Obiettivo Lucca di Marco Innocenti – Tante promesse elettorali diteci dove si trovano i soldi

Obiettivo Lucca di Marco Innocenti – Tante promesse elettorali diteci dove si trovano i soldi

E’ la seconda volta che “Lucca Capitale” viene copiata da altri. Evidentemente, il nome scelto da Marco Innocenti per la sua rubrica è molto gettonato. Anche se non ufficiale, la futura candidata per il momento non rilascia dichiarazioni alla stampa, sembra che una lista in appoggio a Donatella Buonriposi si chiamerà, appunto, Lucca Capitale. Dunque, per evitare qualunque fraintendimento, saremo noi a cambiare nome: da oggi la rubrica prende il nome di Obiettivo Lucca. 

 

LUCCA – Ci vorrà ancora tempo prima di conoscere i programmi dettagliati dei candidati alla carica di sindaco e delle liste che li sostengono, tra l’altro in aumento con l’annunciato arrivo della coalizione centrista che dovrebbe essere guidata dall’ex assessore Donatella Bonriposi, oggi dirigente scolastico provinciale. Già si cominciano però a sentire proposte e promesse che mirano ad attirare consensi. In molti casi sono idee giuste e necessarie, ma sono destinate a lasciare il tempo che trovano subito dopo le elezioni, come quasi sempre accade. A meno che chi annuncia questi progetti, non abbia fin d’ora verificato se e come reperire i finanziamenti necessari per attuarli. In questo caso, nell’interesse di tutti sarebbe conoscere entità e modalità d’impiego.
Certo, per grandi opere e grandi interventi si può sperare che davvero arrivino finanziamenti regionali e nazionali, o contributi decisivi da partner privati e soggetti come le fondazioni bancarie. Solo per ricordarne alcuni, pensiamo alla grande viabilità, al potenziamento della rete ferroviaria, alla riqualificazione dei cantieri, al recupero del mercato del Carmine, al nuovo ponte sul Serchio. Ma per altre opere che stanno a cuore ai cittadini i fondi a disposizione dei Comuni quasi sempre non bastano.
Si può al massimo operare, ed è già uno sforzo utile, selezionando meglio le priorità e destinando i pochi soldi a disposizione alle vere emergenze. C’è qualche candidato che non vorrebbe, ad esempio, rifare i manti stradali, dotare di impianti di illuminazione tutti i quartieri, aumentare il numero dei vigili urbani e le iniziative per garantire più sicurezza, abbassare i costi della sosta e magari consentire il parcheggio gratuito fuori della città almeno in alcuni periodi? E l’elenco potrebbe continuare a lungo.
Sarebbe però utilissimo – anche nell’interesse dei candidati, per ottenere credibilità – che accanto alle promesse venissero indicate le modalità di reperimento dei fondi necessari, quantificandoli e dicendo se, per caso, non andrebbero sottratti ad altri interventi.
I lettori ricorderanno, alle amministrative del 2007, il successo che riscosse la promessa di parcheggi gratuiti fuori delle Mura. Passato il voto, non si vide un atto che andasse in quella direzione, semmai il contrario.
Non c’è da stupirsi, gli esempi di comportamenti analoghi si sprecano. Un esempio? Appena un mese fa sembrava che i sindaci della Piana fossero decisi a presentare il conto alla Regione per la completa assenza di interesse sullo smog che avvelena l’aria. L’assessore regionale Federica Fratoni bacchettò anche il presidente della Provincia e sindaco di Capannori, Luca Menesini, che si era permesso di scrivere per la terza volta alla Regione perché, senza limitarsi a indicare la Piana come “maglia nera” per l’inquinamento, mettesse mano al portafogli per rendere possibili pratiche e azioni che portassero ad una riduzione concreta dello smog. Dandoci il carico sopra, il sindaco di Montecarlo, Vittorio Fantozzi, in un intervento non ebbe timore di dire, papale papale, che tutte le ordinanze per il traffico, il riscaldamento e gli abbruciamenti erano assolutamente inutili.
Menesini chiedeva fondi per potenziare il servizio di trasporto pubblico e aumentare il plafond per i contributi a chi cambia i vecchi caminetti con quelli di nuova generazione, meno inquinanti. Dopo lo scambio di lettere tra Lucca e Firenze, ennesimo incontro alla Regione con il solito risultato: zero, i cordoni della borsa non si aprono. Tanto arrivano i venti di Zefiro e la bella stagione e l’aria migliora da sé. Per l’espandersi e l’aggravarsi delle malattie dell’apparto respiratorio si può attendere l’autunno, quando ricominceranno gli sforamenti dei limiti di polveri sottili nell’aria e, c’è da giurarsi, i nuovi summit dei nostri amministratori per partorire altre ordinanze che nessuno rispetta e, soprattutto, che non danno risultato alcuno.
Quello che accade per la lotta allo smog potrà ripetersi anche per le promesse, che aumenteranno in maniera esponenziale da qui all’11 giugno? Per cacciare questa ipotesi, i candidati hanno un’arma eccezionale: dire la verità con assoluta trasparenza. Partendo dalla indicazione di come e dove troveranno i soldi per mantenere quello che promettono.
Per essere ancora più credibili, dovrebbero anche cominciare subito, e non dopo il voto, a rendere pubblici i finanziamenti ottenuti, e da chi, per la campagna elettorale. Anche questa è una promessa fatta da più di un candidato, e non solo stavolta.

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1 Commento

  • massimo di grazia
    1 aprile 2017, 17:12

    Caro Marco, hai perfettamente ragione quando dici che i candidati per essere credibili dovrebbero anche dire come, dove e a scapito di chi reperire i finanziamenti necessari ai loro programmi. E’ un po il vizio che hanno anche i leader nazionali di tutti i partiti quando parlano di reddito di cittadinanza (grillini) o di flat tax al 20% per tutti (Berlusconi) o di riduzione delle attuali tariffe Irpef (PD), facendo finta di dimenticare che, finché restiamo in Europa, siamo soggetti ai vincoli di bilancio imposti dai trattati e quindi le tasse non potranno mai abbassarsi, visto l’altissimo debito pubblico Italiano, ma anzi, con il quasi certo rialzo dei tassi, saranno destinate ad aumentare.
    Quanto alla lotta allo smog, ti confesso che sono tentato di dare ragione a Fantozzi: credo che le ordinanze di limitazione del traffico o il divieto di accendere fuochi siano solo provvedimenti di facciata, volti più che altro a pararsi le spalle.
    Per combattere veramente lo smog, consiglio a tutti di fare come me, che mi muovo quasi esclusivamente in bicicletta o tutt’al più in motorino e limito l’uso della macchina a quando è assolutamente indispensabile. E ad accendere il riscaldamento solo dopo il 15 di novembre, tenendolo al massimo a 15 gradi e a spengerlo entro il 15 di marzo. Quando lavoravo ancora in comune e con una delegazioone i colleghi mi recai dal sindaco di allora per perorare l’accensione dei termosifoni a Palazzo Orsetti, questi mi rispose papale papale :"finchè il freddo si può combattere con calzettoni e maglioni, calzettoni e maglioni!". E’ il consiglio che do io ai miei figli quando si lamentano.
    Cordiali saluti.
    Massimo di Grazia

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