Partita la caccia ai candidati carismatici

Partita la caccia ai candidati carismatici

LUCCA – Candidati autorevoli, stimati e radicati nel territorio cercansi per vincere nei collegi uninominali, dove è prevedibile uno scontro almeno a tre tra le liste in corsa in lucchesia.

Anche se c’è sempre più diffidenza nei confronti delle indicazioni dei sondaggi, i risultati che al momento danno le rilevazioni comunque disposte dai partiti indicano sostanzialmente un quadro di grande incertezza, con Pd, M5S e centrodestra in grado di affermarsi nei collegi il cui esito sembrava più scontato, a vantaggio del centrosinistra. I vari istituti interpellati danno valutazioni non omogenee, a favore dell’una o dell’altra lista, e il dato è ancora poco attendibile in assenza di nomi certi per le candidature. Ma i giochi sembrano in ogni caso aperti, tanto che i big delle varie forze sono a caccia di posti sicuri anche, se non soltanto, nelle liste bloccate.

 

A complicare il quadro c’è anche la conformazione dei collegi che uniscono Lucca a parte della Versilia e dell’area pistoiese, zone nelle quali i partiti rivendicano con forza una loro rappresentanza non soltanto lucchese. Tutte componenti che già fanno intravedere uno scontro senza esclusione di colpi nelle forze politiche, anche per le ambizioni di personaggi che non hanno alcuna intenzione di passare la mano e di uscire dalla scena, i quali dovranno vedersela con rampanti outsider in arrivo dalla società civile e dalle liste civiche.

 

In assenza di uno straccio di criterio che abbia la parvenza della democrazia e della vera partecipazione, alla fine a decidere le candidature saranno al solito i pochi potenti ai vertici delle liste. E sarà da vedere anche quanto conteranno le scelte fatte dalla base, sul web. nelle parlamentarie del M5s, convertitosi peraltro alla ricerca di candidati autorevoli non necessariamente militanti.

 

Lo scontro vero all’interno delle varie aggregazioni sarà alla fine il braccio di ferro tra chi prova a riproporre vecchi schemi e solide spartizioni di potere, con posti da assegnare comunque ad esponenti fidati e fedeli,  e quanti tentano di scardinare un sistema che si perpetua ingegnandosi in ogni modo per strappare la candidatura.

 

Nel Pd a rendere meno scontate le decisioni sono le ambizioni di più di un renziano per i collegi che non vedranno la sicura presenza del senatore uscente Andrea Marcucci, braccio destro del segretario del partito. Tanti i nomi che girano per le candidature: dal consigliere regionale Stefano Baccelli, il più gettonato, al sindaco di Porcari Alberto Baccini, a quello di Borgo a Mozzano, Patrizio Andreuccetti. Fuori dalla mischia si dichiara invece il sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini il quale, con coerenza e rispetto per l’impegno preso con gli elettori, intende portare a fine il mandato cercando di tenere insieme una coalizione nelle quale sono presenti anche forze della sinistra che potrebbero risentire, dopo il voto, dell’aria di rottura che si respira in campo nazionale. Non sembra semplice che, in questo quadro, alla fine il Pd possa davvero decidere di cercare candidature carismatiche nella società civile.

 

A rendere complicata la vittoria dei dem nei collegi uninominali potrebbero essere non solo il recupero evidente del centrodestra e la forza del M5S, alle politiche assai superiore rispetto alle amministrative, ma anche la presenza di candidati della sinistra di “Liberi e Uguali”. Uno in particolare il nome che circola come possibile candidato di questa lista: Giorgio Del Ghingaro, sindaco di Viareggio (e prima di Capannori) a cui il Pd si è sempre ostinato a non rinnovare la tessera e che è molto vicino al presidente della Regione Enrico Rossi. Il fatto di essere approdato in Versilia consente oltretutto a Del Ghingaro di avere una forte visibilità sia a Viareggio e dintorni, sia a Lucca. Un elemento che lo rafforza al punto da obbligare il Pd a considerare la possibilità di un recupero in extremis, se non come candidato, con qualche altra moneta di scambio che lo tenga lontano da una presenza nel collegio, in grado di sottrarre voti decisivi proprio al candidato dem.

 

C’è anche un altro sindaco, non più di stretta osservanza Pd, a creare qualche apprensione nei dem: Andrea Tagliasacchi, primo cittadino di Castelnuovo, che già aveva creato turbolenze prospettando una sua possibile candidatura a sindaco di Lucca, in alternativa a quella di Alessandro Tambellini. L’ipotesi alla fine era rientrata, ma non viene escluso che ora Tagliasacchi possa avere l’opportunità di trovare una candidatura al Parlamento che gli consentirebbe, in caso di elezione, di finire comunque il mandato a Castelnuovo, scelta impossibile se fosse diventato davvero sindaco di Lucca.

 

Da vedere poi quali saranno più in generale le scelte della sinistra, nella quale ci sono componenti che mirano ad aprire davvero alla società civile, puntando su candidati di rilievo, non necessariamente militanti di lunga data. Gente che potrebbe sottrarre al Pd voti importanti, ma forse non disposta a mettere la faccia in una partita che non ha reali possibilità di essere vinta. Scelta che però potrebbe cambiare, se all’esponente della società civile venisse garantito anche un seggio più o meno sicuro.

 

Nemmeno nel centrodestra però il quadro è piatto. Ad oggi per i collegi si parla di candidature forti, in grado di strappare la vittoria al Pd, come quella della parlamentare Deborah Bergamini (da sempre braccio destro di Silvio Berlusconi)  e di esponenti di spessore regionale. Soprattutto, questi, per il collegio che unisce la Piana di Lucca al versante pistoiese. Una prospettiva accettata non con particolare entusiasmo dagli organi e dagli esponenti lucchesi di Forza Italia, ammesso che alla fine sia questo partito a scegliere il candidato della coalizione di centrodestra, nella quale soprattutto Fratelli d’Italia rivendica l’indicazione di propri esponenti. A complicare la situazione c’è anche la prevista scesa in campo delle due liste civiche formatesi nella primavera scorsa a sostegno della candidatura a sindaco del giornalista Remo Santini, battuto da Tambellini al ballottaggio per una manciata di voti. E’ proprio di questi giorni un intervento mirato di queste liste civiche che contestano la scelta di avere nei collegi della Lucchesia personaggi paracadutati da Roma (ma Bergamini è versiliese e da sempre ha un radicamento anche locale) o da Firenze. Difficile che sbaglino allora quanti valutano la possibile presenza di Santini nella gara per strappare una candidatura.

 

Assai fluida è la situazione anche nel M5S, alle prese con la modifica delle regole interne che consentono di attingere anche fuori dall’area dei militanti e del web. Accanto alle autocandidature annunciate dell’ex consigliere comunale Laura Giorgi e di attivisti come Paolo Pescucci e Laura Rocci, si parla di una disponibilità arrivata dal mondo dell’imprenditoria. E potrebbe non essere l’unica in arrivo tra i pentastellati i quali, a differenza di quanto accade nelle amministrative,  mostrano di avere nelle politiche una percentuale di voti che potrebbe davvero consentire di conquistare i collegi. Ecco perché diventa allora fondamentale la qualità, lo spessore e l’appeal della candidatura: una scelta tutta interna e di limitato respiro potrebbe pregiudicare un successo possibile dei Cinquestelle.

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