Sicurezza a Lucca, dannosi pregiudizi e imbarazzi

Sicurezza a Lucca, dannosi pregiudizi e imbarazzi

LUCCA – La sicurezza non è né di destra, né di sinistra. E’ un requisito fondamentale per la convivenza civile di ogni comunità, piccola o grande che sia. E sarebbe opportuno, utile per tutti che cessasse il gioco delle parti che, per evidenti quanto miopi fini politici, cercano da una parte di soffiare sul fuoco, dall’altra di minimizzare. Poco importa sapere se l’oggettivo aumento di episodi di violenza può favorire i partiti di destra, o se la sinistra deve assumere atteggiamenti da sceriffo per evitare un tracollo alle prossime elezioni a chi rischia di trovarsi i ladri in casa mentre dorme; o di trovarsi in mezzo a spiacevolissime e pericolose situazioni alla stazione, nell’area del Luna Park, o in precisi punti del centro storico come Porta S. Pietro e della periferia come il Parco Fluviale; o di subire aggressioni mentre passeggia (non solo di sera e non solo in luoghi isolati) o mentre segue un evento o partecipa ad una festa; o di non poter più banalmente reagire a offese e frasi aggressive, o ad altri comportamenti provocatori.

 

Il commento più comune è “non se ne può più”. Non farebbe male tenerne conto.
La gente, a Lucca come altrove, non vorrebbe assistere all’eterno e sterile scontro politico: chiede azioni concrete e non slogan o promesse. Solo chi vuol far credere che Cristo è morto dal sonno può negare che la percezione del rischio sta crescendo, e non solo per la presenza di un sempre più consistente numero di migranti, additati da più parti come i principali responsabili del clima che si è creato. A delinquere, a mettere in discussione la nostra sicurezza sono anche tanti, tantissimi italiani. Come ha detto di recente Pieraccioni, a cominciare a volte dai nostri giovani, tra i quali non mancano i maleducati ormai fuori controllo da parte delle famiglie, capaci in certi casi di agire con prevaricazione e violenza.

 

Burocrati di Stato e vertici delle forze di polizia si stupiscono se le cronache danno conto di una rissa, di una coppia aggredita per strada, di aggressioni da parte di singoli e gruppi, non solo perché drogati o ubriachi. Eppure sono proprio questi i fatti che aumentano la sensazione di insicurezza delle famiglie e delle persone già turbate dalle irruzioni nelle case, dalle rapine, dagli scippi, dagli accoltellamenti e, purtroppo, dalle violenze e dagli omicidi. E’ di destra dire che, anche a Lucca, sono tante le persone che non si sentono più tranquille a girare per strada? Che non hanno grande fiducia nella rete di telecamere, che non possono da sole dare i mirabili frutti promessi? Che vorrebbero vedere il territorio più battuto e presidiato? Che spererebbero che la polizia municipale fosse sensibilizzata a far rispettare le tante ordinanze del Comune in materia di sicurezza e di comportamenti rispettosi, di fatto meno efficaci delle grida manzoniane?

 

E’ di sinistra sostenere che la sicurezza aumenta, anche nella percezione, quando una città è organizzata in maniera tale che, anche di sera, le strade e i luoghi pubblici sono pieni di gente? Perché sulle Mura, e nel resto della città, si può con una certa tranquillità passeggiare anche dopo cena d’estate, quando sono frequentatissime a tutte le ore, mentre è assolutamente sconsigliabile avventurarsi da soli in altri periodi in cui sono semideserte e si rischiano brutti incontri? Sono queste le domande vere che si fa la gente, e secondaria appare l’influenza, che comunque non manca, sulle scelte che i cittadini faranno al momento del voto.

 

In passato ha dato ottimi risultati il lavoro di collaborazione tra forze di polizia di diverse città con scambio di dati, informazioni e invio di task force nelle zone più a rischio. Ottenendo anche il sostegno dei cittadini (il controllo di vicinato può essere un utile deterrente), fu ad esempio in questo modo che si riuscì a smantellare la “banda dell’autostrada”, un gruppo di feroci pendolari del crimine che seminava sangue nelle rapine nelle ville e nelle case lungo l’asse della Firenze-Mare, da Prato a Pistoia, Montecatini, Lucca, Viareggio e Pisa. Sinergie del genere non dovrebbero essere l’eccezione, ma la norma. Accanto a politiche che mirino e ottengano il risultato di portare più gente possibile in strada in ogni periodo dell’anno, evitando ad esempio che nel centro storico e in periferia da dopo i Comics cali il solito, pericoloso coprifuoco.

 

Non è facile trovare la soluzione, ma si può almeno tentare. Intanto, per favore, smettiamola di stupirci se vediamo tornare subito in libertà tanti delinquenti appena fermati. I magistrati applicano leggi fatte dal Parlamento, quasi sempre scritte malissimo, contorte, ambigue e inevitabilmente soggette alle più diverse interpretazioni. Non si può in assoluto escludere che un giudice possa sbagliare, o semplicemente agire con superficialità. Ma si deve pretendere che leggi palesemente colabrodo vengano corrette e scritte come si deve. Negli ultimi decenni hanno governato destra e sinistra e tutti hanno le loro responsabilità. Se le assumano e lavorino come si deve in Parlamento.

 

Marco Innocenti

 

1 commento

Inserisci il tuo commento

La tua e-mail non verrà pubblicata. compila tutti i campi obbligatori*

Se pubblichi stai dando il consenso alle regole di base , ai termini del servizio e alla normativa sulla privacy
Annulla

1 Commento

  • Guglielmo Sonnenfeld
    4 settembre 2017, 20:09

    La sicurezza, intesa come condizione collettiva, nasce a mio avviso, dalla piena consapevolezza dei grandi fenomeni che stanno attraversando la nostra terra. Mi sembra che senza assumere come dato di partenza questo elemento prevalga l’uso strumentale dei fenomeni. Situazione che ci induce ad alzare il livello e gli investimenti negli "apparati di sicurezza" avviando un circolo vizioso avente sullo sfondo un’unica soluzione che tutti diciamo di voler scongiurare, a parole.

    RISPONDI
Lo Schermo.it pubblicita

.

Newsletter

Banner Geometra Online

Twitter