Obiettivo Lucca di Marco Innocenti – Turismo culturale: proposta giusta, ma non bastano le parole

Obiettivo Lucca di Marco Innocenti – Turismo culturale: proposta giusta, ma non bastano le parole

LUCCA – “Lucca deve puntare sul turismo culturale”. Il ritornello, puntuale, è rimbalzato anche nei giorni del G7. Amministratori e politici ne hanno fatto un mantra, scoprendo l’acqua calda e non interrogandosi su come mai, ancora oggi, un’affermazione del genere rimanga tutto al più una dichiarazione di intenti.

 
Diciamo pane al pane e vino al vino. Non sarebbe giusto negare che qualche passo avanti verso l’obiettivo a parole perseguito da tutti negli ultimi anni è stato fatto. Ma non si può certo negare che le due grandi manifestazioni di rilievo internazionale, che promuovono e portano risorse essenziali alla città, con la cultura, la storia, la tradizione e la vocazione di Lucca hanno davvero poco a che fare.
Comics e Summer Festival sono due esempi di eccellenti intuizioni e di capacità imprenditoriali non comuni, da prendere ad esempio e mutuare anche per la vera promozione di cui ha bisogno la città. Lo staff che cura la rassegna dedicata al mondo dei cartoon, dei fumetti e dei giochi di ruolo e l’equipe che organizza il Summer sono di assoluto rilievo in fatto di managerialità e qualunque amministrazione avrebbe da guadagnare a sfruttarne le competenze anche per le proprie iniziative.

 
Teniamoceli cari eventi del genere, ma dobbiamo essere consapevoli che Tex e Nembo Kid non sono stati certo inventati a Lucca, né Elton John e le altre grandi star della musica leggera sono figli della nostra città, in questo campo ferma al periodo in cui il maestro Rinaldo Cozzoli spopolava a Sanremo, negli anni Sessanta, con la sua canzone “E’ mezzanotte” affidata Joe Sentieri, che si classificò al terzo posto.
Eppure centro storico e territorio circostante avrebbero tutto per attirare il turismo culturale, “di qualità”, che tutti dicono di volere e che sarebbe assai più sostenibile dell’assalto di massa che ha fatto rapidamente cambiare volto, in peggio, al tessuto commerciale e alla città nel suo complesso. Non è un caso che la questione sia al centro delle valutazioni e della proposta dei “Custodi della Città per gli Stati generali della Cultura”, i quali lanciano un appello alla riscoperta e alla valorizzazione proprio dell’enorme tesoro che possono offrire, anche ai fini turistici, la storia e la tradizione di Lucca.

 
“Il problema di partenza – sostengono i Custodi – non è pensare a quale città vogliamo offrire i turisti, ma quale città vogliamo noi lucchesi. Intendendo per città non solo il centro storico dentro le Mura, ma anche le periferie e le frazioni che collegano Lucca alle colline e alla Piana di Capannori. Il territorio delle Sei Miglia, insomma. La convinzione è che una città più abitata, viva e vissuta, dotata di funzioni e servizi, arricchita di un sistema museale capace di attrarre e che funziona, di eventi ben calendarizzati, coordinati e promossi possa assicurare il buon vivere dei cittadini, offrendo anche nuovi posti di lavoro, e far arrivare flussi di turismo sostenibili”. L’associazione mette in guardia dal rischio di avere un centro invaso dalle “mangiatoie”, come le chiama la Confcommercio, o dai negozi di chincaglierie varie e mutande per tutti i gusti. Non si vuole un centro storico che perde tutti i negozi di tradizione: almeno gli arredi andrebbero vincolati.

 
Non si vuole essere costretti a camminare in mezzo al puzzo di fritto, facendo lo slalom tra tavolini e gazebi che impediscono la visuale su scorci magici e monumenti. Non si vuole una città invasa dai risciò anche nella Ztl, sciatta, sporca, sguaiata e mal tenuta. Non si vuole una città-Disneyland che chiude sostanzialmente quando se ne vanno i gruppi del mordi e fuggi che arrivano alle 11 e ripartono, se va bene, alle 17 per andare a dormire a Montecatini, dove dormono a miglior prezzo. E che assume un aspetto spettrale, tranne che nel weekend, da novembre a Pasqua. Non si vuole un centro storico in cui le case non ospitano più le famiglie che ci vivono, ma vengono trasformate in affittacamere.
La convinzione dei Custodi è che solo una Lucca che ha memoria e cura di sé, ma si apre al nuovo e agli altri, una città viva e vissuta, anche da bambini e giovani, cuore degli affari, degli uffici, dei centri di studio, dei commerci e dell’artigianato accanto a palazzi, chiese e musei possa mantenere e accrescere anche l’appeal verso un turismo di qualità, compatibile. Si torna quindi al tema delle tema delle iniziative necessarie per affermare nel mondo l’immagine di Lucca come grande centro culturale.

 
“Bisogna innanzitutto puntare sulla consapevolezza e la fierezza di tutti per la fortuna di vivere in un museo a cielo aperto – aggiungono i Custodi -. Si potrebbero intanto mettere segnalazioni ai palazzi, ai manufatti, alle insegne e alle lapidi, con spiegazioni utili per lucchesi e turisti. Molti monumenti non hanno cartelli che dicano cosa sono, e tanto meno si può conoscere qualcosa di più delle tante immagini e lapidi che costellano le vie. Il vero cuore della conoscenza ritrovata, prima di tutto per i lucchesi, dovrebbe essere il museo della città in Palazzo Guinigi, in grado di offrire reperti e testi sulla storia di Lucca di 3.000 anni, visto che ci sono tanti documenti e oggetti recuperati dall’età del bronzo in poi. Tra l’altro l’archeologia, completamente bistrattata, è invece una grande attrazione proprio per il turismo qualificato”.

 
Pur continuando a proporre al meglio le rassegne dei Comics e del Summer, diventa allora una priorità mettere a sistema i tesori che Lucca ha in sé: Puccini e i grandi della musica e la rete del verde con i parchi del Nottolini e del Serchio (da rendere veramente tali, e liberandoli da discariche, cinghiali, vandali e ladri), i giardini delle ville storiche, le mostre Murabilia e VerdeMura, il paradiso dell’Orto Botanico, le mostre delle Camelie, dell’Azalea e di Santa Zita. Accanto, ovviamente, alla massima cura dei magnifici monumenti, dei complessi architettonici e delle opere d’arte (su tutte il sarcofago di Ilaria Del Carretto e il Volto Santo) di eccezionale valore.

 
Servono eventi e programmi da calendarizzare bene e promuovere meglio. Servono pacchetti che propongano concerti e opere, accanto a visite e itinerari ai luoghi dei grandi compositori lucchesi. Certo, Puccini su tutti. Servono sforzi ulteriori per arrivare ad un biglietto unico non solo per i beni del Comune, ma anche per quelli gestiti dalla Soprintendenza, dalla Curia e da altri enti. In tante altre città d’arte questa offerta c’è da molti anni: perché a Lucca non si riesce non solo a predisporla, ma nemmeno a riunire intorno a un tavolo tutti i soggetti interessati per cominciare a parlarne

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