Mercato del Carmine: gara per il gestore unico

Mercato del Carmine: gara per il gestore unico

LUCCA – Un gestore unico che, oltre al canone, si accolli anche i lavori per ultimare il recupero del mercato, che il vincitore della gara otterrà in concessione per 30 anni. Sembra questa la scelta finale dell’amministrazione per il rilancio del Carmine, per il quale gli uffici comunali stanno lavorando al fine di completare il bando di gara.

 

Nonostante l’arrivo delle elezioni consenta a volte di vedere miracoli di velocità, non pare però che il bando possa essere pronto prima della primavera-estate.

 

Punto chiave, come più volte ha ricordato il sindaco Alessandro Tambellini, sarà la scelta di escludere l’arrivo di un supermercato alimentare, non del tutto bandita dalla originale stesura del masterplan. Una struttura di media distribuzione, possibilmente di un grande marchio che faccia da traino, avrà tuttavia a disposizione circa mille metri quadrati nella ex chiesa tra piazza del Carmine e via San Gregorio, alla quale si accede dalla piazza e nella quale sono in corso i lavori di consolidamento e recupero finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio che, in totale, ha per ora investito nell’intervento 3,5 milioni di euro.

 

L’obiettivo è ridare alla città un cuore pulsante di attività e presenze come era negli anni Sessanta, quando il Carmine era il vero mercato dell’ortofrutta e dell’agro-alimentare. Non è passata invece l’idea di trasformarlo in un’area destinata alla ristorazione, nemmeno riservando agli eventuali ristoranti di ogni genere (sull’esempio del mercato di San Lorenzo e di tanti altri) un solo piano.

Una scelta troppo mirata al turismo, certamente non gradita tra l’altro all’esercito di ristoratori che già operano nel centro storico.

 

Per l’amministrazione, l’ideale sarebbe in ogni caso l’arrivo di un punto vendita di grande richiamo. Per fare qualche esempio, nel campo dell’abbigliamento potrebbe essere un negozio come Zara, oppure, nell’ambito dei prodotti per la casa, un esercizio come Coin. Ma i 556 metri dell’area destinata a questo tipo di grande distribuzione – assicura anche l’assessore Valentina Mercanti – non saranno destinati all’ennesimo supermercato di generi alimentari. Il nuovo negozio potrà tra l’altro avere a disposizione anche un grande soppalco, che farebbe in pratica quasi raddoppiare l’area di vendita e di esposizione.

 

Altri punti fermi sono gli spazi lasciati ai negozi di vicinato, in particolare a quelli esistenti, che potranno rimanere a condizioni agevolate. Per gli attuali titolari sono previste clausole di salvaguardia, anche come segnale di riconoscenza per lo sforzo e i sacrifici sopportati per mantenere in vita un centro commerciale che altrimenti sarebbe sparito da un pezzo. Per questi “eroi del mercato” saranno riservati alcuni dei nuovi negozi di vicinato, più belli e confortevoli. Il problema sarà vedere se il canone di affitto per questi esercizi riqualificati sarà sostenibile per le attività tipiche che si vorrebbero mantenere. Per i commercianti della tradizione sono previste condizioni di favore, nella speranza che possano essere accettate da tutti.

 

Ci sarà comunque posto anche per un’area mercatale a gestione comunale nella parte che dà verso i bagni pubblici. I banchi dovranno essere riservati alla esposizione e alla valorizzazione dei prodotti tipici del territorio, nonché alla vendita di prodotti di filiera corta del territorio lucchese. Gli esercizi di vicinato saranno invece accolti nelle parti su via San Gregorio, sul lato tra piazza del Carmine e via Mordini (di fronte al palazzo ex Banca di Italia) e su via Mordini. Questi negozi avranno nel complesso a disposizione 673 metri quadrati, mentre per l’area mercatale ce ne saranno 391.

 

Anche se non mancano perplessità in seno all’amministrazione comunale, nel masterplan alla base del bando in preparazione rimane la previsione di destinare a struttura ricettiva alberghiera il primo piano, per 1086 metri quadrati. Una scelta che si vuole destinata a rendere vivo il complesso a tutte le ore del giorno e a sfruttare un flusso turistico qualificato.

 

«Su questo punto – ammetta Mercanti – ici sono ancora valutazioni. Quello che è certo è che vogliamo fare del Carmine un luogo della città ricco di funzioni e frequentazioni, in primo luogo per i lucchesi. Non ci convince l’idea di renderlo un piccolo polo riservato all’attrazione turistica, magari favorita da tanti ristorantini. In ogni caso punti di ristoro e bar a servizio della struttura non potranno non esserci».

 

Per l’amministrazione comunale «occorre creare, anzitutto, le condizioni favorevoli per rendere attuabile l’intervento previsto, che deve risultare sostenibile nella strategia di rilancio di quella parte di città non solo sotto l’aspetto del training commerciale contemporaneo, ma nel complesso di attività, ruoli, funzioni e identità che si riescono a far decollare ed in relazione con gli interventi e le funzioni già in corso, avviate, esistenti, tradizionali e radicate nell’uso della città».

 

Il masterplan, come spiega l’assessore, prevede quindi queste funzioni principali: commercio di generi alimentari (ma negli esercizi di vicinato) per la promozione e la vendita dei prodotti tipici, di alta qualità; commercio di generi non alimentari anche mediante l’inserimento di una media distribuzione; artigianato di servizio e piccolo artigianato di produzione compatibile con l’area e con la funzione preminente oltreché attività di merchandising turistico di qualità; servizi turistico‐ricettivi e di accoglienza da localizzarsi nei locali al primo piano; area mercatale per la promozione e vendita di prodotti di filiera corta del territorio lucchese e regionale.

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