Visto da Destra – Gesam, viabilità ed ex Manifattura

Visto da Destra – Gesam, viabilità ed ex Manifattura

LUCCA – Avviso ai naviganti. Chi pensasse che Alessandro Tambellini, con gli ultimi annunci – dalla scissione asimmetrica di Gesam all’accelerazione sul Piano Strutturale per finire con la presentazione del piano di recupero dell’ex Manifattura – sia in campagna elettorale, si sbaglia.

 

Il sindaco lo è da almeno un anno e mezzo, da quando dette vita a un tour nei quartieri, con tanto di stampa di brochure riportanti le magnifiche e progressive sorti della sua illuminata amministrazione. Dunque, nessun stupore se la pubblicizzazione della destinazione del più grande contenitore cittadino cade a un passo dalla fine del suo primo mandato. Sull’ex Manifattura, del resto, le mire del Pd vengono da lontano. Come ha ricordato lo stesso assessore Mammini, il suo partito dette il suo contributo costruttivo quando era all’opposizione. Tradotto: non è che si spellò le mani per contrastare i progetti Piuss. Naturalmente nel nome dell’interesse cittadino, ci mancherebbe. Che i progetti fossero a dir poco demenziali, tra centri contro il disagio e un inutile e orribile terminal bus, tra lo sfregio (che Tambellini aveva rivendicato orgogliosamente) a piazzale Verdi e altre amenità, era sin troppo chiaro: si trattava di trovare progetti che fossero funzionali ai bandi, non alla città. Qualcuno sarebbe poi passato all’incasso, probabilmente in nome di quell’alleanza sciagurata, targata Verdini & C., che in Toscana ha sempre visto il centrodestra mercanteggiare le briciole con il Pd. A conferma, prego guardare le gare di appalto e il numero di cooperative rosse presenti. Dunque l’amministrazione Pd, sull’argomento, si è trovata in perfetta continuità con quella del centrodestra che fu a guida Mauro Favilla.

 

A suo merito, va detto, anzi più che suo a merito proprio dell’assessore Mammini, va la scelta di aver fermato alcuni dei progetti più orripilanti, tra cui proprio l’anfiteatro in piazzale Verdi che doveva violentare l’area dedicata ai caduti lucchesi nella Prima guerra mondiale. Si è trattato di lavorare su un progetto complessivo avviato, ma che il Pd ha nella sostanza avallato con le sue scelte all’opposizione. E, come è noto, modificare una casa la cui costruzione è già partita è cosa non semplice. E’ un’attenuante non da poco. Ma anche gli esponenti Pd sapevano benissimo che quei Piuss avrebbero previsto, per garantire l’equilibrio finanziario del business, la vendita di due terzi dell’area a privati. Migliaia e migliaia di metri quadrati la cui destinazione è ancora incerta e che solleva più di qualche ragionevole dubbio, sia riguardo a chi potrebbe acquisire gli spazi, sia per la destinazione che a essi intende riservare l’amministrazione. Per ora, di certezze ce ne sono ben poche. Si parla di funzioni commerciali, terziario, residenza, produttivo: tutto lo scibile umano. Ma si assicura equilibrio. Chiaro che il veleno sta nella coda e dunque le percentuali delle varie funzioni saranno cruciali per capire cosa si vuole fare di quell’area, al di là della condivisibile intenzione di far rientrare servizi e attività in centro.

 

Un ulteriore innesto di attività commerciali, tanto per dire, sarebbe forse il colpo finale per chi già prova a sbarcare il lunario in centro. Di certo, stando a quanto dichiarato orgogliosamente, le scelte di Tambellini & c. rischiano di compromettere irrimediabilmente due opportunità, le ultime, per la città. Ci riferiamo ai parcheggi, 560 quelli previsti, ma che in realtà non spostano di un millimetro la disponibilità per i cittadini. La differenza tra quelli attuali e quelli nuovi sarà assorbita dalle attività che si impianteranno nell’area: dai dipendenti di Tagetik a quelli di Campus per finire con i clienti di un probabile albergo, magari senza dimenticare gli stalli per i dipendenti della Sovrintendenza. E’ l’ultima occasione per garantire accessi in centro, ma l’illuminata giunta, in nome della connessione lenta, un approccio che può giusto funzionare nei giorni di festa e con il bel tempo, pensa di costringere la stragrande maggioranza delle persone a lasciare la macchina fuori. E naturalmente a pagamento (discretamente salato).

 

C’è un’altra occasione che sta per essere gettata definitivamente, ovvero quella di liberare gli spalti dell’ex Balilla dalle strutture di Lucca Comics and Games: collocare dentro l’ex Manifattura uno dei padiglioni della mostra sarebbe una scelta vincente. Un’ipotesi che con la vendita dei due terzi dello stabile andrà persa per sempre. L’obiettivo, come noto, è trasferire il tutto nell’area esterna a porta San Donato. I danni al manto e l’impatto visivo si sposteranno di qualche centinaio di metri, dopo aver, naturalmente, pagato fior di quattrini per far tornare l’area sotto il controllo pubblico. E così, dopo aver finalmente tolto dalla zona di Porta Santa Maria le giostre tanti anni fa, restituendo al verde lo spazio, rischiamo identica fine per un’altra parte degli spalti. Corsi e ricorsi. E, statene certi, la Sovrintendenza avrà poco da obiettare.

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