Elezioni in arrivo tra promesse, annunci e candidature scontate

Elezioni in arrivo tra promesse, annunci e candidature scontate

LUCCA – Eccessivo il sarcasmo del sindaco di Viareggio (e prima di Capannori), Giorgio Del Ghingaro, nel commentare la giostra dei finanziamenti che influenti politici giurano assicurati dal Cipe per le opere stradali della Lucchesia e altre mirabilie?

Per Del Ghingaro, quel pacco di soldi è lo stesso che gira da una quindicina di anni e che puntualmente appare negli annunci pre-elettorali – con tanto di politici e amministratori locali che si spellano le mani dagli applausi – per scomparire subito dopo il voto. Salvo uscire dal cilindro del mago Silvan di turno alla tornata elettorale successiva.

 

 

Che dire? Nell’interesse della collettività è che quei finanziamenti arrivino davvero, ma il dubbio è legittimo. Soprattutto in chi, come chi scrive, ricorda le reiterate parate che nel tempo hanno accompagnato gli annunci, dati indifferentemente da politici e governanti di destra e di sinistra. Come non ricordare la faraonica messinscena nell’auditorium di San Romano nel quale, ovviamente a ridosso delle elezioni, l’allora presidente dell’Anas presentò, confortato da slides e filmati, il mirabolante progetto per la realizzazione dell’asse nord-sud, benedetto da Berlusconi e dal ministro Lunardi, che forava “appena” quattordici colline tra Sesto di Moriano e Santa Maria a Colle.

 

Un’operazioncina da oltre 900 milioni di euro che, si assicurava, erano pronti per Lucca.
Pochi anni dopo altra presentazione, meno sfarzosa, ma più istituzionale e simbolica, con l’allora ministro Altero Matteoli che con atto solenne, in Prefettura e davanti alle telecamere e ai cronisti, firmava l’impegno per l’utilizzo dei fondi Cipe, di nuovo pronti, per la realizzazione degli assi viari.

 

Ciclicamente, quei presunti finanziamenti sono tornati successivamente sulla scena anche con Governi diversi, accanto ai fondi destinati alla realizzazione del nuovo ponte sul Serchio tra Salicchi e San Pietro a Vico.

 

Ed è di questi giorni il nuovo annuncio dello stanziamento di una piccola parte dei fondi necessari per le opere stradali, che tuttavia dovrebbero consentire l’apertura dei cantieri, e della somma necessaria per il ponte che doveva essere già garantita per metà dalla Fondazione Cassa di Risparmio e per metà dalla Regione.

 

Non resta che attendere, fiduciosi, sperando che davvero il sarcasmo di Del Ghingaro sia stato esagerato e magari non del tutto disinteressato, in vista della promozione della propria candidatura al Parlamento nelle elezioni di marzo. Con quale partito? I tentativi di arrivare ad una pacificazione col Pd non sembrano ancora aver dato effetti e chi ricorda la vicinanza di Del Ghingaro a Rossi ipotizza una possibile candidatura nella lista del presidente del Senato, Grasso.

 

Una scelta che preoccupa parecchio il Pd: i voti della sinistra eventualmente raccolti dal sindaco di Viareggio nel collegio potrebbero costare parecchio al candidato del Pd.

 

Sta di fatto che, tra promesse, annunci e schermaglie, siamo al solito rituale che precede le elezioni.

Ai cittadini che devono andare alle urne sarà promesso di tutto e di più, ma non sarà data la minima possibilità di contribuire alla scelta dei candidati. Una prerogativa che rimane saldamente nelle mani dei pochi personaggi veramente influenti e potenti, le cui decisioni saranno ratificate senza alcun problema da quello che resta degli organi interni dei partiti. Nessuno parla più di primarie e sono spariti gli impegni per lo stop per chi ha già fatto due o tre mandati, oppure per chi da poco è stato eletto come sindaco o presidente della Provincia (in questo caso da altri amministratori e non dai cittadini). Né si sentono impegni a fornire in tempo reale, sul web, i nomi e le cifre messe a disposizione dai finanziatori della campagna elettorale.

 

In teoria, in una tornata elettorale dove almeno tre forze hanno le stesse possibilità di fare eleggere i propri candidati nei collegi, sarebbe interesse dei partiti cercare davvero personalità influenti e apprezzate, pescando anche nella società civile.

 

Al di là del tentativo (le cui modalità lasciano assai perplessi) del M5S di selezionare sul web i propri candidati, con le “parlamentarie”, in lista vedremo ancora – con ogni probabilità – i politici di professione che non hanno alcuna intenzione di uscire dalla scena. E tra loro, se le norme (come pare) lo consentono, potrebbero non mancare figure istituzionali da poco elette nei Comuni, nelle Province e alla Regione, in barba agli impegni presi con gli elettori.

 

Un’analisi scomoda, ruvida, che certo non piace ai big dei partiti. Gli stessi che dopo ogni elezione si stracciano le vesti per l’aumento dell’astensionismo e invocano radicali cambiamenti per recuperare il rapporto con gli elettori ed aprire la partecipazione alla società civile.

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