#Prendiamoci…sul sesso – Chi è e in che modo può essere d’aiuto l’assistente sessuale?

#Prendiamoci…sul sesso – Chi è e in che modo può essere d’aiuto l’assistente sessuale?

LUCCA – Gentilissimi, oggi vi parlo della figura dell’Assistente Sessuale. Questo termine si riferisce ad una figura professionale che consente a persone con varia disabilità (fisico- motoria e/o mentale-cognitiva) di avere un’esperienza erotica, sensuale e/o sessuale, di accedere quindi alla sessualità. Si lavora attraverso massaggi, carezze, corpo a corpo, sperimentando il contatto e l’esperienza sensoriale, ma soprattutto lo scopo principale è fare da guida nell’educazione alla sessualità e all’affettività, dando suggerimenti sull’attività di autoerotismo, fino a stimolare e fare sperimentare il piacere sessuale attraverso il raggiungimento dell’orgasmo (si chiama “masturbazione assistita”). L’assistente sessuale non arriva ad avere un rapporto sessuale completo con la persona disabile (non c’è penetrazione), né effettua rapporti orali. Ad oggi la figura dell’assistente sessuale è posta di fronte a numerose e continue difficoltà e sfide, non solo a livello personale (fisicamente ma ancor prima psicologicamente) ma anche a livello relazionale, perché chi svolge questa professione rischia la discriminazione e il giudizio dell’opinione pubblica.

 

In Italia questa figura non è riconosciuta, mentre attualmente lo è in alcuni Stati europei tra i quali Olanda, Germania, Danimarca e Austria. Disabilità e sessualità sono, per molti, un binomio controverso; sicuramente ogni persona ha il diritto di dare un senso alla propria sessualità, perché non è solo un bisogno fisiologico, ma è un elemento che fa parte della costruzione della propria personale identità. La persona con disabilità è spesso considerata un eterno bambino, dove il legame simbiotico con la madre non si esaurisce mai, quindi è una persona del tutto priva di autonomia e indipendenza, perciò la madre può sentirsi in dovere di soddisfare tutti i suoi bisogni: un genitore può addirittura arrivare a masturbare il proprio figlio; accade molto più frequentemente di quanto si pensi e questo potrebbe provocare, nella persona disabile, un forte senso di colpevolezza. Ecco, la figura dell’assistente sessuale eviterebbe anche questo tipo di situazione invischiata e patologica.
Gli studiosi si dividono a favore e contro gli assistenti sessuali perché da un lato sottolineano l’importanza di ogni essere umano di entrare a contatto con la sessualità, dall’altra c’è il timore – specialmente con le disabilità mentali- che un approccio al sesso possa “destabilizzare” la persona.

 

Per qualsiasi dubbio o richiesta o anche spunto per i miei prossimi articoli, potete contattarmi privatamente al seguente indirizzo mail: info@nullpsicologaligeiazauli.it

 

Dottoressa Ligeia Zauli
Psicologa Clinica e Sessuologa

Inserisci il tuo commento

La tua e-mail non verrà pubblicata. compila tutti i campi obbligatori*

Se pubblichi stai dando il consenso alle regole di base , ai termini del servizio e alla normativa sulla privacy
Annulla
Lo Schermo.it pubblicita

.

Newsletter

Banner Geometra Online