Notizie dall’Upside Down: sacco vuoto, sacco pieno

Notizie dall’Upside Down: sacco vuoto, sacco pieno

UPSIDE DOWN – Il bello del mondo virtuale è che si nutre del mondo reale. È un parassita neanche troppo nascosto che si ciba delle piccole sciocchezze quotidiane, amplificandole e ingigantendole fino a farle perdere di spessore, corpo, veridicità.

È un po’ come zoommare all’infinito una foto di bassa qualità: si arriva a un punto che è solo rumore. Orrendo, fastidioso, inutile, inservibile rumore.

In queste ore, per esempio, il mondo degli utenti di Facebook si è equamente diviso in due. Da una parte quelli che puntano forconi e torce contro i sacchetti in mater b. Quelli del reparto frutta e verdura, per intendersi, che per aprirli si è costretti a soffiare, umettarsi le dita, fare una giravolta, farla un’altra volta, guardare in giù, in su e poi piantare tutto lì e prendere le mele già confezionate. Ché si fa prima.

 

In sintesi la polemica è la seguente: “Non vogliamo pagare i 2 centesimi a sacchetto!1!11!!”. Punti esclamativi e 1 sono indicativi della genealogia dei mostri da tastiera, lontani cugini delle Pancine d’Amore, dei Benaltristi e dei Buongiornissimo Kaffè, già ampiamente denigrati. Il tutto, come da tradizione, in un italiano orripilante, con toni da rivoluzione d’Ottobre, ma senza il popolo, Lenin e la credibilità.

 

Da un lato, quindi, loro. Dall’altro quelli che li prendono per il culo che, insofferenti, perdono tempo, energie e post scritti un attimino meglio a spiegare che:

– i sacchetti si pagavano già;
– etichettare 4 arance spaiate equivale e pagare 4 sacchetti perché il conteggio riguarda l’etichetta e non il sacchetto in sé;
– a fare un rapido, ci si accorge che stiamo parlando di una cifra complessiva di 10 euro l’anno. Più o meno.

 

Solitamente alla spiegazione pacata e accondiscendente segue un “Ah, in tutto questo Trump e Kim Jong-un fanno a gara a chi la fa più lontano e noi siamo qui a ragionare di sacchetti”.

 

Ma Facebook non era un mondo migliore quando esistevano solo gruppi come “Quelli che la mattina vorrebbero dormire fino a tardi”, si facevano i test e ci si mandavano i poke (che poi, qualcuno ha mai capito a cosa servissero?)?*

 

*Si fa notare che non viene presa in considerazione l’ipotesi del mondo A.F. Avanti Facebook, perché ormai è installato nel nostro DNA e ci serve per sopravvivere: senza dimenticheremmo compleanni, feste, cene, eventi, hashtag, luoghi, persone. Tipo che “Black Mirror”** non ci sta raccontando niente di nuovo, ecco.

 

**Qui vale lo stesso discorso fatto in precedenza per “Stranger Things”.

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