Obiettivo Lucca di Marco Innocenti – Mercati e Summer Festival finito il tempo della melina

Obiettivo Lucca di Marco Innocenti – Mercati e Summer Festival finito il tempo della melina

LUCCA – Prime avvisaglie di confronto-scontro in consiglio comunale su temi di oggettivo rilievo per la città: la destinazione delle aree dei mercati e il modo di procedere nel rapporto tra il Comune e il Summer Festival.

 

A poche settimane dal voto che per un soffio ha riportato Alessandro Tambellini alla guida di Palazzo Orsetti, c’è quindi l’occasione per misurare in concreto, subito, le capacità di governo del centrosinistra, da una parte, e, dall’altra, l’incisività delle controproposte che le opposizioni dovrebbero portare a conoscenza dei cittadini. La giunta non può cavarsela con il solito rituale degli incontri con categorie e soggetti interessati, con il solito “vedremo-faremo”; le opposizioni dimostrerebbero di essere davvero poca cosa se si limitassero a contestare tutto quello che propone l’esecutivo, senza illustrare quali altre strade si possono concretamente percorrere.

 

Non ci vorrà molto tempo per avere le risposte che la città attende da “appena” 40 anni per i mercati e da una ventina per il summer. Le due questioni sono di indubbio rilievo e risolverle porterebbe grande beneficio, sotto ogni punto di vista.

 

Per il futuro del mercato del Carmine si è sentito proporre di tutto: convenzioni di 99 anni con privati disposti a investire nel recupero in cambio della gestione; accordi con Farinetti di Eataly; individuazione di un partner privato nel campo della media distribuzione per mettere al Carmine l’ennesimo supermercato, intorno al quale far ruotare qualche tentativo di attività legata alle produzioni tipiche del territorio; apertura o chiusura alla presenza di negozi di generi diversi dall’ortofrutta e dall’alimentare; attività della filiera corta al piano terreno, ma con la possibilità di destinare all’accoglienza alberghiera il piano superiore (e questa pare davvero la proposta più strampalata) e spazi per l’artigianato locale; trasformazione del Carmine sul modello del mercato di San Lorenzo a Firenze, rimasto in mano pubblica, e frequentatissimo per i suoi negozi di ortofrutta e alimentari al piano terra e, ancora di più, per i ristoranti di ogni genere al piano superiore.

 

Bene ha fatto il neo assessore, Valentina Mercanti, a dichiararsi disposta ad un confronto immediato con i soggetti interessati, ma c’è nella giunta un’idea chiara di cosa si vuol fare del Carmine? Il modello San Lorenzo piaceva molto al precedente assessore, Francesca Pierotti, ma non pareva appoggiata con convinzione. E’ cambiato qualcosa? In ogni caso: ha disposto e ottenuto la giunta una verifica della possibilità di trovare partner privati o di procedere con una gestione diretta, affittando gli spazi di vendita? C’è un piano industriale che preveda costi e possibilità di ricavi, accanto alla individuazione dei canali per ottenere le risorse necessarie? Ha scelto quale delle tante proposte girate in questi anni sia da portare avanti?

 

Le domande sono sul tappeto da decenni, ma nessuna amministrazione ha mai saputo dare risposte concrete e soprattutto passare alla fase operativa. Comprensibile allora che il consigliere di opposizione Samuele Cosentino chiede chiarezza all’esecutivo. Ma male non sarebbe se, in attesa della risposta, la sua e le altre opposizioni indicassero nei dettagli quali soluzioni concrete sono percorribili, partendo da come si reperirebbero le risorse.

 

Lo stesso criterio vale per il mercato dell’ortofrutta all’ingrosso in Pulia, moribondo e indecoroso, tenuto in vita dal coraggio degli operatori dei cinque banchi rimasti, ai quali dovrebbe essere fatto un monumento, come ai colleghi del mercato del Carmine. Anche in questo caso, si sono visti progetti di ogni genere: dallo spostamento verso Capannori in una ottica intercomunale alla ristrutturazione per riqualificare Pulia sia per la parte espositiva, sia per la sicurezza e l’igiene; dalla trasformazione nel solito condominio satellite a due passi dalle Mura all’utilizzo come grande spazio teatrale.

 

Parole, anche in questo caso per decenni. Intanto il mercato di Pulia cade a pezzi. Ha allora la giunta un progetto preciso per la struttura? Sa dove trovare le risorse per realizzarlo? E le opposizioni hanno qualcosa da proporre che non sia il solito “è tutto sbagliato, tutto da rifare”?

 

Il ritornello non cambia per il mercato ambulante. Lo spostamento non convince e divide gli operatori, mentre le associazioni dei commercianti contestano la scelta di allontanare dal centro storico una delle poche funzioni che vi sopravvivevano. Quale risposta intende dare l’amministrazione comunale? Difende la scelta fatta e vuole lasciare le cose come stanno? Non ritiene che sia da pensare, quanto meno, a come compensare la perdita dell’attività che portava gente dentro le Mura?  E chi contesta – in questo caso anche parte degli operatori e le associazioni di categoria, oltre alle opposizioni – il trasferimento dei banchi alle Tagliate ha un’idea precisa di come riportarlo in centro e in quale zona?

 

Qualche differenza rispetto agli scenari precedenti c’è invece per la questione del rapporto tra Comune e Summer Festival, senza ombra di dubbio l’evento di maggiore attrazione insieme ai Comics, apprezzatissimo dagli operatori del commercio, dei pubblici esercizi e dell’accoglienza. Le posizioni delle forze politiche però sono stavolta più variegate. Intanto a sostenere a spada tratta le richieste del promoter Mimmo D’Alessandro per arrivare subito alla concessione quinquennale è il centrodestra, ma non, ad esempio, il Movimento Cinque Stelle, sempre molto critico sul tappeto rosso steso per la manifestazione. Riserve poi si avvertono in settori della maggioranza, segnatamente nella componente più a sinistra che cerca di indurre il sindaco a ponderare bene la questione, partendo dal fatto che gran parte del successo del Summer è dovuto all’eccezionale location offerta dalla bellezza del centro storico di Lucca. Un dato di fatto che, nell’eventuale accordo di lunga durata, dovrebbe essere fatto pesare, cercando di ottenere qualche contropartita per la città. Non manca chi fa rilevare, anche tra i sostenitori e i collaboratori del sindaco, che, se è vero che D’Alessandro potrebbe portare altrove il marchio del Summer, che gli appartiene, è altrettanto vero che ci potrebbero essere altri organizzatori di concerti pronti a lavorare su Lucca.

 

Tirato per la giacca da una parte e dall’altra, sottoposto a crescenti pressioni, il sindaco alla fine dovrà decidere ed è auspicabile che il passaggio della palla al consiglio comunale non miri soprattutto a prendere tempo. Per lavorare e programmare al meglio, ottenendo i big e gli sponsor più ambiti, D’Alessandro (ma lo stesso chiederebbe qualunque altro promoter) ha bisogno di certezze sui tempi e la durata del rapporto. Se la giunta ritiene di procedere non deve quindi tergiversare. Se ha invece riserve sulla durata e le modalità della concessione, deve avere il coraggio di dirlo e di spiegarne i motivi.

 

Sarebbe un pessimo inizio di nuovo mandato se, alla fine, sia per le aree mercatali che per il Summer Festival, si cercasse di fare ancora una volta melina, approfittando delle ferie di agosto e rimandando tutto  a settembre, senza specificare di quale anno

3 commenti

Inserisci il tuo commento

La tua e-mail non verrà pubblicata. compila tutti i campi obbligatori*

Se pubblichi stai dando il consenso alle regole di base , ai termini del servizio e alla normativa sulla privacy
Annulla

3 Commenti

  • Francesco Cerasomma
    22 luglio 2017, 18:12

    Da sempre approvo il pensiero di Marco Innocenti, ma a proposito del Mercato del Carmine, di recente ho visitato il Covent Garden di Londra e mi sono fatto un’idea precisa di come si dovrebbe agire nella struttura del Carmine.
    Dobbiamo pensare ad una struttura che ospiti frutta e verdura con i banchi, ma anche artigianato lucchese e negozi made in Italy di livello nazionale e internazionale con numarose attivita della ristorazione e della vendita di prodotti alimentari.
    Ma il Mercato del Carmine dovrà essere soprattutto un luogo vivo, aperto alla musica e alle attività di breve intrattenimento di strada ma di alta qualità professinale. Per quello che ho visto a Londra, mi piacerebbe che qualcosa del genere avvenisse anche da noi. Intanto bisogna recuperare quei caretti che traspotavano la frutta, resturarli e metterli sulle via di accesso al Mercato, stracolme di piante e fiori che serviranno come primo impatto del pubblico ad indirizzare la struttura.

    RISPONDI
    • Carmine Coop@Francesco Cerasomma
      23 luglio 2017, 12:18

      Covent Garden a Lucca, con il Tambellini? si… una Coop, un tre o quanto bar ristoranti, con penne alla microonde, aperti rigorosamente da pasqua a comics, poi chiusi, nei 7 mesi aperti spennare, offrire melma e farsi pagare profumatamente. E concessi ad amici e conoscenti… Quello che dici tu, e spettacolare, ma richiede che la politica stia ben lontano da opere pubbliche…. La Cavalerizza DOCET o le Mura Urbane con il ristorante Pellegrino fou fou, mohito, e prezzi da pottini coopittazzti! Il Carmine , un altro elefante bianco sempre se tra 5 anni arrivano a renderla operativa—–

      RISPONDI
      • cerasomma@Carmine Coop
        24 luglio 2017, 08:33

        Rispondo a Carmine Coop, che invece di fare commenti distruttivi, provi invece a fare esso o essa una proposta, in maniera tale da poter confrontarci seriamente. Lucca esca dal torpore e dalle ripicche nell’interesse della città tutta.

        RISPONDI
Lo Schermo.it pubblicita

.

Newsletter

Banner Geometra Online

Twitter