Sessualità e teoria Gender da destra: “Una manipolazione da smascherare”

Sessualità e teoria Gender da destra: “Una manipolazione da smascherare”

LUCCA – In uno dei suoi ultimi libri, “I demoni del bene”, Alain de Benoist, un pensatore avvezzo da una vita a combattere il politicamente corretto, lo ha detto chiaro: l’ideologia del genere esiste, ed è un segno di indistinzione, altro che teoria scientifica come sostengono taluni. E’ una vera e propria ideologia, che non ha nulla a che fare con l’omosessualità, che sta provando a infettare, ancora una volta, la nostra civiltà e che si fonda sull’idea che “l’identità sessuale derivi da una pura “costruzione sociale”, ovvero che alla nascita non ci sia alcuna differenza significativa tra maschi e femmine, che l’individuo non debba niente alla natura e che egli possa costruire se stesso a partire dal nulla”.

 

Si tratterebbe, in sostanza, di decostruire gli stereotipi, distruggendo le nozioni di maschile e femminile. A partire, naturalmente, dai più piccoli, ovvero dai bambini, “rieducati” in un modo che Orwell e Huxely hanno già descritto mirabilmente. In Gran Bretagna, tanto per dire, grazie ad un progetto pilota finanziato dal governo, sarà distribuito in 120 scuole un testo dal titolo: “Posso parlarti della diversità di genere?“. Il racconto di una dodicenne immaginaria che cambia sesso ed è destinato all’utilizzo da parte degli insegnanti e dei genitori per l’educazione dei minori: “E’ il primo libro che spiega la transizione medica per bambini dai sette anni in su”, spiegano gli editori. L’obiettivo è fare sì che nelle scuole i bambini non siano chiamati più bambini e le bambine, bambine. In Svezia sono un passo ancora più avanti, basta guardarsi i video di una televisione dove alcuni ragazzi intervistati facevano fatica a dire che una ragazza bionda, svedese, di bassa statura, non è un uomo giapponese alto due metri. Aberrante. Mentre in Australia tra le preoccupazioni del momento c’è quella di decidere se mettere accanto a Mr per gli uomini e Ms per le donne un terzo appellativo: Mx, non specificato. L’Australian Bureau of Statistics ha anche specificato al proprio personale che “dovrà astenersi dal presumere l’identità di genere di una persona in base al nome, alla voce o all’aspetto”.

 

Inevitabile che anche in Italia, questo vento, che olezza di morte del buonsenso, arrivi. Anche a Lucca, dove la giunta “illuminata” a guida Pd è in prima fila quando si tratta di difendere i diritti”, purché non siano quelli di chi, italiano, non arriva a fine mese. E così lo spettacolo “Fa’ afafine”, che veicola la teoria gender, verrà proposto in una struttura pubblica con la benedizione della illuminata giunta cattocomunista di cui sopra, con una delle sue esponenti di punta che definisce “delicato” il modo con cui affronta il tema. Non fa una piega. La fa invece, eccome, il fatto che in pochi dicono che questo spettacolo ha vinto sì un premio, ma che privilegiava progetti in grado di uscire dagli standard di genere, come dire un premio che non poteva che andare a un spettacolo orientato in quel senso. E in pochi dicono che il Ministero vieta di utilizzare l”ideologia gender come metodologia per prevenire la violenza di genere.

 

E allora perché la benedizione laico-cattocomunista di Tambellini, per la quale ci piacerebbe sapere il costo sopportato per l’affitto del teatro di San Girolamo? Ovvio, in nome della ideologia. Da propinare a bambini. Il minimo che debba essere fatto è che i genitori debbano dare il loro consenso. Apparentemente, la teoria gender sembra tutelare i comportamenti sessuali dichiarati “anormali”, in realtà è solo un sogno (terrificante) di indistinzione, l’ennesima melassa dove ognuno di noi perde le proprie specificità. Un incubo. Che prova a negare quello che è evidente a tutti: ovvero che esiste un maschile e un femminile, a prescindere dai gusti sessuali. Gli omosessuali non sono un terzo sesso, sono persone che hanno gusti sessuali diversi. La teoria gender, invece, non è altro che un altro passo verso l’annullamento, per decreto, di ogni differenza. Anche di quelle visibili a occhio nudo. “Perché, dopo essere state solo dei corpi, le donne dovrebbero vivere oggi come se non ne avessero uno?”, dice giustamente, Camille Froidevauz-Metterie, una femminista francese. “Che piaccia o no – aggiunge il filosofo marxista Diego Fusaro – l’umanità esiste, da sempre, tramite la dicotomia uomini/donne: il genere umano è unitario e si riproduce tramite la differenza sessuale tra uomini e donne, parti diverse e ugualmente appartenenti al genere umano (dunque portatori di eguale dignità e di eguali diritti). È una banalità, ma occorre ripeterla: nel tempo della menzogna planetaria, occorre lottare perché anche le cose ovvie e banali non vengano negate fino in fondo dalla manipolazione organizzata”. Una manipolazione da smascherare.

Inserisci il tuo commento

La tua e-mail non verrà pubblicata. compila tutti i campi obbligatori*

Se pubblichi stai dando il consenso alle regole di base , ai termini del servizio e alla normativa sulla privacy
Annulla
Cerchiamo programmatori Abstraqt
Lo Schermo.it pubblicita

.

Newsletter

Banner Geometra Online
Programmatore Abstraqt

Twitter