Visto da Destra: “A Lucca non si può scavare per la storia”

Visto da Destra: “A Lucca non si può scavare per la storia”

VISTO DA DESTRA – Chiudete gli occhi. E pensate per un momento di essere in un qualunque Paese europeo, e in alcuni casi persino africano. Immaginatevi di essere in una città di circa 100mila abitanti che campa in discreta parte di turismo e che sulle sue memorie storiche, molto spesso più a parole che con i fatti, dice che vuole costruire ricchezza e cultura. Che le sue vestigia sono un patrimonio inestimabile anche per l’economia locale. Ecco. Ora ci siete. Non è finita, però. Mettete gli occhi su quello che è un ritrovamento eccezionale a detta degli esperti, una domus romana del secondo secolo dopo Cristo. Tracce di inestimabile valore, mai emerse sinora. E dal sottosuolo, nei pressi degli scavi, è altamente probabile che possa uscire fuori un vero e proprio reticolo di reperti sempre di epoca romana ma non solo. Qualcosa di unico. Vi immaginereste un sindaco della città entusiasta e subito disponibile a continuare i saggi, a un costo modesto, sicuramente inferiore a uno dei tanti contributi elargiti a tante delle associazioni vicine politicamente alla sua amministrazione.

“E’ una scoperta eccezionale – ipotizzereste di leggere tra le sue dichiarazioni – dobbiamo proseguire gli scavi a tutti i costi, questa potrebbe essere l’occasione per creare un percorso che illustri le origini romane della nostra città, non sufficientemente conosciute. Andiamo avanti. L’eventuale valorizzazione e i suoi costi? Di quella ce ne occuperemo in un secondo momento, e credo che anche le Fondazione cittadine faranno il loro dovere”. Normale. Mica tanto. Scendete dall’astronave dei sogni e tornare a casa vostra dove regna il sindaco dei buoni. E godetevi amaramente le dichiarazioni (reali) del sindaco Tambellini all’annuncio del ritrovamento. “E’ tutto da valutare – ha affermato di fronte agli scavi non mancando di illustrare una puntuale quanto didascalica ricostruzione storica della città – sono contrario a lasciare buchi a cielo aperto transennati, rischiano di diventare discariche, l’ipotesi di coprire con un vetro i reperti la vedo molto difficile per l’umidità. Per il momento, ricopriremo tutto e poi attenderemo successivamente, ma l’importanza storica c’è tutta”. Come no. A distanza ormai di un mese, tutto è fermo. Tambellini, forse solo per i preziosi consigli di qualche collaboratore, ha evitato di presentarsi nel luogo degli scavi con tanto di elmetto e pala per ricoprire tutto. Cosa avvenuta puntualmente pochi giorni dopo. A Lucca, dove il sindaco pare essere un modesto amministratore di condominio, ogni occasioni diventa un problema, salvo che non ci siano potenti di ogni ordine e rango a aprire la strada. Dunque quale migliore soluzione che chiudere e mandare tutto nel dimenticatoio? La vicenda degli scavi di piazza Santa Maria Corteorlandini è una cartina di tornasole sul perché Lucca non potrà mai decollare seriamente con questa classe politica, con buona pace dell’assessore alla Cultura Ragghianti, che, avendo parlato poco prima del sindaco, aveva invece assicurato massima disponibilità.

A Lucca si può scavare per un’isola ecologica, non per costruire o ritrovare la storia. Al più si rivendica il merito del ritrovamento grazie al tentativo, davvero pessimo, di collocare un punto di raccolta dei rifiuti a pochi centimetri da una storica chiesa, naturalmente parandosi, come sempre, dietro il via libera della Soprintendenza. Una capriola degna di ginnasti di rango: si vuole deturpare un’area, gli scavi evidenziano l’impossibilità del collocamento dell’isola e ci si assume i meriti del ritrovamento archeologico. Salvo poi ricoprire tutto. E alla svelta. Perché anche questi romani antichi, in fin dei conti, creano problemi. E chiedono soldi. Meglio distribuirli alle associazioni “buone” e impegnate, che hanno votato il sindaco-amministratore di condominio.

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1 Commento

  • AMMONIO
    9 ottobre 2017, 01:39

    Lucca è una città stratificata e se si scava nel perimetro delle mura romane, a un certo punto, quasi sempre, si trovano proprio resti romani. Per chi vuol sfogarsi a vedere pavimenti e resti di muri c’è un intero percorso museale in San Giovanni. Inoltre, a pochi metri da Santa Maria Corteorlandini ci sono, in bella vista e TOTALMENTE IGNORATI, i ruderi del TEATRO ROMANO. Non avrebbe avuto alcun senso lasciare un cratere a fianco dell’antica chiesa e questa è una di quelle classiche sterili, inutili polemiche che hanno contraddistinto i passati cinque anni e che sono l’emblema del bassissimo livello dell’opposizione a Tambellini. Caro Vincenti, se Lei e gli altri volete attaccare a testa bassa ci sono mille argomenti più seri. Ci sono anche nella piazzetta in cui sono stati fatti gli scavi. Basta alzare il naso e guardare il VOMITEVOLE STATO di PALAZZO ORSETTI. I soldi del Comune servirebbero per quella facciata (e per l’interno!), mentre i soldi delle fondazioni per l’esterno di Santa Maria Nera che è visibilmente malconcio.

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