Turismo e cultura risorse anche in bassa stagione

Turismo e cultura risorse anche in bassa stagione

LUCCA – Stasera la grande kermesse della Notte Bianca, poi gli eventi del Settembre Lucchese, il concerto degli Stones sugli spalti delle Mura e per finire la mostra dei Comics. Fino a tutto ottobre, il cartellone offre più di una occasione di richiamo. Ma la nuova amministrazione comunale si è posta il problema della stagione morta, da novembre (weekend del Desco e poco altro a parte) a marzo, quando la città diventa un deserto, spettrale e vuota non solo di sera?

 
In questi giorni si è assistito a dichiarazioni, anche condivisibili e interessanti, sulla volontà di allargare i progetti e le proposte culturali e turistiche alla città diffusa (nel territorio delle Sei Miglia e oltre) e almeno ai Comuni confinanti: è pensabile che queste buone intenzioni producano frutti già dalla bassa stagione in arrivo?

 
Sono temi su cui c’è da augurarsi che gli uffici e gli amministratori comunali siano concretamente e fattivamente al lavoro. Di carne al fuoco, volendo, se ne potrebbe mettere tanta. Partendo dal concetto – che sembra cominci a fare finalmente breccia – di puntare sulla valorizzazione dei tesori, della storia e della tradizione tipica della città, proprio nei mesi di minore affluenza occorrerebbe tirare fuori dal cilindro iniziative con forte identità e appeal legate al territorio. A partire magari da Puccini e i grandi lucchesi della musica. Risulta che qualcosa in questo senso si stia muovendo, tanto che si parla quanto meno di un armistizio, se non di collaborazione piena, tra la Fondazione Puccini, il Comune e il Teatro del Giglio da una parte e “Puccini e la sua Lucca Festival” di Andrea Colombini dall’altra. E si sentono voci di contatti con l’Istituto Boccherini che (anche in attesa di una statizzazione promessa dagli anni Settanta, ma mai arrivata) potrebbe assicurare al Comune una serie di concerti utili sia come banco di prova per gli studenti, sia come gradita forma di intrattenimento per turisti e amanti della musica in genere. Gli impianti, le scelte e le iniziative strutturali che, insieme a programmi definiti e di qualità, potrebbero ridare senso alla pretesa di ottenere per Lucca il titolo di “Città della Musica” sono con ogni probabilità una chimera, ma qualcosa di più organico e attraente per la musica si potrebbe davvero cominciare a fare.

 
E questi nuovi eventi potrebbero diventare un volano importante per l’eventuale pacchetto week-end con pernottamenti, pranzi e biglietti cumulativi per musei e manifestazioni a buon prezzo in grado di portare visitatori anche nella bassa stagione. Non si inventerebbe niente di nuovo, basterebbe diligentemente copiare quello che da molti anni fanno tante città d’arte del centro nord, forse non belle come Lucca, ma sicuramente più dinamiche e organizzate. Un esempio? Ferrara, ma basta andare su Internet per trovarne tante altre. In centri in cui amministrazioni, operatori del turismo e commercianti collaborano, i risultati arrivano. A Lucca si potrebbe cominciare a fare un tentativo, ad esempio, per assicurare sotto Natale iniziative di maggior tipicità, richiamo e qualità con una illuminazione omogenea e in sintonia con la struttura della città. E magari mercatini che non risultino la triste brutta copia dei tanti altri che si trovano a Natale ormai quasi in ogni centro, ma colpiscano per la novità della proposta legata alla realtà del nostro territorio. Tanto per essere chiari: le piste di pattinaggio su ghiaccio con Lucca non c’entrano niente.

 
Tornando poi al concetto di città diffusa e di collaborazione con i Comuni confinanti, sarebbe auspicabile constatare collaborazioni per far diventare ad esempio concreta la rete del verde che dovrebbe unire le manifestazioni di Lucca (Murabilia, VerdeMura, Orto Botanico) almeno con quelle di Capannori (Camelie) e Borgo a Mozzano (Azalea). O per arrivare finalmente ad una unica Fondazione Puccini che – raccordandosi anche con la Associazione Lucchesi nel Mondo che gestisce la casa museo della famiglia Puccini a Celle – unisca le forze per sinergie in grado di fornire proposte di qualità sia nei mesi invernali (a Lucca) che in quelli estivi (in Versilia). Senza trascurare l’apporto dei privati di “Puccini e la sua Lucca Festival”, e delle tante associazioni musicali.

 
Non dovrebbe essere poi impossibile, ricorrendo anche alla preparazione e all’esperienza del personale dell’ufficio turismo in passato alla Provincia, arrivare ad un calendario di eventi che copra tutto l’anno e, soprattutto, eviti concomitanza di grandi manifestazioni in Comuni vicini. Un calendario che dovrebbe avere i suoi capisaldi nelle iniziative permanenti, che si organizzano ogni anno nelle stesse date, da poter promuovere sul web e in ogni altro modo con largo anticipo, come avviene già per i Comics e il Summer Festival.

 
Accanto alle iniziative specifiche per turismo e cultura, di pari passo dovrebbe poi andare una più puntuale cura dell’immagine della città (ma siamo proprio sicuri, a proposito, che piazza Santa Maria Nera sia proprio il luogo adatto per mettere i cassonetti della nuova isola ecologica?) e nuove misure per far cessare i rischi di aggressioni e comportamenti violenti e incivili che si stanno invece moltiplicando anche di giorno e nelle zone più trafficate.

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1 Commento

  • Francesco Cerasomma
    26 agosto 2017, 19:18

    Sono un assiduo lettore degli articoli che pubblica Marco Innocenti e mi trovo sempre in sintonia con i suoi suggerimenti.
    Aggiungo che nei periodi morti, novembre/marzo, si potrebbe lanciare la proposta del congressuale, abbiamo location stupende come il San Romano, il San Francesco, la Cavallerizza, Palazzo Ducale, a questo bisognerebbe aggiungere anche momenti di svago per i congressisti come visite guidate sul territorio, le Ville storiche di Capannori, fattorie di Montecarlo con assaggio del vino e dei prodotti del territorio e momenti musicali Puccini su tutti.
    Penso che questo potrebbe avere un ritorno molto importante nel breve periodo con un pubblici molto qualificato.

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