Moratoria bar e ristoranti nel centro storico: tutto pronto, manca solo un parere della Soprintendenza. Mercanti: ‘Priorità massima anche per il Comune’

Moratoria bar e ristoranti nel centro storico: tutto pronto, manca solo un parere della Soprintendenza. Mercanti: ‘Priorità massima anche per il Comune’

LUCCA – E’ tutto pronto per la moratoria di bar e ristoranti: manca solo un parere più articolato da parte della Soprintendenza, poi ci siamo. Lo assicura l’assessore alle Attività produttive Valentina Mercanti, rispondendo in questo modo anche ai dubbi e alle preoccupazioni di Fipe Ristoranti, espresse dal suo presidente, Benedetto Stefani.

 

«La prima cosa di cui dobbiamo renderci conto – spiega Mercantiè che si tratta di un provvedimento molto pesante, perché riguarda tutto il centro storico, fatta eccezione per alcuni punti specifici come il Mercato del Carmine. Non può, quindi, essere fatto in maniera superficiale, né può essere rapido come è accaduto in altre città, dove ha riguardato solo una strada o un quartiere. Qua parliamo di bloccare per tre anni l’apertura di esercizi che lavorano con il cibo, dagli alimentari ai ristoranti, in tutto il centro storico. E’ chiaro che deve essere un provvedimento fatto a regola d’arte, sebbene rappresenti anche per il Comune una massima priorità e proprio in questa direzione si stanno muovendo gli uffici comunali, ma anche quelli regionali».

 

L’ITER – La Regione ha ricevuto dal Comune di Lucca la pratica della moratoria con un primo parere della Soprintendenza. «Gli uffici regionali – spiega Mercanti – hanno già predisposto gli atti di loro competenza per rendere operativa la moratoria. In realtà era tutto pronto, ma l’Ufficio legale della Regione, che ha il compito di rendere inattaccabile un atto, ha ritenuto che il parere fornito dalla Soprintendenza non fosse sufficientemente argomentato e, quindi, ha chiesto un’integrazione. Non appena gli uffici diretti da Luigi Ficacci saranno pronti a fornire questa integrazione, a quel punto la Regione procederà con i suoi atti, peraltro già approntati».

 

PERCHE’ E’ BASILARE IL PARERE DELLA SOPRINTENDENZA – «Come dicevo, quello che facciamo a Lucca è un atto pesante e, per realizzarlo ci vogliono motivazioni molto valide: non potevamo appellarci a motivi economici, quindi la strada era quella della tutela del bene culturale, aspetto che peraltro ci sta molto a cuore. Ma, proprio in quanto tale, il parere della Soprintendenza diventa un mattone fondamentale di questa costruzione». L’assessore Mercanti spiega tutto il percorso fatto in questi mesi sia con le categorie economiche, ma anche, appunto, con la Soprintendenza: «Abbiamo trovato sempre una perfetta condivisione di vedute con il soprintendente Ficacci e i suoi uffici nel realizzare questa tutela – afferma -: certamente, si tratta di uffici oberati di lavoro, in quanto il loro parere è necessario per quasi tutto in una città dalla storia di Lucca e questo non può che comportare un allungamento dei tempi. L’auspicio è che venga compresa l’urgenza di questo provvedimento e venga data priorità alla pratica, così come è stato fatto in Regione».

 

VALORIZZAZIONE DELLA CUCINA LUCCHESE – «Come ben sa Stefani – afferma Valentina Mercanti la valorizzazione della cucina lucchese di qualità ci sta particolarmente a cuore. Siamo dell’idea che cucina sia sinonimo di cultura e, in questa direzione ci stiamo muovendo». Per questo l’assessore afferma di apprezzare tutte le iniziative – sia quelle nelle quali il Comune è coinvolto, sia quelle dove non è chiamato a partecipare – che valorizzano la cucina tradizionale lucchese: «Io ci sono sempre – dice convintamente – e sono sempre al loro fianco, perché so che Confcommercio ha la competenza, la professionalità e una qualità di offerta tali da permettere a Lucca di avere qualcosa da dire in merito alla tradizione culinaria».

Scendendo nel particolare, sulla moratoria, Mercanti ha parole di ringraziamento per Stefani: «Il suo apporto è stato fondamentale per arrivare oggi a contare i giorni per l’entrata in vigore di questo provvedimento. Senza di lui non so nemmeno se mi sarei messa a lavorare su un atto di questa portata: non posso quindi che ringraziarlo. Sono altresì convinta che tutta questa vicenda dimostri che quando si ha la volontà di camminare insieme, nella stessa direzione, alla fine il traguardo si raggiunge sempre». Anche superando, alla fine, gli inevitabili ritardi che la burocrazia mette sempre in mezzo.

 

1 commento

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1 Commento

  • Filippo
    14 giugno 2018, 19:50

    I motivi sono chiaramente economici (pressioni delle attività esistenti ?) ma vengono mascherati dietro una non meglio imprecisata "tutela culturale". Ridicoli.

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