Umberto Franchi, una riflessione sul movimento “No Vax”

Umberto Franchi, una riflessione sul movimento “No Vax”

LUCCA – “Come sappiamo il decreto Lorenzin, è diventato legge il 28 luglio 2017, con 10 vaccini obbligatori per l’ammissione dei bambini ai nidi e alla scuola pubblica.
Tutto ciò ha suscitato un movimento di massa con manifestazioni nazionali alle quali hanno partecipato decine di migliaia di persone ed anche articolate in molte città tra cui Lucca dove hanno partecipato circa 1500 persone.
Di questo movimento “NO VAX” si parla poco, sembra che i media abbiano eretto un muro di silenzio, se non per dire che si tratta di manifestazioni irrazionali contro la scienza … ma è proprio così ?

 

Quello dei vaccini, un terreno minato dove solo il ragionamento può servire.
Credo quindi che sia necessario sviluppare un dibattito documentato, chiarificatore e aperto … sapendo che quando si tratta di salute non possiamo fare battaglie politica di parte… ma sempre con la consapevolezza che in tutta la produzione di medicine vi è sempre la lunga mano del profitto… degli interessi delle multinazionale del farmaco… e che le medicine hanno tutte effetti collaterali …nonostante ciò non rinunciamo a farne ricorso quando é necessario .

 

Fatta questa premessa Io penso che sia doveroso prestare attenzione a questo movimento ed al suo reale significato, partendo dalle seguenti considerazioni:

 

1) A sostegno del decreto oltre che il governo , la ministra Lorenzin, vi è gran parte dell’opposizione che hanno anche raccontato di inesistenti epidemie di morbillo… sostenuti da figure come quella del virologo Roberto Burioni, consulente del Ministero della sanità, che in nome della “Scienza”, chiama “asini raglianti”, coloro che si oppongono ai decreto legge del ministero, mentre atri medici, sono stati radiati dall’ordine dei medici perché contrari a un ricorso indiscriminato ai vaccini… Altri medici, stanno zitti, ma solo per paura di essere radiati…

 

2) Sul fronte opposto, quello dei NO VAX, c’è una straordinaria mobilitazione di massa di uomini e donne preoccupate per i pericoli a cui queste vaccinazioni a tappeto esporranno i loro bambini, soprattutto in assenza di qualsiasi minaccia tangibile.
Essi sostengono: “non vogliamo abolire i vaccini, ma chiediamo una scelta libera e informata, una valutazione preventiva e personalizzata del rischio per ogni singolo bambino, la riduzione degli interventi a quelli che si rendono realisticamente necessari o opportuni”.

 

Questa mobilitazione non è stata promossa da nessuna forza organizzata (politica o sociale) e viene effettuata anche attraverso richiami alla nostra Costituzione, appena salvata dall’assalto di Renzi… In queste mobilitazioni ci sono uomini, ma soprattutto donne , giovani madri che difendono la propria responsabilità di genitore…
Ora io credo anziché radiare … dovrebbe aprirsi un serio confronto tra i pro ed i contro. Perché , come sappiamo, la ricerca scientifica procede sempre attraverso confronti puntuali con le diverse tesi, che, sulla base di evidenze contrarie, ne contestano ogni singola affermazione con altri dati…

 

Se questo confronto non si sviluppa, si fa un danno anche culturale perché prevarrà in molti il sospetto degli interessi “dei poteri forti”.
Ad esempio : il consulente del ministero della sanità, è anche titolare di alcuni brevetti sui vaccini , con evidente conflitto di interessi; L’agenzia del farmaco (AIFA) che sostiene il ministero della Lorenzin , ha nascosto per anni i pochi dati raccolti senza avviare ricerche mirate sulle numerose reazioni avverse ai vaccini, tra cui diverse mortali e molte irreparabili… dati che è stata costretta a rendere pubblici solo dopo l’ingiunzione del Tribunale di Torino.

 

Inoltre a sostegno di queste mobilitazioni si sono stati letti molti interventi di medici, soprattutto pediatri, che si basano sulla loro esperienza professionale… essi contestano anche la tesi di fondo che per proteggere tutti bisogna raggiungere l’immunità di gregge, cioè vaccinare un’altissima percentuale di bambini, diversa a seconda del virus da combattere… perchè se l’immunità di gregge fosse una cosa seria necessaria, bisognerebbe vaccinare tutta la popolazione, e non solo i bambini, e in molti casi, più di una volta nel corso della vita… ma forse è proprio quello a cui vogliono arrivare?…

 

Sono inoltre presenti sui social , i racconti di numerosi genitori che ritengono, motivatamente, che i loro figli siano stati danneggiati in modo irreparabile dai vaccini. .. e nessuno dice che un Nobel della medicina, che tra l’altro ha scoperto il virus dell’AIDS, sostiene, insieme a molti altri scienziati, l’esistenza di una stretta correlazione tra autismo e vaccini.

 

Ecco, a mio parere a fronte di tutto questo colpisce il silenzio delle organizzazioni sindacali, di coloro che si richiamano sempre agli interessi dei cittadini, delle organizzazioni femministe, del Mondo della sinistra sociale… che dovrebbe sempre nutrire il “ragionevole dubbio” è stare dentro i movimenti”.

 

Umberto Franchi

18 commenti

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18 Commenti

  • Nikolino
    20 settembre 2017, 16:21

    Sarò off topic, ma non ho mai capito cosa guarda Umberto nella foto. Sarà una fastidiosa zanzara che gli gira intorno?

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  • Gianni
    20 settembre 2017, 12:06

    Il movimento no vax è la dimostrazione definitiva di quanto internet stia rincoglionendo la gente.

    Peggio ci sono solo i terrapiattisti.

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  • E.T.
    8 agosto 2017, 02:52

    I vaccini sono parte di una congiura dei Seleniti per controllare la razza umana e conquistare il pianeta terra

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  • GIOVAN SERGIO BENEDETTI
    7 agosto 2017, 21:58

    strane posizioni
    forse i ricercatori che studiano i vaccini e tutti quelli che lavorano alla loro produzione per Umberto Franchi dovrebbero lavorare gratis e le loro aziente, ovviamente fallire, se il loro prodotto non vale niente
    non c’è proprio niente da dibattere, caro Franchi, la scienza non decide a maggioranza se è la terra che gira intorno al sole o il sole che gira intorno alla terra in assemblee di profani della materia ved è vergognoso che all’estero mettano in guardia i turisti che vogliono visitare l’Italia, sul rischio di , ma contrarre malattie infettive
    ma vedo che anche un fu grande sindacato come laCGIL è succube delle deliranti teorie oscurantistiche grilline

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  • toc
    7 agosto 2017, 16:33

    Mi chiedo per quale motivo Lo Schermo è così sollecito a pubblicare articoli piuttosto di parte, su un argomento che andrebbe trattato in modo molto serio ed equilibrato. Non conosco le competenze mediche del signor Franchi, ma le sue "riflessioni" non lasciano dubbi sulla sua posizione contro i vaccini. Spero che la Redazione non abbia scelto questa strada. La salute delle persone e in particolare dei minori, non deve essere messa in pericolo per interessi di visibilità, di politica o magari per motivi economici.

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  • L'Urlatore
    7 agosto 2017, 11:03

    Vedo che il Sig. Umberto Franchi è dottore di ricerche con Google!
    Il Dr. Burioni non HA NESSUNO BREVETTO SU NESSUN VACCINO! E’ una bufala già sbufalata mille volte. Ha semmai brevetti su CURE di determinate malattie! Quindi è anche controproducente per lui indurre la gente a vaccinarsi semmai 😀
    Che le industrie farmaceutiche non siano delle onlus ormai è risaputo, ma mi pare che al mondo nessuno fa qualcosa gratis così per amore! Ci sono anche i beccamorti allora! Quelli non si toccano? Hanno pure il business della morte!!!!!! 😀

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  • MATILDE
    7 agosto 2017, 01:35

    Grillo da anni parla di vaccini senza averne titolo e il suo partito è molto vicino ai no vax.
    Quindi non è vero che non ci sia correlazione con la politica.

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  • D
    6 agosto 2017, 18:18

    Le sue sono riflessioni, perciò mi permetto di aggiungere le mie, dato che riscontro numerose inesattezze, quando invece si dovrebbe fare chiarezza.

    La questione principale, su cui siamo d’accordo, è questa
    <<dovrebbe aprirsi un serio confronto tra i pro ed i contro.
    Perché , come sappiamo, la ricerca scientifica procede sempre attraverso confronti puntuali con le diverse tesi, che, sulla base di evidenze contrarie,
    ne contestano ogni singola affermazione con altri dati…>>
    Il dubbio è ragionevole e sacro quando supportato da dati validi, altrimenti sono solo idee prive di fondamento.
    I medici sostenitori del movimento No-vax, free-vax eccetera non citano uno studio che sia riconosciuto dalla comunità scientifica mondiale.

    La ricerca scientifica ha già stabilito che l’immunità di gregge esiste, è fondamentale, ed è documentata e che non c’è nessuna correlazione tra l’autismo ed i vaccini.
    Nessuna.

    Se vuole sentire anche le altre campane (cosa che mi sembra non abbia fatto leggendo l’articolo) può cercare i post di Burioni (il quale, tra l’altro, non ha nessun conflitto di interesse)
    o cercare le pagine Rete Informazione Vaccini (RIV), Med Bunker, No alle pseudoscienze e leggere qualche post.

    Così capirebbe anche che l’epidemia è presente e non è inventata, tra l’altro, e che epidemia non significa come nei film "gente morta per strada ed ospedali al collasso", ma qualsiasi
    aumento di casi rispetto alla media registrata (ed avere 3000 casi di morbillo in 6 mesi è una epidemia, dato che eguaglia il numero di casi di morbillo ottenuti in TUTTO il bienno ’13-’14).

    Cordiali saluti

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    • DON BAIRO@D
      10 agosto 2017, 18:14

      "…non merita che perdi il mio tempo…"
      Complimenti alla redazione per l’accurata selezione, anzi, per l’accurata selezzione degli interventi degni di essere pubblicati.

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    • Umberto Franchi@D
      8 agosto 2017, 14:59

      Decreto vaccinazioni. È autoritarismo sanitario
      Il passaggio parlamentare ha senza dubbio migliorato il testo del Governo con particolare riferimento all’attenuazione del sistema sanzionatorio, alla non previsione delle misure drastiche sulla potestà/responsabilità genitoriale, alla previsione di vaccini monocomponenti, alla strutturazione dell’anagrafe vaccinale. I vizi di fondo della normazione legislativa sono però rimasti tutti
      29 LUG – La conversione in legge del decreto vaccinazioni – DL 7 giugno 2017, n. 73 “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale” –  induce a una serie di riflessioni.

      Il passaggio parlamentare ha senza dubbio migliorato il testo del Governo – non ci voleva molto per la verità! –  con particolare riferimento all’attenuazione del sistema sanzionatorio, alla non previsione delle misure drastiche sulla potestà/responsabilità genitoriale, alla previsione di vaccini monocomponenti, alla strutturazione dell’anagrafe vaccinale.

      I vizi di fondo della normazione legislativa sono però rimasti tutti. Per la prima volta un testo di legge impositivo di trattamenti sanitari viene approvato con la decretazione d’urgenza in assenza proprio dei presupposti di urgenza.

      Dieci trattamenti sanitari obbligatori, ancorché non coercitivi, sono stati approvati prendendo come scusa l’epidemia di morbillo. Nessuno ha spiegato alla popolazione la reale misura deterrente di una epidemia che vede, come “mediana”  dei casi  i 27 anni di età, i colpiti dall’epidemia stessa. Le misure adottate nel decreto non hanno alcun carattere d’urgenza che sono state prese in casi consimili (esempio il DL 103/2003 relativo alla Sars). Sul decreto, inoltre, in sede di conversione è stata addirittura posta la fiducia legando la vita del Governo alla vita del decreto impositivo dei trattamenti sanitari.

      I provvedimenti presi avranno effetti a medio e lungo termine. Sempre dai dati ufficiali risultano più operatori sanitari coinvolti di quanti siano i bambini sotto l’anno di età eppure sugli operatori sanitari non sono state prese misure.

      Il decreto vaccinazioni è stata dunque un’operazione più di politica generale che di politica sanitaria. Quello che ha stupito è il clima che si è creato: si è rivendicato il diritto di restringere il dibattito tra tecnici e politici la più importante decisione di trattamenti sanitari obbligatori di sempre. La sottrazione al dibattito pubblico preventivo è stata elevata e giustificata alla massima potenza. Di “scienza devono parlare gli scienziati” e la “scienza non è democratica” lo abbiamo sentito spesso – e autorevolmente – ripetere. Sono affermazioni che ci fanno tornare indietro in tema di diritti.

      Già anni fa Stefano Rodotà ebbe modo di osservare:
      “Non è sostenibile che vi siano questioni di vita che, con l’argomento della loro complessità tecnica siano precluse al giudizio dei cittadini e debbano essere riservate a specialisti e politici. Per esse al contrario, è ormai sempre più necessario un coinvolgimento, in varie forme, dell’opinione pubblica, prima dell’intervento parlamentare” (La vita e le regole, Feltrinelli, 2009, p. 144).

      Le questioni di vita e di salute non possono essere appannaggio di pochi – oggi addirittura rivendicate – e sottratte al controllo dei cittadini. Le politiche sanitarie devono essere dibattute, accettate e interiorizzate dalla popolazione e dalla pubblica opinione che è stata esautorata dalla decisione governativa e messa solo nelle condizioni di accettare o protestare nelle piazze.

      I momenti partecipativi si sono drasticamente azzerati confermati addirittura dall’assenza di audizioni alla Camera in sede di conversione del decreto.
      La partecipazione alle questioni di salute non è secondaria visto che abbiamo sottoscritto anche obblighi internazionali come la Convenzione di Oviedo sulla biomedicina in cui, all’articolo 28 ci impegnavamo, a sviluppare un “dibattito pubblico” sulle questioni delle biologia e della medicina con particolare riferimento alle “implicazioni di ordine medico, sociale, economico, etico e giuridico” e i relativi “appropriati confronti” (legge 145/2001, articolo 28).

      Anche le istituzioni non hanno dato grande prova di sé reagendo con fastidio alle richieste di dibattito e confronto e abbiamo assistito al ripetuto intervento di “esperti” che non si sono messi al servizio del dibattito pubblico preferendo ritagliarsi il più ridotto  ruolo di “consiglieri del principe” (sempre Stefano Rodotà in tempi non sospetti) e riducendo a scienza ciò che è scelta politica.

      Inaccettabile la riduzione machiettistica tra gli illuminati a favore del decreto e gli oscurantisti contro il decreto: una contrapposizione non rispettosa della complessità del problema e delle posizioni in campo.

      Violiamo normative interne – spacciando per urgente ciò che urgente non è – e internazionali approvando una normativa che può essere incasellata in un autoritarismo sanitario sconosciuto fino ad oggi e che volutamente prescinde da ogni forma non solo di consenso ma anche del tentativo di acquisirlo.

      La precondizione di acquisire il consenso, come è noto, è la corretta informazione e la relativa formazione. Sul punto il decreto dedica risorse limitatissime, circoscritte a poco più di 5000 insegnanti  – a fronte di una platea interessata di circa 500.000 unità – che a loro volta dovranno sensibilizzare i colleghi, gli “alunni e le alunne” e le “studentesse e gli studenti”. Un compito immane da svolgersi gratuitamente fuori dall’orario di lavoro. L’analisi è del Servizio di bilancio del Senato che conclude specificando che le risorse stanziate non sono “idonee a garantire l’effettiva realizzazione del programma formativo” stabilito dalla norma.

      Per la popolazione – i genitori in particolare – solo spot televisivi del tipo “pubblicità progresso” che non hanno mai dato grandi risultati. Non viene previsto alcun confronto con i genitori, responsabili dei minori destinatari dei dieci trattamenti sanitari obbligatori, e tantomeno, alcun intervento formativo e informativo da parte del Servizio sanitario nazionale.

      Non si è inoltre previsto il potenziamento dei servizi vaccinali e dei consultori che, avevamo notato, essere in sofferenza dalle politiche di taglio di spesa.

      Resta in piedi anche la questione della costituzionalità di alcune norme quanto meno sotto il principio della proporzionalità dei provvedimenti presi e soprattutto, resta in piedi, il ricorso della Regione Veneto alla Suprema Corte.

      Il decreto vaccinazioni è un provvedimento divisivo che acuisce la distanza tra gli scettici dell’efficacia delle cure impositive e le istituzioni che si pongono con trattamenti sanzionatori e che dovranno escludere da alcuni servizi educativi bambini non vaccinati. Grave resta il presupposto della “decadenza dall’iscrizione” a tutti i servizi per l’infanzia pubblici e privati. Le politiche dell’esclusione hanno da sempre un forte carattere regressivo e reazionario che portano pericolosamente indietro le lancette dell’orologio della civiltà.
      Il decreto apre subdolamente la strada anche a nuove obbligatorietà future: tale si può leggere l’approvazione del comma 3 bis dell’articolo 2 che prevede un’autocertificazione della propria situazione vaccinale a carico di tutti gli operatori scolastici, sanitari e socio sanitari.

      Si rinuncia alla “partecipazione consapevole” – espressione che ritroviamo in numerosi codici deontologici delle professioni della salute – a favore di interventi di autoritarismo sanitario.
      Non penso si possa certo definirla una bella pagina della legislazione sanitaria italiana.

      Luca Benci
      Giurista

      RISPONDI
      • D@Umberto Franchi
        9 agosto 2017, 12:19

        Immagino che non si sia informato sulle altre campane, ma stia continuando il suo oscurantismo, con tutti i danni che questa campagna di disinformazione porterà alla nazione.

        Peccato, perché poteva essere una occasione per imparare qualcosa di nuovo, e non lo dico facendo la paternale sia chiaro: chiunque può imparare sempre qualcosa di nuovo, specie su argomenti tecnici che non sono di quotidiana competenza, e questa è un’occasione d’oro per sapere come funzionano i vaccini, i contagi, le epidemie eccetera.
        Purtroppo, i dati scientifici raccontano la verità e non i desideri personali o le menzogne che si vuol sentire per stare in pace con la propria idea del mondo. Forse, sotto sotto, è questo il vero motivo per cui la scienza non è per tutti.

        Mi meraviglio che lo Schermo dia voce a queste opinioni, quando non sono opinioni: un’opinione è "Neymar è il miglior giocatore di sempre" o "La pizza di X è più buona di Y" o "Cracco non penso sia un grande cuoco".
        "La Terra è piatta", "secondo me è il Sole che gira intorno alla Terra", "l’immunità di gregge non esiste" ed "i vaccini non funzionano e non sono sicuri" non sono invece opinioni, sono menzogne, pericolose menzogne che si sa, attirano click.
        Se lo Schermo vuole riacquistare credibilità, dia spazio alla verità (e non alle opinioni)

        RISPONDI
        • Umberto Franchi @D
          10 agosto 2017, 11:25

          E’ un vecchio trucco di chi non ha argomenti quello di accusare gli altri di restare ancorati alle proprie opinioni ed idee… in realta dimostra di avere lei il prosciutto su gli occhi … e comunque da chi non ha nemmeno il coraggio di firmarsi… Non merita che perdi il mio tempo… saluti

          RISPONDI
          • D@Umberto Franchi
            11 agosto 2017, 12:15

            Guardi, sig. Franchi, una precisazione: non sto dicendo che non debba esserci dibattito, ma che il dibattito debba esser fatto non sui fatti.
            Assodato che: i vaccini sono sicuri, i vaccini non causano autismo, i vaccini sono efficaci, l’immunità di gruppo è efficace, si rileva che il calo delle vaccinazioni
            abbia abbassato la copertura vaccinale sotto la soglia di sicurezza, causando un aumento inaspettato di casi di morbillo, tali da giustificare (nel senso medico del termine,
            non nel senso sensazionalistico) una epidemia.
            Questi sono i fatti su cui non ci sono opinioni.

            Per tentare di risolvere il problema e tornare alle coperture vaccinali di sicurezza, lo Stato ha varato il decreto Lorenzin.
            Il dibattito, a questo punto, c’è ed è auspicabile, ma non sull’efficacia dei vaccini.
            Si può dibattere, ognuno con le proprie opinioni (interrogativi che anche lei pone) se è giusto che lo Stato obblighi alla vaccinazione.
            Se è una questione di diritti e libertà personali o meno.
            Se è giusto immunizzare contro 12 malattie, o 10, 8, 15.
            Perché non estendere l’obbligo ai sanitari, o a tutti gli adulti non vaccinati.
            Se ci sono altre strade, non coercitive, per riportare la copertura vaccinale alla soglia di sicurezza, eccetera.

            Su ciò si può serenamente fare un dibattito.

            RISPONDI
          • D@Umberto Franchi
            10 agosto 2017, 16:28

            Aggiungo: questo non è un dibattito nè una gara di retorica, non è che "io vinco" o "lei perde": semplicemente non ci sono due campane.
            Non è filosofia, un dibattito sulla condizione naturale dell’Uomo, se è "buono" o "malvagio" per natura, in cui opinioni differenti, magistralmente difese, si scontrano.
            E’ Scienza, una cosa o è o non è: gli esperimenti servono per capire se "è" o "non è", con nessun vincitore né vinto.

            Per la questione del nome, mi permetta di salutarla cordialmente con questi versi
            <<Che cos’è un nome? Quella che chiamiamo "rosa" anche con un altro nome avrebbe il suo profumo.>>

            RISPONDI
          • D@Umberto Franchi
            10 agosto 2017, 16:02

            Se permette, l’onere della prova sta a chi promuove una nuova teoria. Mi segua, per cortesia.

            Quando Einstein formulò la sua teoria della Relatività, fu osteggiato dalla Scienza allora ufficiale.
            Non andò a giro, facendosi martire, dicendo agli altri di dimostrare le proprie posizioni, poiché era lui che poneva una nuova teoria. Le formulazioni di Einstein rimasero teorie (quindi, se mi permette il termine, "fuffa" o semplici speculazioni) finché Eddington, con un esperimento, dimostrò che la teoria era valida.
            Da allora, non è una teoria, è Scienza, e per quanto osteggiata all’inizio, su accettata in quanto dimostrata. L’esperimento di Eddington, come tutti gli esperimenti del metodo scientifico, sono riproducibili: se lei non crede nella Relatività, può riprodurre l’esperimento, rifare i calcoli (dopo aver acquisito la necessaria competenza), quindi verificare lei stesso che la Relatività non è un’opinione, ma un fatto. E, ripeto, per quanto osteggiata (su basi politiche, religiose, escatologiche), una volta dimostratane la validità, la teoria è stata accettata dall’intera comunità scientifica.

            Qui non si tratta di rifiutare aprioristicamente tesi come "il vaccino causa l’autismo" o "i vaccini fanno male", ma ciò che viene detto deve essere provato, altrimenti è "fuffa".
            Tra l’altro, l’autismo è ancora molto misterioso, sarebbe stato un bel passo avanti per la Scienza trovare una causa (nota: non si sa cosa lo causa, ma si sa bene cosa NON lo causa, ad esempio i vaccini). O, per il tema sicurezza, evidenziare la mancanza di sicurezza di un vaccino sarebbe un enorme passo avanti per creare vaccini più sicuri (se non lo fossero già).
            Questo è l’unico modo in cui la Scienza, e tutti noi per riflesso, cresce. "I vaccini causano autismo" è una teoria. Si sono fatti degli studi sopra per indagare e si è scoperto che i vaccini NON causano autismo.
            Punto. Non c’è ego che conta: semplicemente, per quanto uno desideri che i vaccini causino l’autismo (o non lo desideri), la Scienza se ne frega, poiché mira solo a rivelare la realtà, e la realtà è che i vaccini non causano l’autismo, con la gioia di qualcuno e l’animosità di altri.

            Ecco il punto forte di cosa è Scienza e di cosa non lo è, se non si fida degli esperimenti può fare come con Eddington: studi, si documenti, raggiunga (se ovviamente non l’ha già) la competenza necessaria a capire e ricreare l’esperimento, e sperimenti.
            Ma accetti un consiglio, si fidi della Scienza ufficiale, che reinventare ogni volta la ruota non è producente per nessuno.

            PS: si fosse veramente dimostrato il nesso tra vaccini e autismo, o la pericolosità del vaccino, o qualsiasi altra delle menzogne riportato, la Scienza si sarebbe adeguata, non c’è Potere Forte che tenga: la Terra gira intorno al Sole, nonostante le teorie balzane della Chiesa, che all’epoca bruciava tranquillamente la gente in piazza; la Relatività è Scienza, con il beneplacito di chi desiderava un mondo ordinato in senso newtoniano; ed ovviamente, i vaccini NON causano l’autismo.

            Lei, immagino da come scrive, è una persona colta ed intelligente, e se è disposto a rinunciare all’ "avere ragione per forza" entrerà nel fantastico mondo della Scienza.
            Saluti

            RISPONDI
          • Umberto Franchi@D
            11 agosto 2017, 22:20

            La medicina ufficiale ha il grosso limite di intervenire in modo riduzionista su di un singolo organo, su di uno specifico squilibrio, senza tener conto che il nostro organismo è un’unità in cui tutte le parti sono in relazione tra loro e lo stato di salute rispecchia proprio questo equilibrio generale.
            Le nostre competenze mediche sono ancora troppo rudimentali e, soprattutto, troppo frammentarie per consentire l’individuazione di cure di carattere complesso, in grado di tener conto della dimensione olistica che caratterizza il funzionamento del nostro organismo. Ciò discende dal metodo analitico, tipico della nostra scienza (che si basa su analisi di "sistemi chiusi" quando, di fatto, questi non esistono, se non altro perchè la stessa "osservazione" del sistema lo correla con il mondo esterno), anche se ormai da un certo tempo ci si sta rendendo conto che tutti i fenomeni della natura, comprese le malattie, ci pongo difronte a problemi di natura interdisciplinare.

            Ma la medicina ufficiale (anche quella dei vaccini) ha il grosso limite di intervenire in modo riduzionista su di un singolo organo, su di uno specifico squilibrio, senza tener conto che il nostro organismo è un’unità in cui tutte le parti sono in relazione tra loro e lo stato di salute rispecchia proprio questo equilibrio generale.

            Ora a fronte di una iperspecializzazione della ricerca pura, dalla fisica alla biologia (dove i ricercatori si trovano ad operare in mondi separati ed astratti), ci si sta sempre più rendendo conto che, per ricavarne degli impieghi davvero utili all’umanità, serve "mettere insieme i pezzi" di un puzzle complesso che è il reale tessuto delle cose del mondo, non riducibile a semplicità.
            L’organismo umano, l’intero ecosistema, così come l’intero universo, sono delle unità in cui tutte le singole parti sono in relazione tra loro in una rete di correlazioni intrecciate e feedback di un grado di complessità ancora insondabile anche dai più potenti sistemi di calcolo ed elaboratori algoritmi.

            Sono comunque convinto che il dibattito sia necessario anche al fine di andare ad un graduale ( faticoso) passaggio in campo bio-medico, abolendo i confini tra medicina tradizionale (riduzionista) e medicina alternativa (olistica) . A mio parere non ha senso una contrapposizione , in quanto serve sia una forte lente di ingrandimento sui singoli epifenomeni, che la capacità di correlarli in una visione d’inseme che tenga conto della sostanziale unità del nostro essere biologico.

            Sui vaccini vale la stessa necessità di superare l’assurda dicotomia che pervade il dibattito attuale. non è più accettabile, nel nostro tempo, il principio della vaccinazione obbligatoria, di massa e indiscriminata, giustificato dalla supposta tutela di un interesse collettivo, e ciò per almeno due ordini di ragioni: il primo di carattere medico-scientifico in quanto non tutti gli organismi sono uguali e non tutti sono in grado di tollerare questo o quel vaccino (tutti con effetti collaterali e gradi di efficacia diversi, pur agendo sulla base dello stesso principio); oltre a individuare vaccinazioni davvero necessarie per cui esistano vaccini efficaci, serve uno screening preliminare che eviti la somministrazione di vaccini ad individui potenzialmente "a rischio".
            il secondo di natura politica: purtroppo è stata sfatata da un da un pezzo, l’idea di uno Stato (a regime capitalista) che opera all’indirizzo del bene generale della società .
            A causa della totale inadeguatezza dei metodi della Politica e della sua conseguente incapacità di realizzare un effettivo governo democratico, gli Stati attuali operano sulla spinta di interessi particolari, non solo diversi ma spesso in netta contrapposizione con l’interesse pubblico.
            A fronte di ciò, la forma coercitiva che connota pesantemente il recente l’intervento legislativo, peraltro in contrasto con il principio costituzionale per cui "Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario.. " (art. 32 Cost.).

            Saluti

            Umberto Franchi

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          • L'Urlatore@D
            11 agosto 2017, 09:12

            Sante parole! Ma purtroppo qui mi pare si stia a giocare a scacchi con il famoso piccione! Non importa quanto tu sia intelligente e bravo a giocare, ma il piccione continuerà a rovesciare tutti i pezzi, a cagare sulla scacchiera e comunque se ne andra’ a giro impettito con aria trionfante!

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      • L'Urlatore@Umberto Franchi
        8 agosto 2017, 16:34

        A parte il pippone qua sopra :) io mi chiedo: ma se questo decreto usciva 30-40 anni fa che avrebbe fatto la gente? Nei miei ricordi ne deduco che saremmo andati tutti zitti e cheti a vaccinarsi!!!!

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