Marchetti (FI) interroga la giunta regionale sui depuratori Gaia di Pietrasanta e Camaiore senza autorizzazione da anni

Marchetti (FI) interroga la giunta regionale sui depuratori Gaia di Pietrasanta e Camaiore senza autorizzazione da anni

PIETRASANTA – Un rinnovo di autorizzazioni allo scarico richiesto nel 2013 e ancora mai arrivato e una matassa di risiko burocratico che attualmente pone fuori regola gli impianti di depurazione di Pietrasanta e Camaiore: ma fino a quando? A domandarlo alla giunta regionale con un’interrogazione è il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti dopo la notizia, appresa dalla stampa versiliese, della denuncia che la Capitaneria di Porto di Viareggio ha presentato nei confronti di Gaia Spa, gestore del servizio idrico e dunque titolare di quegli impianti.

 

«Tutto questo tempo trascorso in procedure farraginose – afferma Marchetti – è incompatibile con il corretto funzionamento di un pubblico servizio quale sono i depuratori, e il fatto che il trasferimento di competenze dalle Province alla Regione sia spesso rimasto inesitato e solo sulla carta è talmente purtroppo vero e diffuso che proprio io su questo tema ho chiesto ed ottenuto nei giorni scorsi che l’assessore regionale Vincenzo Bugli riferisse in Prima commissione del Consiglio regionale. Lui stesso non ha potuto che convenire sulla confusione ancora dominante in alcuni settori, turismo e ambiente in testa. E infatti eccoci qui a parlare di depurazione e di autorizzazioni che non arrivano per l’impianto di Pietrasanta e per i tre di Camaiore che al momento, e da anni, scaricano in assenza delle certificazioni previste e necessarie».

 

Nell’interrogazione il Capogruppo azzurro pone tre quesiti ai quali attende risposta in forma scritta, così da cristallizzare gli intendimenti dell’organo di governo toscano. Dopo aver domandato «se la Giunta regionale abbia contezza dei fatti esposti in premessa», Marchetti chiede «quali siano i tempi previsti per il rilascio delle autorizzazioni di cui gli impianti devono essere dotati» e «se si ritenga una simile dilatazione temporale dell’iter compatibile con il corretto svolgimento di un pubblico servizio tal quale è quello costituito dagli impianti di depurazione».

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