Politiche 2018: partiti in fermento, ma Del Ghingaro che farà?

Politiche 2018: partiti in fermento, ma Del Ghingaro che farà?

LUCCA – Il toto-candidature continua e l’attesa da campagna elettorale sale, soprattutto sui social dove si assiste ad una vera e propria ansia da «eccomi sono qua» con vecchi e nuovi personaggi che disquisiscono intorno a qualsiasi tema possa anche lontanamente avere un ritorno in termini di voti.

 

Una delle sorprese degli ultimi giorni è la rosa delle candidature predisposta da Liberi e Uguali: e se è probabile che i nomi, ma soprattutto i listini del proporzionale, saranno blindati da Roma, è un dato di fatto che Giorgio Del Ghingaro, attuale sindaco di Viareggio, dato ormai per certo, non ne fa parte.

 

Un’assenza che tiene banco più delle tante presenze e che fa un rumore assordante tanto da far pensare ad un accordo con il Pd finalizzato a «non pestarsi i piedi a vicenda».

 

Non è superfluo ricordare che il Pd, dopo la sonora sconfitta alle amministrative del 2015, è da sempre fermamente all’opposizione nel consiglio comunale di Viareggio, città che per numero di abitanti, e quindi voti, è la seconda del collegio elettorale della Camera nel quale Baccelli si gioca il tutto per tutto all’uninominale: Viareggio diventa quindi determinante.

 

Intanto Del Ghingaro è stato nominato all’unanimità presidente della Conferenza dei sindaci della Versilia: a votarlo, se si esclude Pietrasanta commissariata e Forte dei Marmi, sono stati sindaci di area Pd.

 

E ancora, in Provincia il consigliere viareggino Luigi Troiso, uomo di Del Ghingaro e consigliere comunale della lista Sto con Viareggio, fa ufficialmente parte della maggioranza di Menesini: siede sui banchi fianco a fianco con i consiglieri del Pd, condividendone – almeno in linea teorica le scelte -, viene nominato nelle commissioni, riceverà probabilmente una delega.

 

Stesso dicasi sul tema “rifiuti” che da tempo tiene banco in Versilia e che pare vicino a una risoluzione.

 

In questa fase idilliaca di accordi e pacificazione, nella quale LeU non ritiene candidabile Del Ghingaro, che di fatto è il suo uomo migliore, può essere ipotizzabile uno scenario nel quale il sindaco di Viareggio, involontario ago della bilancia, appoggi il candidato del Partito Democratico?

 

Fra pettegolezzi da fantapolitica, non resta che aspettare le decisioni romane: il tempo stringe e a breve capiremo chi, cosa, quando e perché, di una fase che appare liquida e poco intellegibile com’è tipico all’inizio delle campagne elettorali.

 

2 commenti

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2 Commenti

  • Giovanni
    14 gennaio 2018, 13:06

    Ma come mai il nostro Tambellini non si fa piu’ sentire, a parte le solite presenze ad inaugurazioni, esternazioni ovvie antinaziste o altre attività di nessunissima utilità per la citta’ ?

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  • AMMONIO
    13 gennaio 2018, 04:06

    Come avevo ipotizzato Del Ghingaro non è impazzito. Per cui resterà, come giusto, a fare il sindaco.

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