Mario Ciancarella: “Solidarietà all’Arma dei Carabinieri”

Mario Ciancarella: “Solidarietà all’Arma dei Carabinieri”

LUCCA – Con la vicenda dei due Carabinieri che avrebbero stuprato e comunque consumato atti sessuali verso due ragazze statunitensi, si è aperta una profonda ferita in un’Arma da sempre schierata a tutela della sicurezza dei Cittadini e della loro serenità. Spiace profondamente che dei Carabinieri possano addurre il “consenso” della vittima, in una vicenda in cui, vestendo la divisa, avevano già commesso un atto inaccettabile nel condurre sul proprio mezzo di servizio due turiste in evidente difficoltà.

 

Ma di loro possiamo e dobbiamo pensare, oltre al peggio sul piano personale, che non rappresentino la totalita’ dei colleghi, impegnati nel quotidiano lavoro di sicurezza pubblica. Non ci si aspetta certamente un commento dall’on. Salvini al quale tuttavia questa vicenda dovrebbe aver insegnato che la generalizzazione delle responsabilità è sempre un atto di indegna speculazione verso gli appartenenti ad una etnia o ad una professione.

 

La generalizzazione è sempre propedeutica ai peggiori sentimenti: “I politici? Tutti ladri”, “I preti? Tutti pedofili”, “Gli immigrati? Tutti delinquenti, violentatori, spacciatori e untori delle peggiori epidemie”. Noi preferiamo conservare la lucidità di una coscienza democratica che sa e sa riconoscere in ogni circostanza che la responsabilità penale è sempre e comunque personale, che nessuno è delinquente per nascita ma solo per gli atti che compie e consuma. Solo così sarò sempre possibile mantenere fiducia agli organi istituzionali non confondendoli con le responsabilità di singoli funzionari, per quanto ampia possa apparire la adesione al crimine dei loro appartenenti.

 

Un plauso al Comandante dei Carabinieri ed alla sua immediata dichiarazione di una severità assoluta verso i responsabili di un comportamento ignobile e da rifiutare quali che siano state le condizioni di “consenso” cui sembrano volersi aggrappare i responsabili.

 

Mi piacerebbe pensare che altrettanta severità fosse usata dal Ministro nei confronti di chi abbia osato firmare falsamente al posto del Presidente della Repubblica per un atto di sua esclusiva competenza, piuttosto che adombrare l’idea che la firma del Presidente su un Decreto possa essere una pura formalità.

 

La legge democratica è fatta anche di “forme” precise, da rispettare sempre e comunque. Mi piacerebbe pensare che un Ministro non si affidasse alla prescrizione della responsabilità penale per evitare la doverosa indagine di chi abbia potuto disporre ed eseguire la falsificazione della firma del Presidente della Repubblica. Anche perché la responsabilità patrimoniale potrebbe comunque essere opposta ai responsabili, per quanto possano essere prescritte le responsabilità penali.

 

Mario Ciancarella
Cap. Pil. Aeronautica Militare

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