Lucca fa scintille al MUSART Festival: in concerto con Raphael Gualazzi Emma Morton vestita da Edda Berg

Lucca fa scintille al MUSART Festival: in concerto con Raphael Gualazzi Emma Morton vestita da Edda Berg

LUCCA –   Stasera, al MUSART Festival di Firenze, la cantautrice scozzese Emma Morton sarà sul palco insieme all’eclettico Raphael Gualazzi. Emma sta vivendo un periodo particolarmente creativo nella sua nuova città: Lucca. Insieme a Lucca e ad una lucchese speciale, Edda Berg, per la quale la Morton è testimonial in esclusiva.

 

Nato da poco Emma Morton & the Graces  è il suo ultimo  progetto musicale, con gli acclamati musicisti  Piero Perelli (batteria), Luca Giovacchini (chitarra) e Gabriele Evangelista (Double bass).  La collaborazione, che ha riportato Emma alle sue radici musicali, sta attirando grande interesse per la miscela creativa che la band evoca, dal folk, al Jazz al roots-rock.  Infatti, il loro disco “Bitten by the Devil” in uscita autunno 2017 è un’esplorazione e celebrazione delle “belle contaminazioni” , come dice Emma. Sono tutte le “beautiful contaminations”, vibranti nell’immaginario di tutte le diverse epoche che abbiamo sentito cantare nei canali polverosi delle vecchie radio o sugli schermi dei prima cinema in bianco e nero; nella mitologia dei racconti e nelle tradizioni popolari: “Il nostro sound controbilancia i toni dolci tipici del mio ereditario folk scozzese alla passione condivisa dalla band per la musica AfroAmericana, in particolare blues, soul e jazz che uniscono tutti gli elementi della band come fosse il sangue di un unico corpo. ”

 

 

Emma, a quale punto sei del tuo viaggio artistico?

Prova ad immaginare il momento in cui esci fuori dal folto di una vegetazione. Ti invade la luce e lo sguardo si apre sull’orizzonte: riesci a vedere il punto da dove sei partita e i diversi luoghi che hai attraversato… Avevo otto anni quando venne pubblicata per la prima volta una mia poesia. Da lì a passare a scrivere canzoni la strada è stata lunga, e proprio con il nuovo disco di Emma Morton & the Grace, sento di essermi finalmente ricongiunta con quell’origine, trovando la giusta unione fra il racconto e la musica.

 

 

Luglio svela una bella sorpresa, una collaborazione importante….

 

Le collaborazioni sono sempre importanti, perché la condivisione e la sperimentazione ci aiutano a crescere ed aprirsi. Stasera sarò ospite al concerto di Raphael Gualazzi e la sua band a MUSART Festival, Firenze, e ne sono felice!
Sono ancora piu felice che Edda Berg mi abbia fatto un vestito bellissimo che non vedo l’ora di indossare!!!

 

 

Tu ne sei testimonial in esclusiva per Edda Berg,  marchio di una talentuosa imprenditrice lucchese. Cosa significa per te?

 

Fin da bambina notavo che il modo di vestire aveva un ruolo dominante nella maniera in cui venivi percepita e ti relazionavi con il mondo. Una società sicuramente dominata dalla moda, per la quale, spesso  – come nel mio caso – non c’erano i soldi necessari per starle dietro e trovare il proprio stile in linea con i dettami imposti. Per me lo “stile”, il mio, quello personale, sintonizzato con ciò che sentivo e che sento di essere, era più importante della moda. Cominciai a comprare abiti usati e costumi di scena nei negozi vintage. Avevo 14 anni e traevo ispirazione dai miei diversi idoli, mi piaceva sentirmi come Beethoven o David Bowie, Madonna, Marilyn Monroe, Bob Dylan. Mi davano la forza per mandare a quel paese chi mi prendeva in giro – me, la mia personalità, la mia maniera di esprimermi. E pian piano ha funzionato. Ho capito quanto ti può infondere sicurezza in ciò che sei l’abito che indossi secondo lo stile che ti sei scelta.  Anche per questo iniziare a collaborare con Edda Berg è stato straordinario. I suoi abiti hanno il potere di farti sentire bella e forte, e conservano tutta la genuinità dell’alto artigianato italiano. Quando ho messo gli occhi sulla sua prima  collezione mi sono subito innamorata! Non solo è un onore per me essere la sua testimonial –  Edda Berg si occupa di tutti i miei outfits per i vari impegni musicale che ho, dai concerti, agli shooting fotografici e ai video – ma mi fido al 100% della sua sensibilità e visione. Siamo in sintonia, è molto bello seguire le sue creazioni mentre lei segue le mie, siamo diventate buone amiche.

 

 

Ma raccontaci di te e Raphael, cosa avete in comune e in cosa siete differenti?

 

Raphael è un super gentiluomo ed un fuori class! Ma quello che mi ha colpito più che altro è la sua necessità organica di suonare, di scambiare, e comunicare.  La musica per lui viene prima di tutto, il resto è una conseguenza. Ecco, io vivo il fare musica nello stesso modo; come un viaggio dove tu sei al comando e tieni gli occhi fissi sulla strada, senza farti distrarre da niente che non sia il desiderio di creare e comunicare. Inoltre, particolare non irrilevante, sia io che Raphael siamo degli appassionati di cucina. La musica e la cucina vanno a braccetto per noi (fonti sicure mi dicono che  Mina, ad esempio, cucini divinamente!). Per questo ho capito di aver trovato un musicista “serio” quando abbiamo cenato insieme subito dopo la nostra prima session in studio per il suo disco “Love, Life, Peace”!

 

 

La tua città adesso è Lucca: come la racconteresti ad una persona che non l’ha mai vista?

 

Ho sempre considerato Lucca come una specie di giardino dell’Eden, abbracciato dalla magia dell Mura. Un vero “secret garden”, che trasuda di bellezza, tentazioni e segreti. Un’ immagine che accende la mia immaginazione, e ogni volta che cammino nelle sue strade scopro sempre qualcosa di nuovo che entra in vibrazione con i miei sensi.

 

 

Stasera, sul palco del MUSART, insieme a Gualazzi, quali ispirazioni ti trasmetterà Edda Berg?

 

La potenza intrigante e armoniosa della femminilità. Gli abiti di Edda Berg sono senza tempo ed iconici, trasmettono sensualità, forza e si percepisce con chiarezza tutta la  ricerca di qualità e autenticità. Quando li indosso io sento l’amore con il quale sono stati pensati, disegnati e creati.

 

Emma Caterina Salvi

 

Ci anticipi, infine, che storie racconti in questo tuo disco?

 

L’album è una raccolta di storie, di personaggi e paranoie che hanno fatto parte della mia vita da quando ho iniziato a ricordare. La natura del racconto è intima, io lo chiamo Confessionale. Alcune rivelazioni che vi si trovano sono febbrili, nevrotiche, alcune stoiche, sensuali ed altre decisam

ente ironiche.  “Dirty John” è uno dei personaggi principali, che nelle diverse vicende proposte dall’album lo vediamo trasformarsi in tante persone: un primo amore, il diavolo, un vampiro, un fantasma, e infine la vittima di una vendetta crudele. Cerco di riconoscere e raccontare le cose che mi hanno fatto male, che mi hanno cambiato, e che a volte mi hanno portato a fare male agli altri.  Alla fine sono sempre più attratta da ciò che è terrificante e complesso. E nella mia esplorazione dell’umanità in tutte le sue più imperfette forme, cerco di tirare fuori la bellezza anche dal brutto.

 

 

Salutaci con una frase da una delle tue ultime canzoni….

“I get that gipsy vision, I never know where the train in me’s going but I’ve got a lot of dust to blow”.

 

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