Smog in agguato, ma Lucca è all’anno zero

Smog in agguato, ma Lucca è all’anno zero

LUCCA – Quanto reggeranno ancora le correnti che hanno graziato la conca della Lucchesia e della Media Valle del Serchio dall’assalto dello smog, che copre invece da giorni le regioni del centronord, con valori terrificanti al punto da indurre qualche sindaco (Torino) a consigliare i cittadini di non uscire di casa e di tenere chiuse porte e finestre? Alla luce del niente o quasi che è seguito ad oggi a tutti gli impegni di superare le insufficienti e inapplicate ordinanze per limitare le polveri sottili nell’aria, non c’è da essere ottimisti. Soprattutto quando i notiziari Tv e i giornali pubblicano notizie come questa, riprese dal sito “Ok Salute e Benessere”, secondo il quale l’inquinamento è causa di una morte su sei.

 

Dice il sito: “Un killer silenzioso, ma ben visibile dallo spazio, come testimonia l’ultima foto che ci è arrivata dalla Stazione spaziale internazionale, in cui si vede la Pianura Padana coperta da una nube grigio-bianca, un misto di inquinamento e nebbia. Lo smog uccide: nel mondo è responsabile di una morte su sei e solo nel 2015 sono state 9 milioni le persone morte a causa delle patologie provocate dall’inquinamento. Malattie cardiovascolari, respiratorie, tumori o gravi infezioni: gli effetti dello smog sul nostro organismo sono devastanti e a pagarne il prezzo maggiore, secondo i dati pubblicati sulla rivista Lancet, sono le aeree a sud del mondo. Le zone più critiche sono infatti il Pacifico Occidentale, l’area del Mediterraneo, i Paesi sub-sahariani e il Sudest asiatico”. E ancora: “Come si legge nei dati emersi dallo studio della Commission on Pollution and Health”, l’inquinamento atmosferico “inteso come esterno da smog e interno (generato dall’utilizzo domestico di combustili fossili), è responsabile di 6,5 milioni di morti ogni anno per malattie cardiovascolari e respiratorie”.
Rimanendo a Lucca e ai comuni della Piana (a cui si aggiunge Bagni di Lucca, dove la centralina di Fornoli registra frequenti sforamenti dei limiti di legge per le polveri sottili Pm10), nei mesi scorsi emerse che quest’area contribuisce, e non poco, ad aumentare il rischio che l’Unione Europea sanzioni l’Italia per non aver rispettato gli impegni ad abbattere progressivamente l’inquinamento atmosferico. Nel panorama nazionale la nostra Piana è al top per gli sforamenti, con altre aree come le province di Pistoia, Prato e Firenze.

 

Stanco del bla-bla dei colleghi sindaci che non avevano saputo fare altro che ricorrere alle solite ordinanze-palliativo e a vane lettere alla Regione di richiesta di considerazione e aiuto (ben poco sostenute dagli amministratori mandati a Firenze dagli elettori lucchesi), era stato quindi il sindaco di Montecarlo, Vittorio Fantozzi, a tentare di suonare la sveglia, ammettendo il fallimento delle iniziative attuate fino a quel momento. In una lettera appello, Fantozzi aveva scritto che le misure prese, visti i risultati, erano “evidentemente mal congegnate e non comprese dalla popolazione. Sappiamo di essere posti innanzi ad un problema che non si può circoscrivere né ad un singolo comune né imputare ad una singola causa – aveva aggiunto – e di come non abbia senso per il presente o per il futuro disquisire delle responsabilità di questo stato di cose, dobbiamo soltanto renderci consapevoli di quanto sia necessario ed urgente prendere decisioni di natura strutturale, assai più incisive della vana politica del divieto, ma non per questo drastiche, per le quali occorre, oltre al ricorso a risorse economiche importanti, il concorso responsabile di tutto ciò che è il territorio, dalla politica alla comunità all’impresa”.

 

Fantozzi aveva invitato quindi i sindaci della Piana “a ritrovarsi quanto prima in seduta comune, di quelle permanenti che si sciolgono soltanto a risultato computo, perché cambiando passo, come si conviene, aprendo questo fronte a tutte le forze vive delle nostre comunità, affinché si inneschi un processo atto a risolvere un problema che ha la precedenza assoluta su ogni altro, dove alla tutela dell’ambiente e della salute di ciascuno di noi si lega, inesorabilmente, anche quello del nostro sviluppo economico e benessere sociale”.

 

Nell’attesa di vedere quali effetti concreti abbia suscitato la lettera di Fantozzi, torniamo a porre agli amministratori di Lucca e della Piana domande alle quali non si sono degnati finora di dare risposta, anche se i sindaci sono tra l’altro i responsabili della salute pubblica. Può darsi che siano ritenute domande banali e fuori luogo, non degne di attenzione, ma non è da escludere affatto che possano essere invece condivise da una gran quantità di cittadini-elettori. Vediamole di nuovo.
1) Cosa vieta, e si è mai provato, di fare un accordo tra Comuni, ministero e Polstrada per controlli mirati e costanti al fine di togliere dalle strade i veicoli diesel più inquinanti?
2) Cosa impedisce di coinvolgere le società del gas in una politica che incentivi e sostenga le famiglie che intendono passare dal riscaldamento a legna del caminetto a quello a metano, invece di chiedere cifre insostenibili per mettere la tubatura necessaria per gli allacciamenti?
3) Cosa frena il sistematico controllo del rispetto dei limiti di temperatura negli uffici pubblici? E’ un problema di impianti centralizzati e di programmazioni rigide? Non si può, in questo caso, affrontare e risolvere la situazione?
4) E’ sistematica la chiusura del riscaldamento nei giorni in cui questi uffici, o scuole, sono chiusi?
5) Cosa frena un maggior numero di verifiche attente sul reale impatto delle centraline a biomasse che stanno spuntando come funghi?
6) Quali intoppi ci sono e come si possono accelerare i lavori nei cantieri per la realizzazione del secondo binario tra Lucca e Pistoia? E cosa si fa per agevolare il ricorso alla ferrovia per il trasporto del prodotto delle aziende, come ha fatto la cartiera Lucart, che ha spostato su rotaia parte del trasporto di materia prima e prodotto finito?
7) Cosa si fa per stare col fiato sul collo dell’Asl perché certifichi, con una seria indagine epidemiologica, l’incidenza delle polveri sottili nelle malattie dell’apparato respiratorio e cardiovascolare e indichi tutti i possibili provvedimenti per una campagna di prevenzione? Si è mai fatta una richiesta del genere ai vertici della sanità pubblica e alla Regione?
8) Perché non si preme sulla Regione perché potenzi il personale dell’Arpat per incrementare i controlli sulle emissioni delle attività industriali e artigianali, grandi e piccole?
9) Si ritiene ancora corretta la scelta di realizzare gli assi viari e il nuovo ponte sul Serchio? C’è la certezza documentata che contribuiranno a diminuire lo smog, invece di limitarsi a spostarlo in altre zone? Cosa si fa, in ogni caso, per risolvere i problemi che, per ora, fanno continuamente slittare le tempistiche per le realizzazioni annunciate?
10) Quanti controlli si sono fatti, e con quali risultati, per verificare il rispetto delle ordinanze sulle targhe alterne e lo stop degli abbruciamenti nelle campagne e dell’uso di caminetti non a norma?
11) Quante persone hanno chiesto e ottenuto contributi pubblici per cambiare i vecchi caminetti inquinanti con quelli di moderna generazione?

 

In primavera Capannori era tornata a chiedere l’intervento e l’aiuto economico della Regione per poter mettere in campo azioni concrete e strutturali da realizzare nel medio e lungo periodo, per contrastare realmente il fenomeno delle pm10 e migliorare la qualità dell’aria. Dopo le due poco considerate lettere inviate dal sindaco Luca Menesini al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi in cui chiedeva per Capannori e la Piana di Lucca, area maglia nera in toscana per la qualità dell’aria, risorse per realizzare misure che incidano realmente sull’inquinamento atmosferico, l’assessore comunale all’ambiente

 

Matteo Francesconi – anche a nome dei Comuni della Piana che hanno realizzato il Pac intercomunale – aveva portato nuovamente la questione al tavolo regionale sulla qualità dell’aria. Tavolo che stava lavorando alla stesura di un piano regionale sulla qualità dell’aria, che doveva essere approvato entro l’estate. “La situazione della qualità dell’aria nella Piana di Lucca è davvero preoccupante – aveva spiegato l’assessore Matteo Francesconi -. Dal 1° novembre 2016 si sono verificati ben 54 sforamenti dei valori di pm 10 consentiti dalla legge e sono state emesse 8 ordinanze relative ai divieti di circolazione e spegnimento dei caminetti. Crediamo che accanto alle limitazioni alle azioni dei cittadini sia giunto il momento di mettere in campo politiche e misure lungimiranti che vadano realmente ad incidere sul miglioramento della qualità dell’aria nel nostro comprensorio nel medio e lungo periodo. Ma non possiamo farlo da soli. Per questo al tavolo regionale sulla qualità dell’aria abbiamo rinnovato la richiesta di fondi da destinare al nostro territorio per realizzare azioni di contrasto del fenomeno delle polveri sottili. Insieme agli altri Comuni della Piana abbiamo fatto finora la nostra parte.

 

“Siamo stati fra i primi a dire basta agli interventi tampone, per puntare su un’articolazione strutturale, che fosse capace di incidere realmente sulle Pm10. Per questo abbiamo realizzato un Pac intercomunale, in modo che i nostri cittadini avessero uguali misure di lotta allo smog. Il Comune di Capannori ha poi istituito incentivi per la trasformazione dei caminetti aperti in termocamini ad alto rendimento termico e un servizio gratuito di ritiro del verde a domicilio, sottraendo grandi quantità di sfalci e potature all’abbruciamento. Crediamo che anche la Regione debba ora fare la sua parte, affinché la lotta alle pm10 diventi sempre più efficace e si migliori la qualità della vita dei cittadini. Al tavolo abbiamo anche proposto alcune delle misure che riteniamo possano essere efficaci a questo scopo. Sicuramente è necessario incentivare la mobilità sostenibile e quindi anche il trasporto pubblico e il miglioramento dei sistemi di riscaldamento degli edifici”.

 

Secondo l’amministrazione comunale di Capannori “ai fini della mobilità sostenibile è necessario ampliare le tratte e le fasce orarie del trasporto pubblico da realizzare con mezzi sempre meno inquinanti, per consentire ai cittadini di poter lasciare a casa la propria auto. Tra le proposte anche l’attivazione di tariffe agevolate per il trasporto pubblico riservate a studenti della scuola dell’obbligo, giovani ed anziani. Da incrementare, inoltre, la rete delle piste ciclabili e da realizzare un sistema di bike sharing”. Accanto a questo il Comune ritiene importante “installare sul territorio un numero adeguato di punti di ricarica per auto elettriche e promuovere il car pooling, riducendo la circolazione di auto attraverso la condivisione degli spostamenti per chi si reca a scuola e al lavoro. Di fondamentale importanza anche proseguire nell’incentivare il miglioramento dei sistemi di riscaldamento degli edifici fornendo contributi economici per l’installazione di termocamini, pompe di calore ed altri impianti ecologici”.

 

Parole condivisibili. Ma non piangerebbe nessuno se i nostri amministratori comunicassero intanto come andiamo sul piano dei fatti, quali iniziative sono partite e con quali risultati. A partire dal piano concreto che doveva essere pronto entro l’estate.

Lo Schermo.it pubblicita

.

Newsletter

Banner Geometra Online