Ringo Starr riporta il pubblico del Summer nel passato con le canzoni sue e degli All Starr Band

Ringo Starr riporta il pubblico del Summer nel passato con le canzoni sue e degli All Starr Band

LUCCA – Che sia stato un concerto storico, non vi sono dubbi. E difficilmente poteva essere qualcosa di diverso da una serata che entrerà nella storia del Lucca Summer Festival quella di ieri (8 luglio). Sul palco di piazza Napoleone infatti è salito il batterista dei Beatles, Ringo Starr, 78 anni appena compiuti, con la sua forza e la sua vitalità.

 

Un concerto – per dirla tutta – non lungo, ma che ha comunque ‘riletto’ molte pagine di musica che è entrata nell’immaginario collettivo come patrimonio comune. Ringo ha concesso molto ai suoi ‘compagni di viaggio’: grandi musicisti che provengono da altrettanto grandi band che hanno ripescato dall’immenso repertorio della loro carriera, i brani più famosi.

 

Con Ringo Starr, sul palco, infatti c’erano Steve Lukather (Toto); Graham Goudman (10CC), Colin Hay dei Men at Work;  Gregg Rolie (tastierista di Carlos Santana); Warren Ham anche lui dei Toto, Gregg Bissonette (Joe Satriani, Duran Duran). E la scaletta ha in qualche modo creato un percorso musicale che unisse tutte queste diverse anime, unite, forse, solo dall’aver visto il massimo del successo negli Anni Ottanta.

 

Già, è sembrato proprio di fare un salto indietro nel tempo: tra le canzoni di Ringo. Un viaggio tra Anni Sessanta e Ottanta, attraverso le note.

 

Sebbene l’atmosfera in piazza sia sempre stata decisamente ‘festosa’ e che di fronte al pubblico sia andato in scena uno spettacolo sicuramente degno di questo nome, il tutto ha un vago sapore di operazione altamente commerciale e di immagine. Un po’ come il concerto che lo ha preceduto, quello degli Hollywood Vampires, sebbene su un altro piano, la sensazione è di essere di fronte a uno spettacolo dove c’è poco spazio per l’emozione e l’improvvisazione, ma è tutto perfettamente studiato a tavolino.

 

Il che va pure bene. Ma certamente ne paga le conseguenze la parte emozionale del concerto. Anche se è innegabile che vedere e sentire canzoni come ‘Yellow Submarine’ o ‘With a Little Help for My Friend’ cantante da Ringo, dei brividi li danno comunque. Non fosse altro per quella sensazione di assistere a qualcosa che è comunque unico.

 

Resta però il fatto che si tratta di una bella operazione pensata, creata, studiata e portata sui palchi. Perfetta musicalmente. Molto retrò – forse a tratti perfino troppo – ma di grande impatto su un pubblico tra cui si contavano molti stranieri.

 

[Foto: Laura Casotti]

SETLIST

 

Marchbox

It Don’t Come Easy

Dreadlock Holiday

Evil Ways

Rosanna

Down Under

Boys

Don’t Pass Me By

Yellow Submarine


I’m Not In Love

Black Magic Woman / Gipsy Queen


Intro Band:

You’re 16

Who Can It Be Now

The Things We Do For Love

Oye Como Va

I Wanna Be Your Man

Hold The Line

Photograph

Act Naturally

Little Help / Give Peace a Chance

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