Ma alla politica, interessa la cura del verde?

Ma alla politica, interessa la cura del verde?

LUCCA – La ripresa del taglio dell’erba sugli spalti delle Mura, nelle aiuole e lungo le strade indica che è ripartito il servizio che il Comune ha voluto riacquisire in toto, cessando l’affidamento di parte di esso a Sistema Ambiente.

 

 

Le proteste che però arrivano – in particolare per la manutenzione di quei parchi, fluviale e Nottolini,  che dovevano essere un fiore all’occhiello e che invece sono diventati una vergogna –  sembrano indicare che ancora la gestione non è organizzata al meglio. Avevamo esaminato la questione nel mese di maggio, quando l’Opera delle Mura aveva pubblicato il bando per affidare, in nove lotti, lo sfalcio dell’erba per tre anni (2017-2018-2019) al costo di due milioni  e 658mila euro. Si era saputo che le ditte che avevano presentato la manifestazione di interesse erano state sei, pare italiane, ma nel dettaglio (a meno che non mi sia perso – per mia colpa – qualcosa anche cercando sul sito del Comune, dell’Opera e sul web, e se è così me ne scuso) l’esito della gara non è conosciuto. Se non si tratta soltanto di una mia distrazione, l’amministrazione comunale potrebbe opportunamente far conoscere il risultato della gara e spiegare se ha vinto una ditta locale, quale e come viene ora gestito – e soprattutto controllato – il servizio.

 
Non è questione secondaria per una città che vive soprattutto di turismo e che ha nell’immagine un biglietto da visita fondamentale. Il Comune, nell’intento di razionalizzare e migliorare, risparmiando, si è assunto un onere non da poco nel curare, sia pure in gran parte attraverso una ditta appaltatrice, la manutenzione degli spazi verdi delle Mura e degli spalti, dei parchi naturali (Nottolini e Serchio), dei parchi per bambini (diventati quasi una cinquantina) e delle aiuole, nonché dei cigli e delle zanelle delle strade. Non è affatto facile assicurare gestione e adeguato controllo sull’esecuzione dei lavori, quando nell’organico del Comune sono praticamente spariti i giardinieri e altri tecnici del ramo.

 
Come aveva sottolineato anche il soprintendente Luigi Ficacci nel corso del convegno sul progetto di recupero del Parco del Nottolini, proposto dal Fai,  per paesaggio e opere d’arte la certezza di una manutenzione programmata contano almeno quanto l’esecuzione del restauro. Se un bel lavoro viene abbandonato a se stesso appena fatto, senza che si sia previsto e si attui questo programma di manutenzione, il risultato è solo un grande spreco di danaro pubblico. E gli esempi non mancano. Non a caso su questa linea si erano schierati al convegno tutti gli altri intervenuti – dall’architetto Gilberto Bedini, all’ingegnere e docente universitaria Maria Luisa Beconcini, all’ingegner Francesco Cecati della Soprintendenza – che avevano ribadito l’assoluta necessità di assicurare adeguata manutenzione all’opera, una volta restaurata, per evitare che in breve tempo torni nel degrado e di fatto vanifichi il risultato ottenuto, trasformandosi in uno spreco di risorse. Considerazione che si estende in generale a tutte le grandi opere: dal consolidamento e alla ripulitura del paramento delle Mura, delle casermette e dei sotterranei, ultimato con i fondi della Fondazione Crl, alla ciclopista Puccini lungo l’argine del Serchio, costata centinaia di migliaia di euro e soggetta a tornare di continuo un prunaio, in particolare a valle di Ponte San Pietro.

 
La questione, che sta parecchio a cuore ai lucchesi, non sembra però riscaldare molto l’animo dei politici. Per l’amministrazione, nel precedente mandato, qualche impegno era stato preso dall’allora assessore Francesca Pierotti. L’opposizione aveva brillato per il sostanziale silenzio. E’ utopia sperare che nel nuovo mandato giunta e forze di maggioranza diano indicazioni più puntuali e che le opposizioni di centrodestra, destra e M5S dimostrino un qualche interesse alla questione della cura e della manutenzione del verde pubblico?

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1 Commento

  • elia
    30 luglio 2017, 15:02

    prendo spunto da questo articolo (condivisibile al 100%) per chiedere informazione e trasparenza da parte dell’amministrazione appena insediata, almeno in questo secondo mandato, perchè nel primo i cittadini che volevano conoscere ciò che veniva deliberato, e successivamente portato a compimento non hanno avuto soddisfazione. perchè non stampare almeno ogni semestre una specie di "resoconto" di quello che è in cantiere o già concluso ed inviarlo alle famiglie? non servono carta patinata o brochure di grande finezza, ma che ci sia scritta la verità.

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