Visto da Destra – Sicurezza, dati in calo ma non i fatti

Visto da Destra – Sicurezza, dati in calo ma non i fatti

LUCCA – Viviamo nel bengodi e non ce ne rendiamo conto. Ecco tutto. A leggere i dati snocciolati in uno dei momenti che grondano di formalità ipocrita per eccellenza, come le conferenze stampa in Prefettura, ci si accorge che a Lucca, in fin dei conti, sul piano dell’ordine pubblico, non va male. I reati sono in calo, questi i numeri resi pubblici durante l’incontro con la stampa. Che vi lamentate, lucchesi? I reati, nel primo semestre del 2017, rispetto all’analogo periodo del 2016, segnano un meno 7 per cento. Vi rubano meno in casa, insomma. E non solo. Meno rapine, meno scippi. Solo i furti con destrezza viaggiano nel segno della crescita. Maria Laura Simonetti, prefetto da pochi mesi, li mira e li rimira, pur ammettendo che quando poi si subiscono i furti la percezione è ben diversa. Già. E chissà le risate che si sono fatti quelli della banda dell’acetilene, che hanno colpito a distanza di poco dalla pubblicizzazione dei prestigiosi risultati conseguiti. Salutiamo naturalmente con piacere il calo relativo dei reati, ma non dimentichiamo che la nostra città è ai massimi livelli: tutte le statistiche lo certificano. Checché ne dica il sindaco Tambellini, come sempre in versione scendiletto quando si trova davanti potenti di ogni risma, che non ha perso l’occasione per dire con deferente ossequio all’Autorità che “qualcuno ha dipinto questa città come il luogo più infimo a livello planetario”.

 

 

Propaganda, da parte del sindaco che di fronte a un conflitto tra le esigenze dei cittadini e i diktat di Prefettura e compagnia cantante sapete già da che parte si metterà. Magari a malincuore, magari con un sospiro di contrita rassegnazione. Ogni riferimento alla vicenda immigrati clandestini a Lucca non è casuale. In ogni caso, la comparazione si fa nel tempo e non nello spazio: nessuno, a quanto ci risulta, ha mai detto che Lucca è il Bronx, ma tutti potranno tranquillamente fare un paragone, uscendone malconci, tra quella che era Lucca dieci, o anche solo cinque anni fa, ed è ora. Il quadro è pessimo. E al sindaco consigliamo di fare una visitina alle zone ormai abbandonate, nell’indifferenza generale. Lungo il Serchio, ormai, nessun lucchese o quasi si avventura, come hanno mostrato, senza possibilità di imbarazzanti smentite, Barsanti e CasaPound. Comandano gli immigrati ubriachi, minimo alticci. Oppure recatevi alla stazione in certi orari. Quanto ai furti, la storiella della sicurezza percepita e reale ci fa sorridere amaramente. E’ la novellina che tutti i soggetti istituzionali che nell’arco della loro carriera inciampano con Lucca tirano regolarmente fuori.

 

 

L’abbiamo sentita, per la prima volta, esporre da un prefetto che arrivò a un Consiglio comunale sull’ordine pubblico accompagnato da una scorta, tra segretari e poliziotti, di cinque-sei persone. Il tutto per fare quattrocento metri, tanti ce ne sono da palazzo Ducale a palazzo Santini. “Lucca è sicura, e chi dice il contrario dice il falso, fa allarmismo, i dati parlano chiaro”, chiosò il Nostro prima di scomparire dall’aula. A distanza di anni, una collega di Empoli citò un esempio analogo in un’altra città toscana. Anche lì il prefetto aveva speso le solite parole. Solo dopo, tra le risate, realizzammo che era la stessa persona. Evidentemente la sua presenza è più efficiente di un amuleto. Oppure mette un disco. Ma di esempi ne potremmo fare a bizzeffe. Il penultimo prefetto, sempre in Consiglio affermò che non vi erano casi, se non pochissimi, sulla dita di una mano, di immigrati ospiti di strutture pescati a fare accattonaggio. Peccato che alla Polizia municipale i dati erano decisamente diversi. Punti di vista?

 

 

La realtà dice che anche sui numeri si può giocare. Del resto, c’è chi sostiene che i tanti reati a Lucca sono connessi allo spirito civico di chi decide di denunciare. Quello che invece conta, oltre ai numeri, è proprio la percezione. Che inganna molto di meno di quello che si pensi. Servono i dati per capire che non si può più lasciare una bici con tranquillità? O che se si vive ai piani bassi dei condomini ogni rumore fa sussultare? O che recarsi nei parchi pubblici in certe zone è poco consigliabile? Chiamatele pure percezioni, per sminuire. Ma raramente sbagliano. E nel frattempo, senza pudore, si annuncia, quasi fosse una trovata geniale, che verranno scambiati gli ordini di servizio tra forze dell’ordine e vigili per evitare sovrapposizioni. Diteci che è uno scherzo, perché avviare ora un’operazione simile, vuol solo dire che sinora siamo stato sotto il livello del mare. E lo siamo stati per anni.

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1 Commento

  • AMMONIO
    6 agosto 2017, 17:06

    Lei Vincenti fa il solito pastone e lo mesta in modo tale da non commentare i dati; in tal modo dice quel che Le pare. Bravo! Ora qui, tra percezioni, energia dei chakra vitali e contestazione ai vari prefetti, Lei evita di dire se i dati sui reati siano VERI o FALSI. Se i dati sono VERI i reati sono diminuiti, a meno che non si parta dal presupposto che i lucchesi non denuncino i furti subiti. Su questa ipotesi potrei discutere se si tratta di furti di biciclette (me l’han fregata in settimana ed essendo un vecchio catorcio non ho fatto denuncia), ma se si tratta di furti in appartamento, scippi, aggressioni e affini non credo alle omesse denunce. Capisco, caro Vincenti, che le turbe di africani che bighellonano tra la Terrazza Petroni e il centro diano fastidio all’occhio, specie se il bighellonare avviene su prati rinsecchiti, erbacce, rifiuti e polveroni. Il paesaggio sembra un preludio all’Africa ventura con il cambiamento climatico e le popolazioni guineane a caratterizzare l’Europa del futuro. Va però detto che questi africani di reati non ne commettono proprio. Diciamo che il modello di accoglienza italiano per ora regge. Regge a suon di soldi spesi sia chiaro. Non sappiamo fino a quando reggerà, sia ancor più chiaro. Però commentiamo i dati reali per favore, non avvitiamoci in elucubrazioni sulle percezioni più o meno extrasensoriali.

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