più complesso, costituito da un sistema sommerso di condotte, abitudini e manipolazioni, che risulta molto più difficile da monitorare e da far emergere e che necessita di un lavoro più capillare e sistematico.

 

Francesca Pacini

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