Prosegue il progetto di “Lucca, città dell’amministrazione condivisa”

Prosegue il progetto di “Lucca, città dell’amministrazione condivisa”

 

LUCCA – Il 15 novembre, alle 21 al Foro Boario, ci sarà l’incontro pubblico “Lucca, città dell’amministrazione condivisa”, il comune  sarà “a caccia” di persone e idee per i beni comuni. Rinnovata attenzione per quartieri e paesi: dopo Santa Maria a Colle, anche Piaggione e Vallebuia stipulano patti di collaborazione.

 

Saranno i cittadini del paese ad occuparsi del centro civico del Piaggione, mentre a
Vallebuia, la scuola primaria sarà affidata ai genitori che si sono resi disponibili per
garantire interventi di miglioramento. A breve prenderanno vita altri due patti di
collaborazione, stipulati direttamente tra il Comune di Lucca e i cittadini interessati, per la
rigenerazione di beni comuni urbani da mettere a disposizione dell’intera comunità.

 

Prosegue così il percorso di “Lucca, città dell’amministrazione condivisa”, il progetto
avviato durante lo scorso mandato Tambellini ed entrato nella sua fase attuativa proprio in
queste settimane, con la consegna delle chiavi dell’ex scuola primaria di Santa Maria a
Colle, che diventa quindi la prima esperienza cittadina di amministrazione condivisa di un
bene comune.

 

In tutto, le proposte di collaborazione, raccolte dall’amministrazione
comunale durante il percorso partecipativo dei mesi scorsi, salgono a quota 35, ma gli
assessori Gabriele Bove e Ilaria Vietina contano di aumentare ulteriormente il numero,
così da trasformare la città in un laboratorio permanente da mettere a disposizione della
cittadinanza attiva. Proprio per questo motivo, al Foro Boario, il 15 novembre alle 21, si
terrà un incontro pubblico per illustrare il regolamento comunale sulla collaborazione tra
cittadini e amministrazione per la cura, la gestione condivisa e la rigenerazione dei beni
comuni (approvato all’unanimità dal consiglio comunale il 20 aprile scorso), le sue finalità,
le modalità e i criteri per la partecipazione.

 

L’obiettivo è coinvolgere quante più persone possibili nell’individuazione dei beni comuni e chiedere loro di avanzare ulteriori e nuove proposte per la cura, la rinascita e la gestione di tutti quegli spazi di socialità di proprietà comunale disseminati sul territorio e attualmente abbandonati o inutilizzati, siano essi immobili, parchi o aree verdi.

 

«Ciò che infatti caratterizza l’amministrazione condivisa – spiega l’assessora Vietina, che
nella scorsa consiliatura aveva seguito la nascita del progetto – non è solo l’immobile o lo
spazio pubblico in sé, ma la proposta ricreativa, culturale, sociale o sportiva che i cittadini
progettano e concretizzano per animare e rigenerare il luogo individuato. A diventare bene
comune, quindi, è proprio ciò che quel bene diventa grazie alle persone che lo
frequentano e che lo riportano in vita».

 

Oggi la sfida più grande dell’amministrazione è trovare cittadini interessati, che decidano
di organizzarsi in gruppi e di assumere la gestione di un bene comunale. «Il vero valore
aggiunto dell’amministrazione condivisa – conclude l’assessore Bove – sta nel fatto che,
oltre a migliorare la qualità della vita dei cittadini e a riqualificare i quartieri e i paesi, essa
ricostruisce i legami di comunità, crea senso di appartenenza, coesione sociale e libera
nuove energie. L’obiettivo adesso è andare a stuzzicare la fantasia, l’attivismo,
l’esperienza e i contatti di tutte quelle persone che abbiano voglia, tempo e desiderio di
costruire un progetto incisivo, semplice, bello e disponibile per tutti».

Inserisci il tuo commento

La tua e-mail non verrà pubblicata. compila tutti i campi obbligatori*

Se pubblichi stai dando il consenso alle regole di base , ai termini del servizio e alla normativa sulla privacy
Annulla
Lo Schermo.it pubblicita

.

Newsletter