Obiettivo Lucca – di Marco Innocenti. Parchi e verde da favola trascurati: candidati, quali programmi avete?

Obiettivo Lucca – di Marco Innocenti. Parchi e verde da favola trascurati: candidati, quali programmi avete?

LUCCA – Il parco del Nottolini con il suo splendido acquedotto monumentale immerso nel verde, dal Tempietto di San Concordio alle pendici dei Monti Pisani, a Guamo, fino alle prese delle Parole d’Oro.  Un gioiello, certo, giustamente al centro dell’interesse del Fai che, in collaborazione con enti e fondazioni, gioca la carta del reale recupero per cancellare i segni dell’usura e gli attentati – sì, veri e propri attentati – portati dalle discariche abusive che rispuntano un attimo dopo che sono state rimosse. Fa piacere tanta attenzione, ma, in tempo di campagna elettorale, stupisce un po’ lo spazio quasi marginale dato da candidati e forze politiche al ruolo del verde per la città e il territorio.

Non solo per lo svago e il benessere dei lucchesi, ma anche per la fenomenale attrazione che parchi e verde esercitano verso il turismo, in particolare quello di “qualità” che si vorrebbe richiamare. Da 40 anni gli architetti che lavorano agli strumenti urbanistici del Comune (Gilberto Bedini ne è testimone) suggeriscono nelle loro proposte di mettere a sistema il parco del Nottolini e quello fluviale, ideali collegamenti nel verde tra la città e le colline. Risultato: discariche ovunque; scheletri cadenti all’ingresso, come biglietto da visita (la ex Gran Guardia a Monte San Quirico e il Tempietto a San Concordio); piste ciclabili e pedonali invase dalle auto; panchine, giochi e arredi danneggiati e divelti; rischio costante di furti; possibili incontri con i cinghiali padroni dell’alveo e dei campi coperti di rovi, ideale nascondiglio e protezione per gli ungulati.

Se altre nazioni e altre  città disponessero di parchi del genere, c’è da giurare che sarebbero mantenuti in ben altro modo. Ma la cultura del verde a Lucca non attecchisce.  Non solo si è fatto di tutto per cancellarlo dalle periferie invase da quantità assurde di condomini e nuove costruzioni semidisabitati, in luoghi spesso non provvisti nemmeno della rete dell’acquedotto, della fognatura e del metano. Nulla si  è mai fatto nemmeno per dare seguito ai tanti impegni presi dalle amministrazioni comunali e provinciali degli ultimi quindici anni, che assicuravano iniziative per creare quella “rete del verde” che doveva riqualificare i parchi, rilanciare alla grande l’Orto botanico e mettere a sistema le iniziative sparse nel territorio in diversi periodi: Mostra delle Camelie, VerdeMura, Mostra dell’Azalea, Murabilia, Santa Zita. Il tutto collegato ai parchi splendidi, e visitabili, di tante ville storiche sulle colline.

E’ vero, un passo avanti si è fatto: per il verde (e l’intero complesso) delle Mura. Ma il risultato è stato possibile essenzialmente grazie ai fondi e all’organizzazione dei lavori della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Che però ha già fatto sapere che adesso la manutenzione spetta al Comune e all’Opera della Mura.  A partire dal paramento, nel quale già ricominciano a crescere le piante infestanti che lo avevano sgretolato in più punti. Il presidente dell’Opera, Alessandro Biancalana, aveva quantificato in circa 60.000 euro il costo annuo per la rimozione delle erbacce. E’ prevista questa spesa nei bilanci?

Allora, candidati sindaci e liste collegate: volete spiegare alla città cosa intendete fare per la “rete del verde”?

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